Camminare in famiglia: i consigli di un esperto di cammini in Italia

Valentina Dirindin, autore di Family Go
Tempo necessario: Weekend, 2 settimane, 1 settimana
Età bambini:  4-12 anni13-18 anni

Affrontare un cammino in compagnia di tutta la famiglia può essere un’esperienza divertente e formativa: parola di Paolo Piacentini, uno dei massimi esperti italiani di cammini. Scopriamo con lui i segreti per camminare con i bambini e 5 percorsi da provare in Italia.

“Camminare in famiglia è davvero un’esperienza bellissima: quando si viaggia a piedi tutti insieme ci si unisce davvero molto”. È contagioso l’entusiasmo di Paolo Piacentini, presidente nazionale di Federtrek, consulente del Ministero dei Beni Culturali nell’Anno dei Cammini (2016) e tra i maggiori esperti di cammini in Italia. A sentirlo parlare viene voglia di infilare l’occorrente in uno zaino, scegliere la destinazione e mettersi in viaggio per quella che ha tutta l’aria di essere un’avventura indimenticabile da passare insieme ai bambini.

La chiave per affrontare un cammino, infatti, non è solo la voglia di turismo outdoor e di riscoperta della natura: c’è una componente aggregativa e in qualche modo spirituale in ogni cammino, che può costituire davvero un momento familiare importante.

Un percorso affrontato tutti insieme, lontano dai ritmi frenetici quotidiani, può essere un’incredibile occasione per parlare, avvicinarsi, divertirsi e imparare.

Per questo abbiamo chiesto a Paolo Piacentini di raccontarci perché una famiglia dovrebbe partire per un cammino, e quali sono gli elementi da tenere in considerazione prima di farlo.

camminare in famiglia con i bambini     Camminare in famiglia

Innanzitutto: che cos’è esattamente un cammino, e che differenza c’è con il trekking o l’escursionismo?

“Un cammino non è solo un percorso, ma ha sempre una funzione di itinerario storico culturale. Può essere improntato sulla storia o sulla religione, ma ha sempre una valenza culturale di qualche tipo. In più, a differenza ad esempio dei sentieri (che sono più legati all’aspetto naturale) o dei percorsi di trekking (che si svolgono in paesaggi più selvaggi) un cammino ha spesso tratti da percorrere anche sull’asfalto, e tocca solitamente anche centri abitati, per cui si nutre della conoscenza dei luoghi anche più antropizzati”.

Il che forse li rende particolarmente adatti a chi ha bambini, giusto?

“Esattamente! Non solo perché durante un cammino è più facile trovare luoghi di ristoro, posti dove mangiare o alloggiare ma anche perché offre l’occasione di imparare qualcosa e conoscere meglio il territorio e la sua storia. E poi è generalmente meno impegnativo del trekking”.

C’è attenzione al tema dei cammini in Italia?

“Ce n’è sempre di più. Non come in Francia, dove si promuovono i cammini tra i giovani in età scolastica, però anche qui da noi questo tipo di cultura sta crescendo. Ci sono sempre più famiglie che si mettono in cammino, e spesso l’input parte proprio dai più piccoli. Quello che ancora ci manca, a differenza di luoghi storicamente votati a questo come il Cammino di Santiago, è una rete di strutture ricettive per camminatori, dove si possa dormire a prezzi modici o addirittura a offerta”.

Paolo Piacentini, esperto di cammini in ItaliaAi bambini piace camminare?

“Sì, assolutamente. Spesso i bambini si portano dietro la pigrizia dei genitori, ma se vengono stimolati nel modo giusto i bambini sono curiosi, avventurosi, pieni di energie. All’inizio magari si possono stancare un po’, ma se si trovano le giuste chiavi di lettura anche per loro può essere una bellissima esperienza, in grado di unire moltissimo la famiglia”.

C’è un’età giusta per imparare a camminare?

“In realtà non è mai troppo presto, anche se bisogna procedere a piccoli passi. Diciamo che dai sei anni in poi è sicuramente l’età giusta per affrontare un cammino. Certo, i bambini più piccoli vanno però stimolati nel modo giusto”.

E quali possono essere le chiavi di lettura per stimolare i più piccoli a camminare?

“Magari comprare una guida specifica fatta per loro, ce ne sono di molto belle. E poi magari viaggiare insieme a un’altra famiglia con bambini, di modo che si facciano compagnia e non si annoino. In quel caso camminare diventa un gioco, una sfida, e i bambini diventano instancabili”.

Cosa può insegnare un cammino ai bambini?

“Moltissime cose. Al di là della chiave didattica che hanno molti cammini, c’è anche una componente educativa davvero importante, quella che insegna loro che per ottenere una soddisfazione bisogna anche faticare. Ogni sera, quando si arriva alla fine di una tappa, c’è la voglia di stare insieme, di festeggiare quel traguardo, di mangiare bene. Credo sia molto formativa l’idea di conquistarsi un pezzo per volta il cammino: è un modo per crescere tutti insieme“.

Cosa bisogna portare con sé per affrontare un cammino in famiglia?

“L’ideale sarebbe fare uno zaino a testa, bambini compresi. Anche loro devono avere il loro piccolo zainetto, per rendersi un po’ autonomi. Bisogna che l’equipaggiamento sia leggero, pur avendo con sé tutto l’occorrente, ad esempio anche per le giornate di pioggia. Pochi cambi da lavare, scarpe comode, e magari un paio di scarpe di ricambio nel caso si rompano”.

Cosa rende un cammino adatto alle famiglie? Quali sono i parametri per sceglierlo?

Tutti i cammini possono essere adatti alle famiglie, almeno in parte. Per iniziare suggerirei di scegliere un cammino breve, da fare in un weekend lungo o in una settimana. La settimana è una dimensione molto bella per il cammino, perché permette di entrare davvero nello spirito giusto: superata la stanchezza del primo momento il corpo reagisce diversamente. Sceglierei un percorso con poco dislivello, senza grandi salite, e con punti per il pernotto comodi e non troppo spartani. Anche la scelta della stagione è importante: l’ideale sarebbe la primavera, mentre d’estate bisogna fare attenzione al caldo, che può mettere alla prova”.

Può consigliarci 5 cammini particolarmente adatti alle famiglie?

Lunigiana con i bambini     Castelluccio di Norcia

La Via degli Dei è molto bella e anche particolarmente semplice da un punto di vista logistico: inizia a Bologna e arriva a Firenze, quindi si può arrivare e ripartire comodamente con il treno. Poi c’è il tratto toscano della Via Francigena, da Lucca in giù, che è particolarmente organizzato oltre a essere molto bello. Se uno ama il mare è anche molto bello il Cammino di Santa Barbara in Sardegna, che percorre le vecchie miniere e si affaccia spesso sul mare. Particolarmente interessante è poi il Cammino delle Terre Mutate, un cammino di solidarietà da Fabriano a L’Aquila per aiutare le popolazioni colpite dal sisma: il primo tratto è prefetto per le famiglie perché è molto percorribile. Al Sud c’è poi un cammino bellissimo, perfetto per cominciare a camminare, è un coast to coast in Calabria che si fa in tre giorni”.

 

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Copyright: FamilyGO. Foto di P. Piacentini; S. Foti; pixabay

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