Siena e la Francigena: un itinerario magico per famiglie tra paesaggi incantevoli e storia medievale

Patrizia Bertini, autore di Family Go

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Età bambini:  4-12 anni13-18 anni

Siamo in Terre di Siena, il cuore dell’Italia che il mondo ci invidia, una distesa di colline che difendono come vecchi bastioni antiche vie e immensi tesori. Uno storico passaggio collega San Gimignano a Radicofani attraversando tutto il magnifico centro di Siena: la Via Francigena, la strada longobarda percorsa fin dall’anno Mille dai pellegrini diretti a San Pietro…

Un itinerario che attraversa i paesaggi idilliaci della Val d’Elsa e della Val d’Orcia, quelli che hanno reso famosa la Toscana più di ogni altra meraviglia. Pensate alle colline, ai filari di cipressi, ai sentieri che, solitari, sembrano cavalcare l’orizzonte adagiati su una terra di velluto di tutte le sfumature del verde. Immaginate di percorre a piedi questi luoghi e assaporare una libertà ritrovata, proverete delle emozioni che solo la natura sa regalare.

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Lungo il percorso scoprirete borghi secolari, luoghi di culto, castelli e musei, visiterete Siena e degusterete i prodotti e i piatti tipici di questo territorio, che ha saputo preservare nei secoli non solo il paesaggio ma anche le proprie tradizioni culturali, facendone una destinazione tra le più belle del nostro Paese. Non è un caso che nei 120 chilometri di Francigena del senese ci siano ben quattro siti Unesco!

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Percorrere dunque la Via Francigena a piedi è un modo diverso per conoscere e cogliere l’essenza di tanta bellezza, e le famiglie con bambini e ragazzi possono godere di passeggiate nel verde e all’aria aperta durante tutto l’arco dell’anno, perché anche in inverno il territorio mostra scenari collinari verdi in un clima mai troppo severo. Il percorso, tutto messo in sicurezza grazie agli investimenti degli ultimi anni, accoglie grandi e piccoli coinvolgendoli nel pieno di una natura generosa e dalle caratteristiche tipicamente mediterranee. Sceglieranno tappe più o meno lunghe, in base alla difficoltà e alle diverse offerte turistiche rivolte ai piccoli camminatori. Come i pellegrini, potranno fare sosta nei pressi di un convento, di un’abbazia, raggiungere castelli e città, prima fra tutte Siena, e vivere appieno l’atmosfera medievale attraverso un’esperienza unica nel suo genere.

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E se avete la fortuna, come abbiamo avuto noi, di incontrare un pellegrino, proveniente da Roma e diretto a Santiago, vestito come secoli fa con i simboli del pellegrinaggio, tra cui l’evidente conchiglia di Saint Jacques sul cappello, vi accorgerete che la Francigena è una via europea spiritualmente ancora molto viva.

Spiegare ai bambini il significato della Francigena è semplice grazie al libro edito da un editore senese, Luca Betti, che li introduce alla scoperta della “Via Francigena in Terre di Siena. Sulle orme di Sigerico da San Gimignano a Radicofani”. Vi sono indicati in modo semplice e sintetico i percorsi e i monumenti, e viene illustrata con disegni la figura del pellegrino tipico. Un libro per preparare i bambini ad affrontare con entusiasmo questo affascinante viaggio, creando in loro quell’immaginario di persone e luoghi, che ritroveranno poi nella realtà e nell’iconografia di cui Siena e i comuni lungo il cammino sono ricchi. E perché no? Con un bordone (bastone) e un cappellino, potrebbero loro stessi diventare dei “pulcini pellegrini”!

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Dei 120 chilometri della Francigena nel senese, segnalati ovunque grazie a caratteristici cartelli, vi suggeriamo alcuni tragitti che abbiamo sperimentato, e che abbiamo trovato interessanti e divertenti da proporre ai bambini.

LA FRANCIGENA CON I BAMBINI: QUALI PERCORSI E COSA VEDERE

Dal borgo di Strove al Castello di Monteriggioni

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Da Strove, piccolo borgo in Val d’Elsa, dove si trova un ostello per pellegrini e turisti, con un percorso di circa un’ora – diviso tra passeggiata nel bosco e nella campagna lungo un’antica via costeggiata da muretti a secco – arrivate ad Abbadia a Isola. Il nome della frazione deriva dall’Abbazia fondata nel XI sec. da Ava, contessa di discendenza longobarda, sul luogo dove fonti testimoniano la sosta di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, di ritorno da Roma tra il 990 e il 994. Il bel complesso, tappa e bivacco dei pellegrini, permette anche alle famiglie di fare una sosta e uno spuntino: vi si trovano un bar con snack, un ristorante e una pizzeria.

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Da qui si ha una vista magnifica sulla Val d’Elsa e sul Castello di Monteriggioni, alto e isolato su un colle, con le mura perfettamente integre che ne fanno un monumento di bellezza scenografica. Presto lo raggiungerete in due ore circa di camminata. Prima di entrare nel bosco di Lecceto, si attraversano dei campi e sulla sinistra si osserva un allevamento di maiali “di cinta senese”, chiamati così per la cintura bianca che li contraddistingue. Vivono in stato semi-brado e la loro presenza nel territorio è davvero antica se pensate che questi animali sono raffigurati nell’affresco del Trecento del Lorenzetti all’interno del Palazzo Pubblico di Siena.

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L’arrivo al Castello di Monteriggioni a piedi è emozionante, così come ripida la salita, sebbene fattibile per tutti perché breve. Questa fortezza fu costruita dai senesi nel XIII sec. a soli 15 chilometri dalla città, come baluardo di difesa dai nemici storici: i fiorentini.
L’interno è un gioiello di case medievali, costruite attorno a una grande piazza. Il Museo “Monteriggioni in Arme” offre un percorso su riproduzioni di armature e armi medievali e rinascimentali. All’interno si può toccare e… provare! Altrettanto suggestiva per bambini e adulti è la visita ai camminamenti sulle mura del castello, da dove, con un po’ di fantasia, si possono immaginare i cavalieri che arrivavano da nord per l’assedio. www.monteriggioniturismo.it
Questo percorso della Francigena è totalmente in sicurezza, adatto a tutte le stagioni, ma da evitare in caso di pioggia intensa, perché i percorsi nel bosco si possono allagare.

La Francigena nel cuore di Siena

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Da Monteriggioni la Francigena giunge a Siena, attraversa il cuore della città da Porta Camollia lungo l’asse principale del centro per riprendere la marcia verso Roma dalla porta che guarda alla capitale: Porta Romana.
Una volta oltrepassata Porta Camollia si aprirà a voi una città culturalmente e socialmente vivace, dove camminare ancora in sicurezza poiché il centro storico è totalmente chiuso al traffico.
Punti nevralgico della città (sito Unesco) è la magnifica Piazza del Campo, circondata da palazzi nobiliari, la Torre del Mangia e il Palazzo Pubblico. All’interno del Palazzo il Museo Civico, dove, nella Sala della Pace, i bambini potranno essere incuriositi dagli affreschi del Lorenzetti sul Buono e Cattivo Governo, con scene di vita di una città del XIV secolo ben amministrata: i mestieri, le scuole, i prodotti in arrivo dalla campagna circostante, quella stessa che avrete percorso, sulla Via Francigena, per arrivare a Siena, dove non manca neanche quel maialino di cinta, con la sua “cintura” bianca che i ragazzi riconosceranno sicuramente.

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Una tappa importante del vostro percorso sarà il complesso di Santa Maria della Scala, di fronte al Duomo, oggi polo museale, nato come ospedale (uno dei più antichi d’Europa), orfanotrofio e luogo di sosta e accoglienza ai pellegrini, che ospita il Museo Archeologico ubicato negli affascinanti sotterranei, il Museo d’Arte Moderna, il Museo per Bambini, mostre temporanee, laboratori ed eventi.
Qui fino a pochi anni fa si accoglievano ancora i malati, uno degli ingressi era adibito a Pronto Soccorso, esattamente come è successo per molti secoli, dal Trecento a oggi. Sulle pareti si legge distintamente la storia dell’edificio, i personaggi e i benefattori, le pratiche e le consuetudini di un luogo vocato all’accoglienza dei bambini trovatelli o “gettatelli” come venivano definiti. Tra gli affreschi più interessanti del “Pellegrinaio” c’è quello della distribuzione domenicale dei pani. Il pane era marchiato per evitare che qualcuno potesse commercializzarlo, ma tra gli astanti nella scena della carità spicca un pellegrino, riconoscibile dal caratteristico copricapo e dalla conchiglia, simbolo di Santiago de Compostela, lo stesso copricapo che aveva il pellegrino da noi incontrato a Strove.

Tra le attrazioni di Siena per famiglie, da non perdere il Museo di Storia Naturale nella sede dell’Accademia dei Fisiocritici, accanto all’Orto Botanico, dove sono conservati scheletri di balenotteri, raccolte di pietre e meteoriti, riproduzioni di funghi e antiche tavole anatomiche che incanteranno i bambini (aperto dal lunedì al venerdì). www.musnaf.unisi.it/homemuseo.asp

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Concedetevi poi una sosta all’Orto de’ Pecci, una vera e propria “oasi” verde, un pezzetto di campagna dentro le mura, a due passi dalla Piazza del Campo, con un grande spazio dove i bambini possono correre e giocare senza pericolo alcuno. L’Orto, gestito da una cooperativa sociale, è anche fattoria didattica, con laboratori per bambini e altre iniziative culturali, e punto ristorante. www.ortodepecci.it

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Non si può oltrepassare Siena senza aver compreso la sua anima, che palpita tutta intorno alle contrade e ai loro simboli che diventano per i bambini turisti una suggestiva caccia al tesoro. Cominciamo dalle “fontanine”, una tipicità unica al mondo. Si tratta di fonti battesimali in cui i “contradaioli” battezzano laicamente i neonati celebrandone l’ingresso nella propria contrada. A Siena la rivalità affonda le sue radici nei secoli, lontano nella storia, quando il famoso Palio si correva ancora “alla lunga”, coi cavalli scossi in un percorso lineare che saliva fino al centro della città lungo la Francigena. Poi la contesa si è spostata su Piazza del Campo dove due volte l’anno il cuore e il “fegato” dei senesi si infiammano per la conquista del Palio, dell’onore e della rivalsa sulle contrade avversarie.

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I bambini sono “istruiti” alla difesa del proprio bastione fatto di bandiere, canti, colori, luoghi d’incontro, una magia tutta cittadina completamente sconosciuta ai visitatori, se non in alcuni dei più interessanti dettagli posati sulle vie: le piastre che segnalano i confini di una contrada dall’altra; i fregi che marchiano addirittura le piastrelle dell’elettricità, e i meravigliosi nastri azzurri e rosa appesi alle bandiere che danno il benvenuto ai neonati della contrada.

Dal centro di Siena, si riprende la Francigena uscendo da Porta Romana, a sud della città, per avviarsi in direzione San Quirico d’Orcia.

Da San Quirico d’Orcia a Bagno Vignoni

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Il tragitto da San Quirico a Bagno Vignoni è un altro tracciato ideale da percorrere in famiglia.
A San Quirico d’Orcia, punto di partenza della visita è la Collegiata di San Quirico, uno splendido monumento che si affaccia sulla Via Francigena come un’icona di memoria e d’accoglienza per i pellegrini. Alcuni elementi di interesse per i più piccoli: i due coccodrilli sul timpano d’ingresso che simboleggiano l’eterna lotta tra il bene e il male e, all’interno, la ricerca del cavaliere caduto di ritorno dalle crociate e sepolto nel pavimento della chiesa. Interessante per i bambini è anche la caccia al marchio di San Quirico, uno scudo a strisce verticali rosse e gialle seminato qua e la per la cittadina.
Prendendo Via delle Oliviere si transita attraverso un posto realmente magico. Un giardino rinascimentale, Horti Leonini, la cui simmetria e i richiami simbolici ricordano il celebre Parco dei mostri di Bomarzo o il labirinto di Villa Lante in Viterbo. E’ una deviazione suggestiva che, oltre a farci notare la bellezza dell’area, ci invita a curiose scoperte di botanica. www.comunesanquirico.it

Uscendo su Piazza IV novembre le segnalazioni della Via Francigena sono perfette e lasciano la scelta se proseguire in auto o a piedi. Ovvio che non ci sono dubbi sulla scelta, un pellegrino non viaggia in “comodità”. Dunque si marcia verso Vignoni o Bagno Vignoni alto, lungo un percorso facile, dove la strada è larga e ben messa, anche in condizioni di pioggia non ci sono asperità o difficoltà. Il panorama è incantevole: a destra la valle che risale fino a Montalcino, a sinistra la Val d’Orcia che si mostra in tutto il suo spettacolo fino a Pienza e oltre (ricordiamo che tutta la Val d’Orcia è sito Unesco). Lungo il sentiero nella macchia toscana, i bambini si possono divertire a riconoscere specie diverse di piante e tracce di cinghiale e capriolo.

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Bagno Vignoni è un borgo divenuto celebre perché area termale romana: la sua piazza centrale è occupata da una grandissima vasca dalla quale continua a sgorgare acqua calda e terapeutica. Dal 1978 non è più possibile fare il bagno, ma è possibile tuttavia bagnarsi in altri modi, anche in inverno! Si può scendere sotto la rupe, nella valle del fiume Orcia, dalla quale vedere l’acqua che si lancia nel vuoto creando delle suggestive cascate calcaree e riversandosi in vasche naturali. Qui i bambini giungono per studiare e conoscere i misteri delle formazioni calcaree e i principi delle acque calde e vedere come la natura dà vita a spettacoli unici.

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Bagno Vignoni offre in pochi metri quadrati tantissimi altri spunti educativi: è recente infatti la scoperta e la messa in sicurezza dell’area termale antica e del mulino ipogeo.

La Francigena nei dintorni di Radicofani

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Un altro tratto con vista magnifica è quello verso Radicofani. I camminatori più esperti proseguiranno verso Roma, in direzione Gallina, che si incontra dopo circa 6 chilometri, per poi fare rifornimento e riempire le borracce (specie in estate) e salire in solitudine verso Radicofani. La salita verso il borgo è sicura, tuttavia è un tratto impegnativo per via della pendenza, ma si può percorrere senza eccessive difficoltà. La cittadina è un faro nella Val d’Orcia, la torre della Fortezza troneggia sulla valle, tant’è che è impossibile non vederla da qualsiasi direzione si provenga. Radicofani rappresentava nel 1200 un luogo ricco di opportunità e ancora oggi celebre per i suoi palazzi e gli spedali. Radicofani è luogo in cui i pellegrini trovano pronta ospitalità nelle strutture antiche che ancora oggi sono in piena attività.

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La chiesa di San Pietro mostra un trittico unico nel suo genere, realizzato da Luca e Andrea della Robbia, un vero capolavoro d’arte sacra. Il piccolo ostello su Via dello Spedale vede ancora oggi il transito di viandanti da tutto il mondo e la riprova è il prezioso registro accanto al timbro di tappa della Francigena che i passanti riempiono prima di lasciare lo “spitale”. Nel cuore della cittadina, su Piazza Anita Garibaldi, è stato istituito un nuovo centro accoglienza, attrezzato e molto curato. Il luogo, ricordato da Dante e Boccaccio e che fino alla storia recente ha visto il passaggio di celebrità come De Chirico, è tagliato in due dalla Via Francigena, che transitando poco sopra la “posta medicea” lascia il centro della città con il rimpianto di una guerra che ha praticamente cancellato alcuni tesori architettonici di inestimabile valore. Un tesoro indistruttibile è decisamente il panorama che da fuori Radicofani lascia il borgo per tornare a marciare verso Roma. La Via Francigena, anche in questo tratto è ampia e sistemata, corre sul dorso dei colli a fianco del Monte Amiata che dall’altra parte della Val D’Orcia mostra una vegetazione completamente diversa da quella della sponda di fronte e costeggia sull’altro fianco i calanchi cretosi che declinano a valle e che risalgono verso Pienza. Durante l’estate questo tratto della Via Francigena è un vero trionfo di colori e fiori, con il fotografico slancio del sentiero che pian piano, a dorso di collina, sale verso la torre della fortezza con suggestioni d’altri tempi.

La credenziale: volete essere pellegrini veri?

Il documento, strettamente personale, è utilizzato dai pellegrini, ma anche dai camminatori e dagli appassionati, per raccogliere i timbri nei punti sosta incontrati lungo la Francigena. Ogni timbro testimonia la veridicità del percorso intrapreso e dei chilometri affrontati, una certificazione che non ha un particolare valore legale ma rappresenta da sempre, nell’immaginario degli uomini e delle donne che si mettono in marcia, l’orgoglio del proprio impegno e del proprio sacrificio.
La credenziale più accreditata è quella rilasciata dalla confraternita di San Jacopo (www.confraternitadisanjacopo.it).
Altre info: www.viefrancigene.org

Dove dormire

Siena-bb-paradisonumeroquattroFamily Hospitality – un circuito di hotel e agriturismi, selezionati dalla Provincia di Siena, che può contare su spazi adeguati e attrezzature per bambini, nonché menù specifici o servizio baby-sitting. L’elenco delle strutture nel sito Terre di Siena Bambini.
Alloggi green – Per un’accoglienza invece improntata al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione della cultura vi segnaliamo il sito Terre di Siena Green, dove potete trovare una scelta tra hotel, agriturismo e B&B che promuovono il turismo sostenibile.
Vi segnaliamo inoltre:
Bagno Vignoni
Posta Marcucci è una vera e propria sorpresa: la sua vasca, ideale per grandi e per bambini è alimentata dall’acqua delle sorgenti termali e il ristorante al suo interno è un vero e proprio punto di interesse. Le vetrate si aprono sulla valle e su Castiglione d’Orcia che troneggia in alto. www.hotelpostamarcucci.it
SienaB&B Paradiso numero 4 – In pieno centro, ha quattro camere, di cui una con possibilità di 4 posti letto, con una magnifica vista su Piazza Matteotti. Fa parte del circuito Terre di Siena Green. La colazione è ricca e varia con prodotti biologici e naturali a km 0. Una piccola biblioteca a disposizione degli ospiti possiede anche libri per bambini. L’unica avvertenza per chi ha bambini piccoli è che il B&B si trova al terzo piano di un edifico storico senza ascensore. www.paradiso4.com
StroveOstello La sosta di Strove – Inaugurato nel 2011 si tratta di un ostello della gioventù nato per dare ospitalità ai pellegrini, e adatto alle famiglie con ragazzi, che cercano una soluzione semplice e poco costosa. I 12 letti si trovano in una camerata con bagno in comune. Possibilità anche di camping nello spazio esterno. www.monteriggioniturismo.it/

Dove mangiare

Siena-ristorante-orto-de-pecciCompletano il percorso sulla Francigena in Terre di Siena ottimi punti di ristoro per degustazioni di salumi e formaggi tipici e di pietanze dai sapori inusuali. Un’offerta gastronomica degna delle più antiche tradizioni e dell’amore dei senesi per la loro terra, caratterizzata da molti prodotti a marchio DOP e IGP, esportati i tutto il mondo.

Il percorso nel gusto comprende: l’Olio Extravergine Terre di Siena, lo Zafferano di San Giminiano, la carne di razza Chianina, la carne e gli insaccati dal maiale di Cinta Senese, il vino Chianti classico, il Rosso e il Brunello di Montalcino, il pecorino nelle sue varianti fresco, affinato o aromatizzato, e tra i dolci i ricciarelli e il panforte di Siena.
Nei ristoranti assaggerete dei piatti dal sapore inconfondibile. Tra i primi spiccano la pasta fatta in casa che qui sono i Pici (spaghetti larghi e corposi stirati a mano) conditi con sughi diversi, oppure la Ribollita senese; per i secondi, la carne qui è superlativa, in tutte le sue declinazioni.

Per la ristorazione, vi segnaliamo:
SienaEnoristorante Il Casato – Via del Casato 18/26. Tel. 0577/222758 – Adiacente Piazza del Campo si trova questo ristorante dove degustare antipasti, primi e carni secondo la tradizione senese e toscana.
Osteria Babazuf – Via Pantaneto 85. Tel. +39 0577/222482 – Un piccolo locale che cura molto la cucina con proposte originali. Nel menù pietanze antiche rivisitate, piatti della tradizione e delle sosprese con i fiori, o con le spezie, a seconda dell’ispirazione del giorno. Tutto è delizioso, e la gentilezza è di casa.
Hostaria Il Rialto – Via del Rialto 4. Tel. +39 0577236580 – Piccolo locale vicino Piazza del Campo, ricco di ricordi alle pareti… Menù di carne, ma anche di pesce, piatti tipici accompagnati da novità culinarie. Lasciatevi consigliare da Marina e Barbara… è tutto molto buono e preparato con prodotti freschissimi.
Orto de’ Pecci – Immerso nel verde, questo luogo nel centro di Siena invita le famiglie per rilassarsi nella natura e al contempo offre una cucina semplice e genuina, da degustare all’interno nelle accoglienti sale, o d’estate nel gazebo. Nel menù pizze e piatti tipici a prezzi contenuti (per scelta non mettono nel conto pane e coperto). http://www.ortodepecci.it
Bagno VignoniRistorante Posta Marcucci – Tel. +39 0577 887112 – La sua cucina è una vera e propria attrazione: il menù rappresenta tutto ciò che c’è di più tipico nel territorio sapientemente presentato, in un locale elegante e raffinato.
Abbadia a IsolaBar Montemaggio – Punto di ristoro per uno spuntino dopo una bella camminata lungo la Francigena, a base di salumi e formaggi al tagliere.

Dove acquistare prodotti tipici:
In tutta la Provincia di Siena si stanno moltiplicando gli appuntamenti con i mercati con prodotti a km zero e produzione biologica. Si tratta dei cosiddetti “Mercatali” che, insieme ad alcune botteghe e aziende agricole, vendono i prodotti della filiera corta e svolgono attività di informazione e sensibilizzazione per il consumo critico. Per infomazioni sui mercatali e punti vendita: www.green.terresiena.it
Inoltre vi segnaliamo:
SienaConsorzio Agrario – Via Pianigiani n. 5  – Un recente punto vendita su Siena offre il meglio dei prodotti tipici del territorio.
MonteriggioniCaseificio e salumificio Salcis – Direttamente dal produttore potete acquistare pecorini, salumi e carni eccellenti. Anche punto vendita su Siena: Morbidi, in Via Banchi di Sopra 75.

MAPPE DEI PERCORSI

Da Strove a Monteriggioni: www.francigena.provincia.siena.it/percorsi/tappa-10
Da Monteriggioni a Siena: www.francigena.provincia.siena.it/percorsi/tappa-11
Da San Quirico a Radicofani: www.francigena.provincia.siena.it/percorsi/tappa-14
Da Radicofani verso sud: www.francigena.provincia.siena.it/percorsi/tappa-15

INFO TURISTICHE

www.terresiena.it
www.francigena.provincia.siena.it

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Copyright: Familygo. Foto di V. Spaccapeli; P. Bertini; Archivio Provincia di siena; Archivio Comune di Monteriggioni/ph. B. Bruchi.

 

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