Ad Amboise, nella Valle della Loira, ben due castelli conservano tracce del passaggio di Leonardo da Vinci. Uno, in particolare, porta i bambini direttamente nel suo sogno, nelle sue visioni pionieristiche e nel suo sguardo sempre al futuro. Alle stelle, come avrebbe detto lui. È il Castello di Clos-Lucé, dove Leonardo ha vissuto e lavorato gli ultimi anni della sua vita. E dove ci sono modellini e riproduzioni a grandezza naturale delle sue macchine. Da guardare e… toccare!
Io sono una di quelle persone che appena attraversano il Traforo del Monte Bianco si sentono risuonare dentro la Marsigliese nella memorabile versione di Mireille Mathieu del 1988. E se, come fa dire Woody Allen a uno dei suoi personaggi, “appena sento Wagner mi viene voglia di invadere la Polonia” (citazione più o meno puntuale e forse non troppo politically correct di questi tempi) io potrei tranquillamente dire che appena “spunto” Oltralpe sento l’impulso di chiedere il doppio passaporto. E, visto il mio comprovato amore per la Francia, forse me lo merito pure!
Inizia con queste premesse la nostra, ennesima, vacanza francese. Che quest’anno ci ha portato, tra le altre destinazioni, al Castello di Clos-Lucé, ad Amboise, nella Valle della Loira. Eravamo già stati ad Amboise qualche anno fa durante il nostro viaggio alla scoperta dei Castelli della Loira con i bambini, ma ci eravamo concentrati sul Castello Reale, quello – per intenderci – in cui Leonardo da Vinci è morto e che accoglie la sua tomba. Questa volta, invece, siamo partiti alla volta del maniero, residenza di piacere dei re di Francia, in cui Leonardo ha vissuto, ospite di Francesco I, e lavorato gli ultimi tre anni della sua vita: questo è il nostro racconto.
“Chi orienta la sua rotta verso le stelle non torna indietro”: il sogno di Leonardo
Una giornata con i bambini a Clos-Lucé non regala solo un viaggio nel passato, ma anche uno sguardo al futuro. Perché è innegabile che muoversi tra le stanze che hanno visto all’opera il Genio e lasciar correre lo sguardo tra le sue carte e i modelli delle sue opere sia un bel rinforzo positivo per porsi obiettivi sfidanti e non accontentarsi.
“Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro“, ci siamo sentiti dire noi genitori (quantomeno quelli di noi che erano già nati) negli anni ’80; “Puntate alle stelle“, potremmo dire ai nostri figli oggi. E non c’è posto migliore della “casa” di uno che ha detto “Chi orienta la sua rotta verso le stelle non torna indietro“, Leonardo appunto, per sentirsi credibili mentre lo si dice.
E a proposito di citazioni, ne abbiamo letta una, sempre attribuita a Leonardo, riportata su un quadro di vetro affisso a una delle pareti del castello: “Ne pas estimer la vie, toute la vie, ce n’est pas la mériter“, “Non dare valore alla vita, a tutta la vita, significa non meritarla“. L’abbiamo accolta come un dono che ancora portiamo con noi, come un monito a non sprecare nemmeno un momento. Ma anche, molto più prosaicamente, come la miglior risposta alle lamentele delle nostre figlie riguardo al caldo, la stanchezza, la strada da fare a piedi.. perché, come noi genitori ben sappiamo, la vacanza perfetta con i bambini non esiste e le strategie per fronteggiare le crisi… valgono tutte!
L’interno del maniero, tra le stanze e gli oggetti di Leonardo
La visita comincia dal corpo centrale del castello, una dimora in mattone rosa e pietra di tufo dal fascino intimo e accogliente. Entrando nelle stanze, abbiamo quasi l’impressione che il Maestro sia appena uscito a fare due passi nel parco e la tentazione che proviamo è quella di muoverci in punta di piedi cercando di non fare troppo rumore e di non interrompere una quotidianità… di qualche secolo fa!
I bambini rimangono subito affascinati dalla sua camera da letto, con il grande letto a baldacchino da cui si vede il Castello di Amboise, da quella attigua di Margherita di Navarra, sorella di Francesco I che risiedeva nel maniero prima che diventasse la residenza di Leonardo, e dallo studio del genio/inventore, dove la luce filtra illuminando strumenti di misura, mappe e libri. Il tutto accompagnato da accurate proiezioni multimediali e animazioni digitali.
Il colpo di fulmine scatta anche nel seminterrato: qui sono custodite decine di modellini delle sue invenzioni, realizzati sulla base dei disegni originali del Codice Atlantico. Dalla carretta semovente al carro armato, passando per il ponticello di armata, i bambini possono osservare da vicino il sogno di Leonardo prendere forma…
Il Parco Leonardo Da Vinci
Ma è nel giardino del castello, progettato proprio da Leonardo, che la visita raggiunge il massimo della suggestione. Per le nostre figlie perché si sono trovate in un “parco giochi” impareggiabile quanto a pregio e “lignaggio” e per noi genitori perché l’abbiamo vissuta come una tregua nella battaglia, persa in partenza, contro il caldo, a tratti provante, di questa lunghissima estate. Il verde rigenerante, gli specchi d’acqua, l’acqua nebulizzata qua e là, gli spazi ombreggiati… forse siamo riusciti a intuire la devozione di Leonardo verso la natura.
Il Parco è, infatti, un viaggio tra tutte le domande (prima ancora che tra le risposte) del Maestro: non un semplice giardino, ma un immenso museo a cielo aperto che valorizza l’esperienza tattile e visiva dei visitatori. Che qui trovano invenzioni a grandezza naturale, come l’elicottero, la vite aerea, il ponte girevole e la macchina volante. Quello che ci è piaciuto di più? Che molte di queste macchine si possono azionare manualmente e i bambini, si sa, adorano girare le manovelle, spingere le leve e far funzionare i meccanismi.
Ma le famiglie trovano anche percorsi sonori e botanici (mentre si passeggia tra i ponticelli e il torrente, speciali diffusori trasmettono le riflessioni di Leonardo sulla natura e sull’acqua) e l’Espace Léonardo da Vinci, un’area espositiva multimediale dove proiezioni a 360° permettono di “svolazzare” tra i dipinti del maestro e capire come studiava la luce, l’anatomia e il volo degli uccelli.
Informazioni pratiche
Il parco si può girare agevolmente con i passeggini, mentre per l’interno del castello (e alcune delle sue scalette a chiocciola) può essere preferibile l’uso del marsupio. Le famiglie possono prenotare visite guidate (anche a misura di bambini) o chiedere alle casse un taccuino di gioco che trasforma la visita del giardino in una divertente caccia al tesoro.
E per pranzo o merenda? Il Parco offre diverse opzioni, da un’area picnic ben attrezzata al ristorante Auberge du Prieuré, che propone piatti ispirati alle ricette rinascimentali.
Fuori dal Castello, poi, Amboise ci accoglie con le sue vie vivaci, le sue locande e le sue gallerie d’arte all’ombra del Castello Reale dal quale si ammira una vista superba sulla Valle della Loira. Se il tempo a disposizione ve lo consente inserite una visita nel vostro itinerario di viaggio: anche qui, sublimato dalla tomba in marmo bianco, lo spirito di Leonardo continua a riecheggiare…
E per una pausa golosa, anche ad Amboise abbiamo trovato Le Comptoir de Mamie Bigoude, catena di creperie “ospitate” nella riproduzione coloratissima della casa di una nonnina d’altri tempi. Ben diversi da quelli di Leonardo, ma l’effetto “nostalgia” per epoche mai vissute è lo stesso.
Ricapitolando: perché andare al Castello di Clos-Lucé con i bambini:
– Macchine interattive e installazioni giganti che i bambini possono azionare e manovrare liberamente.
– Un grande parco e giardino tematico ideale per far giocare i bambini, far correre i più piccoli e passeggiare tra ponticelli, specchi d’acqua ed elementi botanici curati.
– Gallerie e modellini all’interno, oltre a proiezioni multimediali e animazioni digitali capaci di catturare la curiosità di ogni età.
– Ricostruzione storica coinvolgente.
– Percorsi e attività su misura per famiglie: itinerari dedicati ai più giovani, mappe e materiali didattici progettati per rendere la fruizione leggera, formativa e divertente.
Per informazioni
Copyright: FamilyGO. Foto: E. Fasan.





