Viaggio con i bambini nella Roma dei misteri

Elisabetta Sarco, autore di Family Go

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Età bambini:  4-12 anni

Visitare i siti storici di Roma, scoprendo però questa volta il loro lato misterioso e fiabesco, è la proposta itinerante che vi suggeriamo per incuriosire i vostri figli su una grande città che cela sorprese dietro l’angolo.

Viaggio per bambini da 5 anni – Tempo necessario: 1 settimana

Roma è ricca di luoghi misteriosi, monumenti che nascondono storie e leggende perfette per divertire e appassionare i bambini (ma anche noi adulti!). Una sosta nei magnifici parchi verdi servirà poi per riposare spirito e corpo assaporando il clima mite della “città eterna”. Questo percorso è tutto all’aperto, dato che Roma ci permette fino a novembre inoltrato di godere un dolce autunno, con quei bellissimi colori che caratterizzano le famose “ottobrate romane”. Andiamo quindi a scoprire i luoghi dei misteri di Roma.

Primo giorno: la Roma degli artisti e delle fontane

Fontana di Trevi - Ph Andrea De IesoLa prima giornata dedicata alla Roma dei misteri lo dedichiamo ad artisti e fontane; partiamo da Campo de’ Fiori, luogo famoso per le esecuzioni a morte durante l’Inquisizione. Fu proprio qui che nel febbraio del 1600 Giordano Bruno venne arso al rogo, e si dice che ogni 100 anni dal giorno della sua morte egli si aggiri nella piazza attorno alla sua statua scura. Proseguiamo per Piazza Navona sempre affollata, ricca di pittori che ti fanno il ritratto e di spettacoli di artisti di strada, e ammiriamo le fontane di mostri marini e divinità. Questa piazza dalla forma allungata (nell’antichità era uno stadio) accoglie tre bellissime fontane, quella dei Fiumi e le due più piccole, La Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno. E tra le fontane ecco chiese, palazzi imponenti e piccoli terrazzi panoramici.

Molti artisti famosi hanno lavorato nei secoli passati per abbellire questa piazza: fra tutti, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, nel Seicento, l’hanno trasformata in uno speciale teatro del Barocco, che è l’arte della meraviglia. La Fontana dei Fiumi famosa in tutto il mondo, ti dà il benvenuto in piazza, tra scrosci e zampilli: è opera del Bernini e rappresenta quattro giganti sul grande scoglio che sorregge un obelisco. I Giganti sono i fiumi dei quattro continenti allora conosciuti: il Nilo, con la testa velata (perché le sue sorgenti erano ignote), il Gange, con un remo in mano, il Danubio, vicino a un cavallo, e il Rio de La Plata.Questa fontana è posta di fronte alla Chiesa di Sant’Agnese, progettata invece dal Borromini. Pare che i due artisti fossero in antagonismo tra loro e che le statue del Nilo e del Rio della Plata della fontana fossero volute dal Bernini, nell’atteggiamento, la prima, di ripararsi dal crollo della facciata, e la seconda con il capo velato per non vedere l’opera del Borromini. Dal canto suo, la statua di Sant’Agnese si tocca il petto con la mano, come assicurazione che la sua chiesa non cadrà mai. Se capiti in una serata di luna e sei un buon osservatore, può capitarti di vedere una misteriosa mano di donna riflessa su una finestra. La mano appartiene alla bellissima Costanza de Cupis, famosa nel Seicento per le sue splendide mani, tanto che un artista dell’epoca ne fece un calco in gesso e tutti andavano ad ammirarlo. Ma un giorno la donna, mentre ricamava, si punse un dito con un ago arrugginito, che le provocò una tale infezione da portarla alla morte. Da allora una leggenda dice che quando la luna risplende sulle finestre della sua casa, la luce che si riflette sui vetri rivela la forma di una pallida mano. Sarà vero? Prova a verificarlo, osservando le finestre di Palazzo De Cupis, che ha il retro in piazza Navona.

Ci dirigiamo ora verso il Pantheon, situato sulla bellissima Piazza della Rotonda che ha al centro la Fontana della Rotonda, una grande vasca con una scogliera sovrapposta da figure e stemmi nobiliari, che regge l’obelisco egiziano alto 6 metri del faraone Ramesse II. Ma se giri intorno alla fontana, scoprirai che nessuna immagine si ripete, che c’è sempre qualcosa di diverso e inaspettato; molte strane creature abitano qui, come i quattro paurosi mascheroni che sputano acqua, i delfini che li affiancano e altri delfini, dal corpo allungato, con le bocche a fontana, fino alle grandi valve di una conchiglia su cui scivola l’acqua. Ma se provi a osservarla bene riuscirai a trovare anche una piccola scimmia e alcuni serpentelli guizzanti.
Il Pantheon, il tempio romano “dedicato a tutti gli dei”, fu costruito dall’imperatore Adriano appassionato di astronomia, tanto che grazie al grande occhio aperto al centro della cupola, egli di notte poteva scrutare le stelle. Ma quell’occhio è collegato soprattutto al sole, perché il tempio è stato costruito con un orientamento particolare da farlo diventare una specie di calendario solare. Per scoprire il meccanismo, devi entrarci il 21-22 dicembre a mezzogiorno: un raggio di sole passerà attraverso l’occhio e si fermerà sul pavimento proprio al centro del portale d’ingresso. Ma se ci vai il 21 aprile, giorno della fondazione di Roma, alla stessa ora il raggio si alzerà e ti colpirà in pieno mentre entri.

Non distante si trova la famosa Fontana di Trevi che offre lo spettacolo di Dio Oceano che avanza tra le scogliere trainato dai suoi cavalli marini e l’acqua dà vita alla scena, fatta di scogli, rocce, cascate e personaggi del mare. Una simpatica storia racconta che quando a Roma non c’era ancora l’acqua nelle case, molte persone andavano a prendere l’acqua di Trevi, considerata una delle più buone della città, tanto da curare alcune malattie. E qualcuno diceva perfino che avesse poteri straordinari. Così le ragazze ne facevano bere un bel bicchiere al fidanzato che partiva per la guerra, per assicurarsi la sua fedeltà e poi il bicchiere andava rotto, in segno di buon augurio.

Da qui ci dirigiamo a Piazza di Spagna un altro dei luoghi mitici di Roma, la piazza-cartolina famosa in tutto il mondo per la sua favolosa Scalinata a 12 rampe, che salgono su fino al grande Obelisco. In primavera è ricca di azalee fiorite, in estate diventa una passerella speciale per le sfilate di moda, in autunno brulica di pittori e bancarelle e d’inverno fa da sfondo a un bellissimo presepe. Ai piedi della Scalinata, ecco la Fontana della Barcaccia del Bernini, chiamata così perché raffigura un barcone che affonda e perde acqua da poppa e da prua e ha una doppia vasca: una è la barca piena d’acqua, l’altra è il fiume.

Secondo giorno: Roma religiosa

Castel Sant'Angelo - Ph. Andrea De Ieso

Iniziamo il nostro secondo giorno da Castel Sant’Angelo che nel corso della sua storia si è trasformato da mausoleo a fortezza, da prigione a rifugio dei papi, fino a diventare oggi un museo. Visitandolo puoi ripercorrere le vicende che qui si sono svolte nei secoli all’interno dei camminamenti, dei bastioni e delle prigioni. Vale la pena di salire fino alla terrazza da cui si apre una splendida veduta su Roma. Quando ti trovi all’esterno sul ponte omonimo, alzando il naso all’insù, puoi vedere la statua di un grande angelo di bronzo, in ricordo dell’arcangelo Michele. Si racconta che una grande folla, riunita in preghiera insieme al papa Gregorio Magno, improvvisamente vide in cima al mausoleo un Angelo che riponeva la spada nel fodero ed era lì per annunciare la fine della pestilenza.

roma-basilica-san-pietroPercorrendo la via della Conciliazione si arriva alla piazza più famosa del mondo, Piazza San Pietro, che dà la sensazione a grandi e bambini di essere piccini, piccini nella sua enormità. È bello rievocare un tempo, quando a illuminarla tutta occorrevano 2000 persone che contemporaneamente accendevano 6000 tra fiaccole e candele!Il progetto della piazza e del colonnato ha una eccezionale geometria architettonica che puoi verificare anche tu. Se metti i piedi su uno dei due dischi che stanno tra le fontane e l’obelisco, vedrai solo la prima fila delle colonne: tutte le altre sembrano sparire, perfettamente nascoste una dietro l’altra.Inoltre stando sulla piazza passi il confine dello Stato italiano e sei entrato nello Stato del Vaticano.

Stradone dei Giardini, Borgo, Roma, VaticanLa scenografia di questa piazza sorprendente culmina nella Basilica di San Pietro: grande, maestosa, costruita in non meno di 200 anni. Sul retro della Basilica di San Pietro c’è l’ingresso ai Musei Vaticani e non può mancare una visita alla splendida Cappella Sistina con le opere di Michelangelo; per evitare le interminabili file è consigliabile prenotare on-line il biglietto direttamente dal sito www.vatican.va  evitando così file estenuanti.

Dall’altra parte del Tevere c’è la famosa Bocca della Verità (sotto il portico della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin) che si dice abbia virtù magiche: chiunque metta la mano nella sua bocca, dopo aver detto una bugia, riceverà un bel morso come punizione.  Se poi si vuole provare il brivido della Roma sotterranea basterà scegliere tra le tante catacombe presenti nella città, come quelle di Sant’Agnese, Santa Priscilla, San Callisto e San Sebastiano. Queste ultime due si trovano all’interno del parco dell’Appia Antica che offre uno splendido percorso sia ciclabile che di passeggiata tra storia e natura.

Terzo giorno: Roma antica

ColosseoIniziamo il nostro cammino dal Colosseo, monumento simbolo di Roma, sede nell’antichità di giochi cruenti, quali i duelli tra i gladiatori, i combattimenti di uomini contro belve feroci come tigri, leoni e coccodrilli, o addirittura, ma è una leggenda, sede di battaglie navali. Il Colosseo, come luogo preferito da demoni e maghi ce lo descrive Benvenuto Cellini, narrandoci la storia che una notte si incontrò egli stesso con un negromante al Colosseo per far innamorare di lui Angelica, ma a un certo punto comparvero diversi diavoli avvolti nelle fiamme, tanto che tutti scapparono a gambe levate, mago compreso.

Non lontano dal Colosseo, nel quartiere del Celio ci sono tanti ristorantini, pizzerie, bar e cornetterie: per uno spuntino goloso o un pranzo avrai solo l’imbarazzo della scelta! Ma se hai voglia di uno snack veloce, di un gelato, un dolce o una bibita, si consiglia di andare a Via San Giovanni in Laterano e dintorni. Qui puoi trovare anche pane fresco o pizza bianca ripieni di mortadella, il tipico panino romano.Non distante dal Colosseo si trova il Campidoglio, il più basso tra i sette colli di Roma (solo 50 metri sul livello del mare), oggi sede del Municipio, che ci ricorda la famosa leggenda delle oche capitoline, protagoniste di un clamoroso salvataggio quando Roma fu assediata dai Galli. Ecco come accadde. I cittadini romani, impauriti da quell’assedio, corsero a rifugiarsi sul Campidoglio, perché era un colle protetto dalle sue alte rupi e sembrava un posto sicuro. I Galli, astuti, aspettarono la notte per tentare la scalata del colle ed espugnarlo di sorpresa, mentre tutti, soldati compresi, dormivano profondamente. Ma in un piccolo recinto c’erano delle belle oche grasse sacre alla dea Giunone che, disturbate dai rumori, cominciarono a starnazzare a più non posso, tanto che i soldati si svegliarono di soprassalto, si armarono in fretta e riuscirono a respingere i nemici!
Proprio qui c’è il Vittoriano, monumento dedicato al primo re d’Italia Vittorio Emanuele II, che si può visitare salendo su un ascensore trasparente e godere di uno straordinario panorama dalle terrazze alte e nel complesso museale sottostante non mancano mai mostre interessanti con percorsi idonei alle famiglie con bambini.

fori-imperiali-romaProprio sotto questa piazza si apre la Via dei Fori Imperiali che sbuca sul Foro Romano, la piazza principale dell’antica Roma. Prima della fondazione della città, quest’area era una valle paludosa, frequentata da zanzare, pastori, pecore e spesso anche da mercanti che si davano appuntamento proprio lì, “fuori dai recinti del villaggio”. E così nacque il nome di Foro, che vuol dire appunto “fuori dai recinti”. Nel tempo il luogo cambiò aspetto e diventò il centro della vita quotidiana romana, della vita pubblica e di quella religiosa. Qui la gente si incontrava per passeggiare o fare due chiacchiere, qui si trattavano affari, si discuteva di politica e si votavano le leggi.

Da qui si può proseguire per via Del Corso e una delle prime vie laterali è via Della Gatta dove i nostri bambini possono cercare la gattina marmorea appoggiata sul cornicione del Palazzo Grazioli. Questa gatta richiama una leggenda in cui si narra che la gattina salvò un bimbo in pericolo su quel cornicione, miagolando fortissimo così da richiamare l’attenzione della mamma e poi si dice che il suo sguardo è rivolto ad un misterioso tesoro nascosto…

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Copyright dei testi e dell’itinerario: Familygo; delle foto: Andrea De Ieso; Archivio fotografico Comune di Roma

 

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