Foligno e le Fonti di Sassovivo: weekend in Umbria con i bambini alla scoperta di storie di rioni, taverne e della casa dell’acqua!

Anna Rita Lisella, autore di Family Go

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Tempo necessario: 1 giorno, Weekend

Un weekend a Foligno con i bambini alla scoperta di un angolo della meravigliosa Umbria. Una gita che ci porta dentro le mura dell’antica città, per conoscere la sua storia e le sue tradizioni; un viaggio che ci conduce nel cuore verde d’Italia, visitando le Fonti di Sassovivo e gustando la levità e la freschezza delle acque, immersi nella natura incontaminata e rigogliosa di quella terra che è patrimonio di tutti.

Approfittando dell’ospitalità di parenti e amici, con la mia famiglia abbiamo trascorso un weekend di fine settembre a Foligno, definita per tradizione “il centro del mondo” o, in fulginate, “lu centru de lu munnu”. Città di origine protostorica, Foligno risale all’epoca umbra preromana, fondata dagli Umbri Fulginates nel X secolo a.C., mentre la penetrazione romana avvenne con la realizzazione della via Flaminia, che passava poco distante.

Foligno e la Giostra della Quintana

     

L’antica forma ovale della città, difficile da distingue per l’espandersi della periferia, racchiude viali alberati che dai quattro punti cardinali conducono alle porte della città unite dal tessuto ancora percepibile delle mura medievali. Il fiume Topino lambisce le mura e attraversa la città e alcuni dei punti più caratteristici del centro storico, area dove le varie piazze (San Domenico, San Francesco, San Giacomo e Piazza Garibaldi) accolgono i monumenti più importanti (le chiese di Santa Maria Infraportas e di San Domenico, di San Francesco e del Gonfalone, di San Salvatore e di Sant’Agostino). Dalle varie piazze si diramano le strade principali della città che confluiscono in piazza della Repubblica, tra ricchi palazzi (Palazzo Cantagalli e Palazzo Trinci) e storiche taverne che erano il cuore dei Rioni. Ogni contrada ne possiede una ed è qui che si concentra l’aggregazione e la passione del popolo della Quintana.

     

La Giostra della Quintana, che si svolge a giugno e a settembre, è la rievocazione storica della Giostra del 10 febbraio 1613 disputata in occasione del carnevale per risolvere il dubbio su “quale cosa sia di maggior contento a cavalier d’honore: mantenere la grazia del principe o il continuato favore di bellissima et gentilissima dama”. Per sciogliere questo dubbio si dovette ricorrere alle armi gentili e così 5 rampolli di altrettante famiglie nobili della città si sfidarono in Piazza Grande. Amore e potere che dal 1946, anno della prima Giostra moderna, fino ad oggi, si identificano nell’amore dei folignati verso le prestigiose tradizioni della propria città e nella capacità di attrarre visitatori grandi e piccoli grazie alla gara avvincente del Campo de li Giochi, una sfida tra i cavalieri dei 10 rioni, in cui è divisa Foligno, che si contendono il Palio.

     

Ma la Quintana non è solo una gara, è anche un’occasione per vivere la magia della grande Festa, che permette alla città di riappropriarsi e di mostrare tutto il fascino dei suoi spazi rinascimentali. Nelle due settimane che precedono la Giostra, la città si anima con l’apertura delle 10 taverne rionali dove si possono gustare i piatti tipici della gastronomia secentesca che esaltano la qualità dei prodotti del territorio. L’atmosfera è coinvolgente e i grandi e i bambini vengono accompagnati in un indimenticabile viaggio a ritroso nel tempo. La Quintana è diventata il perfetto testimonial dell’Umbria perché racchiude tutte le eccellenze di questo territorio: storiche, culturali, enogastronomiche, architettoniche e rievocative!

Le Fonti di Sassovivo e la riapertura della casa dell’acqua

     

Il territorio di Foligno porta il visitatore a stretto contatto con la natura incontaminata e rigogliosa di profumi e sapori senza tempo. Dopo aver visitato la città, con i bambini ci siamo diretti verso le alture dei Monti Aguzzo e Cologna, dove degli amici ci aspettavano per un evento che univa il calore del Salento con l’ospitalità tipicamente umbra. Presso le Fonti di Sassovivo, a 565 metri s.l.m., si stava svolgendo una delle tante manifestazioni organizzate per ridare vita all’antico stabilimento di acque minerali. Tra una pizzica salentina e una bruschetta di pane sciapo e spalla di prosciutto, io e la mia famiglia abbiamo scoperto la storia di questo affascinante luogo.

     

Le Fonti di Sassovivo, o meglio Le Fontanelle, rappresentano da oltre un secolo un’eccellenza assoluta: sono un sito di interesse comunitario (SIC), ma per i folignati sono soprattutto un luogo ricco di memoria, di identità, di valore storico e affettivo. Pur in mancanza di fonti storiche certe, si ritiene che l’assunzione dell’acqua di Sassovivo risalga alla fine dell’Ottocento – inizi Novecento: nell’ottobre del 1904 vennero eseguite alcune analisi a cura del laboratorio chimico dell’Università di Perugia e il 1927 è la data che campeggia, incisa su terracotta, sopra la porta della grotta dell’Orso, da dove parte la sorgente e cuore dello stabilimento delle Fonti. L’immobile è stato realizzato a più riprese fino agli anni ’70, mentre la vendita dell’acqua Sassovivo è stata autorizzata sin dal 1936 con decreto del Ministero degli Interni.

C’erano una volta le Fontanelle… da dove nascevano straordinarie acque curative

     

C’era una volta un luogo con una fonte – le Fontanelle – che per non rimanere solo un ricordo vivo è diventato il cuore di un progetto volto al recupero dell’area (2013), in completo stato di degrado. Con una cordata alcuni folignati per amore della città decidono di portare alla riapertura delle Fonti Sassovivo: per ritornare a gustare la levità e la freschezza delle acque, per utilizzarne le proprietà salutari come hanno fatto i loro avi nel passato. Con questo progetto è stata costituita la società che ha acquistato l’area e lo stabilimento e che ha allestito lo spazio esterno con panchine, tavoli e giochi per i più piccoli, proprio per restituire alla città (e anche ai visitatori), un impareggiabile paesaggio naturale, dove i rumori della città vengono travolti dal silenzio austero del bosco, rotto soltanto dal gorgogliare dell’acqua, l’acqua di Sassovivo. Un prodotto di nicchia, un’acqua sgorgante dalle rocce incontaminate dei monti circostanti; un’acqua con basso residuo fisso, i cui parametri rientrano nei limiti delle acque destinate all’alimentazione della prima infanzia.

     

Tre sono i motivi per cui Foligno entra nel novero delle città delle acque: due di ordine storico, uno naturalistico. La Storia della Medicina consegna a Foligno due grandi personaggi legati alla cultura delle acque: Gentile da Foligno (1272-1348) e Mariano Messini (1901-1980), i quali hanno scritto sull’argomento pagine e pagine, riferendosi agli effetti positivi delle acque idroponiche e termali utili in diverse patologiche, quali l’insonnia, l’obesità, le cardiopatie, e altre ancora. Per questo i nostri progenitori utilizzavano le acque sorgive e termali con una maggiore convinzione rispetto al passato prossimo della nostra civiltà. Questo conferma e ribadisce come la cultura delle acque ha una storia antica, poiché il rapporto acqua-corpo ha da sempre avuto un ruolo prevalente nella gestione dell’igiene personale e della salute fisica di tanti popoli. Grazie alla riapertura delle Fonti di Sassovivo è stato possibili riallacciarsi a queste antiche tradizioni, offrendo questo patrimonio locale a tutti.

Torniamo alle Fonti! La tradizione rivive anche attraverso un programma di eventi aperto a tutti

     

Le Fonti di Sassovivo e l’acqua curativa hanno rappresentato per decenni un luogo simbolo della città di Foligno: l’area era aperta ai cittadini che si recavano non solo per l’acquisto o il consumo di acqua, ma anche per fuggire dalla calura dell’estate e trascorrere momenti conviviali con tutta la famiglia. Questo “rito” si è talmente consolidato nel tempo che i folignati hanno inserito il luogo delle Fonti come punto di appartenenza cittadina. Si riescono ancora a “sentire” le voci festose della gente che per così tanto tempo è salita fin qui, con le grida dei bambini che giocavano e che per riposarsi sedevano all’ombra di alberi centenari.
Con la riapertura delle Fonti si è ritornati a vivere questo luogo attraverso passeggiate naturalistiche, visite alla vicina Abbazia di Santa Croce, più nota come di Sassovivo e all’organizzazione di eventi e attività a tema che l’Associazione Fonti di Sassovivo propone nell’arco dell’anno: escursioni guidate con esperti storici, botanici ed animalisti sia per grandi che per piccoli, alla scoperta del parco delle Fonti di Sassovivo; giochi, attività e letture animate sul tema dell’acqua per bambini e ragazzi; serate rivolte alla conoscenza delle tradizioni culturali e culinarie di altre regioni d’Italia, come il Salento; persino tornei di Burraco a coppie!

     

Rimanendo in tema di eventi e attività, quale miglior periodo come questo per far vivere ai più piccoli la gioia dell’Avvento e l’attesa dell’arrivo di Babbo Natale? Natale alle Fonti 2017 offre infatti un ricco programma di appuntamenti, rivolto principalmente ai bambini.

Le Fonti di Sassovivo sono insomma un luogo di benessere, di storia e di richiamo turistico da vivere in famiglia; e sono anche il segno tangibile di come alcuni cittadini, mettendosi in gioco, possano trasformare il degrado in sviluppo. Il “sogno di pochi”, con l’aiuto di tutti, è diventato patrimonio comune e occasione di nuovo lavoro, preservando ambiente e identità. Un esempio per i nostri figli!

 

Copyright: Familygo. Foto di A.R. Lisella; Sassovivo; Flickr R. Guido

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