Fari che si affacciano sul Baltico, villaggi vichinghi, castelli medievali, panetterie dove è impossibile fermarsi a un solo dolce e pecore… che fanno sorridere. Ecco cosa vedere e fare, dove dormire e mangiare sull’isola più grande dell’Estonia.
Il traghetto impiega appena una trentina di minuti per raggiungere Saaremaa. Il tempo di esplorare il piccolo supermercato di bordo, sbirciare la sala giochi, bere un caffè… e siete già arrivati.
In realtà, il viaggio continua ancora per qualche chilometro. Si approda infatti a Muhu, una piccola isola collegata a Saaremaa da un lungo terrapieno che attraversa il mare. È un tratto di strada breve, ma ha qualcosa di speciale. Ai lati solo acqua, canneti e cielo. Davanti, l’isola più grande dell’Estonia che si avvicina poco alla volta.
Se tornassimo in questo Paese baltico, Saaremaa sarebbe una delle prime tappe che rimetteremmo in programma. Perché? Mettetevi comodi, ve lo raccontiamo qui.
Come arrivare a Saaremaa con i bambini
Il modo più semplice per raggiungere Saaremaa è imbarcarsi sul traghetto (con l’auto) che collega il porto di Virtsu – a un’ora da Parnü – a Kuivastu, sull’isola di Muhu. La traversata dura poco meno di 30 minuti ed è così breve che passa in un attimo.
Una volta sbarcati a Muhu bastano pochi minuti d’auto per raggiungere Saaremaa. Le due isole sono collegate da una lunga strada che attraversa il mare e anticipa il carattere dell’isola: una natura avvolgente, grandi spazi aperti e quella sensazione di quiete e di “presente – qui ed ora” che accompagnerà tutto il viaggio.
La traversata in traghetto tra Virtsu e Kuivastu è il collegamento principale per raggiungere Saaremaa dalla terraferma. Chi desidera proseguire l’esplorazione dei Paesi Baltici può anche raggiungere l’isola di Hiiumaa grazie al traghetto che collega Sõru e Triigi in circa un’ora, ideale per un itinerario tra le due isole.
In alternativa, Saaremaa è raggiungibile anche in aereo: ogni giorno partono due voli da Tallinn a Kuressaare e il viaggio dura circa 40 minuti.
Muhu: una tappa da non saltare prima di arrivare a Saaremaa
Molti la attraversano senza fermarsi. Secondo noi è un errore.
Muhu è la piccola isola che precede Saaremaa e merita una pausa per almeno due motivi. Il primo ha un profumo ben preciso: quello del pane nero appena sfornato di Muhu Pagarid, una delle bakery più amate della zona. Entrate con l’idea di acquistare una pagnotta e preparatevi a uscire con la pagnotta, un cinnamon roll, un pane all’aglio e un sacchetto di biscottini al cioccolato golosissimi gluten free.
Il secondo motivo ha questo nome: Muhu Ostrich Farm. È una fattoria piccola, semplice da visitare.
All’ingresso vengono venduti bicchierini di carote da dare da mangiare agli animali: struzzi, alpaca, pony, asini, conigli, zebre, canguri e istrici. Un’oretta di coccole e tenerezza.
Il Saaremaa Lamb Parliament: le pecore più ironiche dell’Estonia
No, non avete letto male. A Saaremaa esiste davvero un Parlamento delle Pecore. Ed è probabilmente uno dei luoghi più curiosi e insoliti che abbiamo scoperto durante il nostro viaggio.
Ad accogliere i visitatori ci sono quasi 300 pecore scolpite nella pietra. Alcune sembrano impegnate in una seduta parlamentare, altre sfilano accompagnate da un’orchestra, altre ancora ballano in costume tradizionale sotto un grande arco di pecore ricordando le pietre di Stonehenge. Ognuna ha una propria espressione, una propria personalità e, soprattutto, una buona dose di ironia.
Abbiamo avuto la fortuna di visitare questo luogo e incontrare il suo ideatore, un politico estone che, nel tempo libero, continua ad aggiungere nuove pecore a questa bizzarra installazione all’aria aperta.
Il faro di Sõrve: 248 gradini che valgono la salita
La penisola di Sõrve è il punto più meridionale di Saaremaa e tra i luoghi più affascinanti. Per arrivarci la strada attraversa boschi (e qui è facile imbattersi in famiglie di volpi curiose), piccoli villaggi e scorci di mare, fino a raggiungere un luogo dove… la terra finisce e inizia il Baltico.
Il protagonista è il faro di Sõrve, costruito nel 1960, che con i suoi 52 metri domina tutta la penisola. Per raggiungere il suo punto più alto bisogna salire 248 gradini. Sì, li abbiamo contati. E no, nessuno si è lamentato.
Dall’alto la vista ripaga ogni passo: un’affascinante lunga lingua di terra che si allunga verso il Baltico. Prima di uscire consigliamo di fermarsi anche nel piccolo museo ospitato nell’edificio alla base del faro con un grande plastico tattile sul pavimento che racconta la rete dei fari disseminati lungo le coste dell’isola.
Il castello di Kuressaare: un viaggio nel Medioevo
Se c’è un luogo simbolo di Saaremaa, è il castello di Kuressaare. È considerato uno dei castelli medievali meglio preservati di tutti i Paesi Baltici e, appena lo si vede comparire davanti al fossato, al di là di un ponte di legno popolato da gabbiani, sembra uscito da un libro di avventure.
La visita è piacevole anche con i bambini che possono esplorare le sale, salire sulle torri e percorrere le mura esterne. Quando ci siamo stati noi l’aria era decisamente frizzante. All’uscita del camminamento di ronda erano a disposizione delle coperte per continuare la visita senza soffrire il freddo. Un gesto che racconta bene quell’attenzione per le persone che abbiamo ritrovato spesso durante il viaggio.
Terminata la visita, concedetevi un po’ di tempo anche per passeggiare nel centro di Kuressaare, capoluogo dell’isola. È una cittadina ordinata, elegante e sorprendentemente pacifica. È il luogo ideale per chiudere la giornata con calma, lasciandosi alle spalle il castello che continua a dominare il panorama.
Asva Viking Village: un giorno da piccoli vichinghi
Se avete bambini che sognano spade, castelli e avventure, segnatevi questo nome. L’Asva Viking Village è un villaggio a tema costruito accanto all’antico insediamento fortificato di Asva, uno dei siti archeologici più importanti dell’isola, abitato fin dall’Età del Bronzo.
Sono tantissime le attività che qui si possono provare: le nostre bambine si sono subito messe alla prova con il tiro con l’arco e i giochi di abilità, noi con il lancio delle asce (in tutta sicurezza, ovviamente!).
Abbiamo curiosato tra la fucina, la fortezza e gli spazi dedicati alla storia dei Vichinghi provando a creare manufatti aiutati da “dame e fabbri” presenti.
Ma la parte più amata dalle piccole di casa è stata il giro del parco per coccolare e sfamare gli animali (cavalli che possono essere cavalcati, pecore, capre, conigli), a cui si affianca un percorso avventura tra gli alberi per i più coraggiosi e un’area giochi.
Dove dormire a Saaremaa con i bambini
Alloggiare al Pilguse Residency è stato un po’ come entrare nelle pagine di un romanzo. Uno di quelli in cui una grande tenuta di campagna diventa il centro della storia, le rondini fanno il nido sotto le travi, una cuoca ti accompagna nell’orto a raccogliere insalata ed erbe aromatiche che finiranno nel piatto della sera.
Questo alloggio è un’antica tenuta con grandi finestre, sauna a fumo, piccoli cottage sparsi, un laghetto, un parco immenso, strutture in vetro dove sedersi a leggere o semplicemente ammirare il paesaggio. La cena e la colazione vengono servite in una sala luminosa, con grandi tavoli in legno da condividere, una stufa accesa (mentre in Italia si sfioravano i 40 gradi, lì fuori pioveva e la temperatura era di appena 18) e un angolo giochi dove i bambini possono intrattenersi in tutta tranquillità.
E poi c’è un dettaglio che abbiamo scoperto. Pilguse appartenne per oltre due secoli alla famiglia Bellingshausen, la stessa dell’ammiraglio ed esploratore Fabian Gottlieb von Bellingshausen, tra i primi ad avvistare l’Antartide. Da bambino trascorse qui parte del suo tempo, e sapere che uno dei grandi protagonisti dell’esplorazione mondiale abbia camminato in questi stessi prati aggiunge un fascino in più al soggiorno.
Infine, dopo una giornata trascorsa tra fari, castelli, panetterie e chilometri in auto, il GoSpa – Georg Ots Spa Hotel ci è sembrato il modo migliore per rallentare.
Si trova a poca distanza dal castello di Kuressaare, che si ammira direttamente dalle finestre dell’hotel, e permette di raggiungere comodamente a piedi il centro storico, il lungomare e il porto turistico.
La vera protagonista, però, è la spa. Piscine, vasche idromassaggio, saune e aree relax invitano a concedersi qualche ora senza guardare l’orologio.
Non è un caso che Kuressaare sia conosciuta come la città termale dell’Estonia: qui la tradizione del benessere affonda le radici nell’Ottocento e ancora oggi rappresenta uno dei motivi per cui vale la pena fermarsi almeno una notte.
Dove mangiare a Saaremaa

Saaremaa è anche un’isola da gustare. Pane nero, dolci appena sfornati, pesce del Baltico e ristoranti che raccontano il territorio attraverso l’architettura e i prodotti locali. Questi sono gli indirizzi che ci hanno conquistati e che vi consigliamo di segnare:
– Salme Sai Bakery: panetteria piccola, familiare e irresistibile. Eravamo entrati per una semplice pausa caffè. Ne siamo usciti dopo aver mangiato, in due adulti, quattro sõõrik, le tipiche ciambelle estoni.
– Sörwe Köök: dopo la visita al faro di Sõrve, fermarsi qui è quasi una naturale prosecuzione della giornata. Entrando si ha come la sensazione di trovarsi dentro una gigantesca barca rovesciata: travi in legno, linee essenziali e reti da pesca appese al soffitto richiamano immediatamente il profondo legame che questa parte dell’isola ha con il mare. In tavola arrivano piatti che raccontano Saaremaa senza bisogno di tante presentazioni: pesce del Baltico, carne d’agnello, ortaggi locali, erbe aromatiche interpretati con uno stile contemporaneo.
– Saaremaa Veski: quante volte capita di cenare dentro un mulino a vento? A Kuressaare è possibile farlo da Saaremaa Veski, uno dei ristoranti più iconici dell’isola, ospitato all’interno di uno storico mulino in pietra costruito nel 1899. Dopo aver macinato il grano per decenni, il mulino è stato restaurato e trasformato in ristorante, diventando il più antico locale ancora in attività della città. Il legno è protagonista, l’atmosfera è calda e accogliente, i proprietari sono amabili, coinvolgono i presenti facendo assaggiare liquori di loro produzione. Nei mesi più caldi si può mangiare anche nel grande giardino o sulle terrazze dei piani alti del mulino.
Saaremaa con bambini in sintesi
Vi abbiamo convinti? Ecco, in poche righe, le esperienze che, secondo noi di FamilyGO, valgono davvero il viaggio a Saaremaa con i bambini:
– Attraversare il Baltico in traghetto: 30 minuti di navigazione da Virtsu a Kuivastu, con sala giochi, caffetteria e minimarket a disposizione. Il viaggio verso Saaremaa comincia già a bordo.
– Tappa a Muhu: fermatevi alla bakery Muhu Pagarid per assaggiare il tradizionale pane nero estone e concedetevi qualche ora alla Muhu Ostrich Farm, dove i bambini possono dare da mangiare a struzzi, alpaca, pony, zebre, asini e altri animali.
– Salire sul faro di Sõrve: 248 gradini separano dalla vista panoramica sul Mar Baltico. Una piccola sfida che i bambini affrontano volentieri… contando i gradini uno per uno.
– Visitare il castello di Kuressaare: uno dei castelli medievali meglio conservati dei Paesi Baltici, con torri, mura percorribili e un’atmosfera da libro di avventure, a cui aggiungere una passeggiata nel centro del capoluogo dell’isola.
– Trascorrere qualche ora all’Asva Viking Village: tra tiro con l’arco, giochi di abilità, animali e un villaggio che riporta indietro nel tempo, i bambini possono sentirsi piccoli Vichinghi per un giorno.
– Fare merenda nelle bakery dell’isola: il profumo del pane appena sfornato e dei soffici sõõrik rende ogni sosta una piccola festa.
– Dormire almeno un paio di notti a Saaremaa: che sia nell’atmosfera sospesa del Pilguse Residency o nell’hotel con spa Georg Ots Spa Hotel, fermarsi sull’isola permette di coglierne davvero il ritmo e la sua anima più genuina.
Informazioni utili
Per girare l’isola di Saaremaa con bambini l’auto è senza dubbio la soluzione migliore. Permette di raggiungere fari, fattorie, spiagge, panetterie e piccoli villaggi con la libertà di fermarsi lungo il percorso ogni volta che qualcosa richiama l’attenzione.
Ma quanti giorni dedicarle? Il nostro consiglio è di fermarsi almeno due notti – all’interno di un più strutturato viaggio in Estonia con i bambini -, così da avere il tempo di esplorare l’isola senza fretta. Se riuscite a dedicarle tre giorni pieni, ancora meglio.
Da maggio a settembre Saaremaa dà il meglio di sé. L’estate offre giornate lunghissime (luce fino alle ore 23) e temperature piacevoli, perfette per alternare passeggiate, visite ai fari e soste all’aperto. Esiste comunque il “meteo estone”: pioggia, sole, temporale, arcobaleno nel giro di un paio d’ore (da tenere a mente per scegliere l’outfit!).
Per maggiori dettagli e informazioni aggiornate sull’isola di Saaremaa vi consigliamo di consultare il sito ufficiale: visitsaaremaa.ee.
Copyright FamilyGO. Foto: M. Grotto; GOSPA / Georg Ots Spa Hotel







