Dai mondi fantastici di Jules Verne ai secoli di storia che ancora vivono nel Castello dei Duchi di Bretagna, dalle installazioni di arte contemporanea sorprendentemente “calate” nel tessuto urbano ai vigneti. Passando per villaggi pittoreschi e luoghi rubati ai ritmi della quotidianità, seguendo lo scorrere della Loira verso l’oceano. Tre giorni a Nantes che ci hanno regalato emozioni, sogni e la sensazione che la realtà abbia sempre più facce di quelle che uno si immagina. Con un imperdibile compagno di viaggio: il Pass Nantes.
“Maestro, quanti sogni avventurosi / sognammo sulle trame dei tuoi libri! / La Terra il Mare il Cielo l’Universo / per te, con te, poeta dei prodigi, / varcammo in sogno oltre la Scienza”.
(Guido Gozzano, In morte di Jules Verne)
Siamo partiti per Nantes sulla scorta di Jules Verne, che proprio qui è nato, e dei suoi mondi fantastici. Immaginandoci tra suggestioni letterarie e creature fuori dal comune. Sapendo che qui, nell’antico Ducato di Bretagna, la fantascienza incontra il realismo di una storia secolare e di una solida capacità produttiva. Pregustando passeggiate tra i celeberrimi vigneti anche per sfuggire al caldo di una lunghissima estate. Siamo ripartiti da Nantes portando con noi tutto questo, certamente, ma anche un’immagine non messa in preventivo prima della partenza. La suggestione di alcuni angoli insoliti, meno battuti dal turismo tradizionale e quindi capace di “lavorare” sui nostri ricordi e, perché no?, le nostre nostalgie.
3 giorni a Nantes: l’utilissimo Pass Nantes
Ecco, oggi vorremmo raccontarvi cosa fare e cosa vedere in tre giorni a Nantes, ma anche portarvi con noi nei luoghi in cui abbiamo lasciato un pezzettino di cuore. Senza alcuna intenzione di andarcelo a riprendere, se non per tornare lì ancora una volta.
Nota tecnica, ma fondamentale, quindi ve lo diciamo subito. A Nantes c’è uno strumento davvero utile per vivere la città in modo conveniente e rilassante: il Pass Nantes. Se invece vi interessa avere una miniguida completa della città, qui trovate il nostro speciale di Nantes con i bambini.
Ma torniamo al pass. La comodissima city card da 24, 48, 72 ore o 7 giorni consente l’accesso a oltre 50 attrazioni e ai mezzi pubblici (compresa la navetta dall’aeroporto).
Si acquista online o presso l’efficientissimo Ufficio del Turismo di fronte al Castello dei Duchi di Bretagna: noi abbiamo usufruito di quello da 72 ore e l’abbiamo adorato. Per farvi un’idea dei prezzi, il pass da 72 ore costa € 49 per gli adulti, € 31 per bambini e ragazzi da 4 a 17 anni, Pass Famiglia € 129 per 2 adulti + 2 bambini/ragazzi dai 4 ai 17 anni.
Les Machines de l’île: un viaggio fantastico
Vi abbiamo promesso una Nantes insolita, ma non possiamo non partire da quello che è probabilmente il luogo più iconico della città, Les Machines de l’île, il parco nel cuore della città che rende omaggio ai viaggi di Jules Verne, ai sogni di Leonardo e anche al passato industriale di Nantes. Siamo nell’Île de Nantes, la grande isola sulla Loira in cui un tempo venivano costruite le navi che attraversavano l’oceano.
Non a caso, ancora oggi nella grande spianata che ospita il Carosello dei Mondi Marini e in cui il Grande Elefante passeggia con il suo carico di sogni e magia, si possono ammirare gli antichi cantieri navali oggi sapientemente riconvertiti in centro culturale. Ci chiedevamo come fosse possibile tradurre in realtà la letteratura fantastica senza scadere nel caricaturale o nell’effetto “parco giochi”. La risposta appena entriamo: qui non c’è nulla di artefatto o innaturale e la cura filologica delle ricostruzioni regala un parco artistico-meccanico unico al mondo.
La nostra visita inizia con La Galerie des Machines, un laboratorio “vivo” in cui i visitatori assistono e partecipano al collaudo degli animali meccanici: per la piccolina di casa è stata un’emozione manovrare un bradipo gigante!
Poco distante si staglia il Carrousel des Mondes Marins, una giostra monumentale su tre livelli (profondità oceaniche, fondali e superficie) con 35 sculture marine. Di giri “in giostra” nella nostra vita ne abbiamo fatti, ma queste sono davvero di una suggestione unica. C’è il mare, un tempo Nantes era porto, c’è la fantasia di Jules Verne, c’è l’universo meccanico di Leonardo e tutto si fonde con un effetto onirico che è difficile definire a parole.
E concludiamo la visita con l’incredibile passeggiata a bordo del Grand Éléphant, un pachiderma meccanico di acciaio e legno alto 12 metri che trasporta fino a 50 passeggeri. E che – a dispetto della stazza – si muove con grazia e si diverte a spruzzare i bimbi con l’acqua che esce dalla sua proboscide!
Ingresso incluso nel Pass Nantes (biglietto a parte per il Grand Éléphant).
Il Castello dei Duchi di Bretagna
Nel cuore storico di Nantes, a pochi passi dalla Cattedrale, il Castello dei Duchi di Bretagna è una fortezza rinascimentale del XV secolo riconvertita in un polo culturale dinamico e a misura di famiglia: ospita al suo interno il Museo della Storia di Nantes. Il percorso espositivo conta 32 sale interattive ripartite su cinque livelli che regalano un viaggio nel tempo, attraverso le diverse epoche del Ducato e della Francia, ma anche suggestioni artistiche che riflettono l’attualità, seppur sotto nuove spoglie, di alcuni fenomeni sociali (in primis la schiavitù).
A dispetto delle tematiche impegnative affrontate, il castello regala un’esperienza davvero gradevole anche ai più piccolini, grazie alle molte postazioni multimediali, ludiche e touch e addirittura una sala kids.
La cosa che ci è piaciuta di più? Il camminamento di ronda (ben 500 metri!) da cui si gode una vista panoramica a 360° sulla città: è accessibile gratuitamente e circondato da un fossato trasformato in parco pubblico di 20.000 m², con tanto di giochi d’acqua.
Dal Voyage à Nantes all’orso che dorme… sempre nel segno del verde
Chissà per quale motivo, non ce l’aspettavamo così verde Nantes. Che sì, è una città dalle mille sfaccettature – storiche, artistiche, tradizionali e incredibilmente contemporanee allo stesso tempo – ma tutte legate da un’attenzione consapevole alla sostenibilità, alla cura del verde come bene comune e ai mille modi in cui uomo e natura (urbana o meno) possono non diventare un ossimoro. Non a caso la città ha ottenuto nel 2013 il titolo di Capitale Verde Europea.
E non a caso è proprio verde la linea tracciata sul suolo urbano che collega opere d’arte, installazioni, creazioni di artisti famosi o emergenti e che ogni estate, con il Voyage à Nantes (VAN), si arricchisce di nuove forme artistiche. Così puoi trovare una gigantesca palma da datteri (intitolata “Notre dit pays“, “il nostro cosiddetto paese” a ricordarci che ogni territorio è costruito su incontri e influenze provenienti da altrove) nel fossato del castello o gigantesche opere di sabbia in Place Graslin… e trovare tutto questo assolutamente naturale.
Quando viaggi in famiglia, però, le categorie si riallineano lungo altre direttrici e – non ce ne voglia l’arte contemporanea – per noi verde a Nantes è sinonimo di Le Jardin des Plantes, autentico polmone verde nel cuore della città con deliziose installazioni (alcune figlie proprio del Voyage à Nantes degli scorsi anni) a misura (meglio, a iconografia) di bambino. Partiamo dritti dritti verso Dormanron, il gigantesco (e delizioso) orso verde che dorme e poi vaghiamo tra una panchina gigante e strane creature colorate (Filili Viridi), fino ad arrivare a Dépodépo, un’area giochi in cui enormi vasi da fiori si trasformano in capanne e gazebo.
Loira o Erdre… purché sia crociera!
In ogni nostra vacanza cerchiamo di ritagliarci il tempo per una crociera o per un giro in barca: ci sembra un ottimo modo per rallentare, ma soprattutto per ammirare le città da un altro punto di vista. E Nantes non ha fatto eccezione! La posizione dell’antica capitale di Bretagna, sull’estuario della Loira, rende questa esperienza particolarmente suggestiva e sono molte le crociere (incluse nel Pass Nantes o proposte a prezzi agevolati) tra cui scegliere.
La più suggestiva è forse quella tra Nantes e Saint-Nazaire: il tragitto lungo la Loira fino all’oceano offre scorci unici su villaggi, flora, fauna e le opere d’arte lungo il Sentiero dell’Estuario, un “monumento diffuso” che si estende per 120 km e che è l’ideale prosecuzione del Voyage à Nantes. Celebre il gigantesco “Serpent d’Océan” a Saint-Brévin in riva all’Atlantico.
Noi optiamo per un’esperienza più “intima” e ci regaliamo una crociera su uno degli affluenti della Loira, l’Erdre, a bordo di una piccola imbarcazione dal fondo piatto. Novanta minuti in cui abbiamo potuto smettere di correre, guardare mappe e “cercare l’ingresso” di qualcosa, ma solo ammirare il paesaggio cullati dalla capacità affabulatoria del comandante. Una curiosità: la crociera sull’Erdre comprende un tratto coperto nel Tunnel di Saint-Félix.
Con il Navibus alla scoperta di una Nantes insolita: Trentemoult…
Ed eccoci alle parti della città che ci hanno letteralmente rubato il cuore. Non sono il primo posto suggerito dalle guide turistiche (e tantomeno dall’AI!), ma sono quelle che ci hanno permesso non solo di vivere una Nantes insolita, ma anche di vedere quella “ufficiale” da una prospettiva diversa: Trentemoult e Hangar à Bananes, sulla riva sinistra della Loira.
Ci arriviamo a bordo del Navibus, il comodissimo traghetto urbano compreso nel Pass Nantes: partenza dalla Gare Maritime, come un autobus, solo più suggestivo. La linea N1 ci sbarca a Trentemoult, delizioso ex villaggio di pescatori dalle case coloratissime. Ci si respira un’atmosfera bohémienne, creativa (numerosi gli artisti che ci vivono), “hippie” ci dice qualcuno, “radical chic” direbbero altri. La realtà è che Trentemoult è “semplicemente” un luogo in cui il tempo ha imparato a rallentare, in cui puoi sostare in uno dei localini affacciati sul fiume senza preoccuparti troppo di guardare l’orologio o puoi perderti tra le viuzze strette sentendo che, sì, quel “perderti” era proprio la meta di quel momento. Una Nantes altra – per scelta o per destino, chissà – rispetto ai ritmi e alle architetture dello sviluppo industriale e politico.
… e Hangar à Bananes
Risaliamo sul Navibus, linea N2 stavolta, destinazione Hangar à Bananes, all’estremità occidentale dell’Île de Nantes. Un tempo sede di stoccaggio delle banane che arrivavano da Guadalupa, Guinea e Costa d’Avorio (di qui il nome), HAB è ora uno spazio di arte e convivialità con un meraviglioso affaccio sulla città. Il design si ispira a quello dei distretti dei magazzini di Lisbona, in un suggestivo connubio tra archeologia industriale e gusto contemporaneo: a incantarci la gru grigia Titan, ma soprattutto la scultura ad anelli “Les Anneaux” di Daniel Buren. Una serie di anelli affacciati sul fiume che si accendono colorandosi al calare del sole. “A che ora?” chiediamo, “Quando fa buio“, ci rispondono. Così scopriamo che anche l’attesa può essere parte dell’esperienza artistica. E, vista la magnificenza dell’opera illuminata, ne vale decisamente la pena.
Le Vignoble de Nantes: tra borghi e vigneti, dal Castello di Goulaine…
Se il tempo a disposizione ve lo consente e, soprattutto, se avete voglia di conoscere ancora un altro volto di Nantes e dei suoi dintorni, mettete nel vostro itinerario anche qualche ora (una giornata sarebbe l’ideale) alla scoperta di Le Vignoble de Nantes, la regione vinicola, proprio alle porte della città, in cui si produce il celebre vino Muscadet.
Qui i vigneti sono quasi un luogo dell’anima, o comunque un elemento imprescindibile del panorama, che è dolce, rilassante, perfetto da esplorare a ritmo lento con tutta la famiglia. Ogni borgo, ogni castello, ogni scorcio meriterebbe la nostra attenzione, ma dovendo fare necessariamente una selezione ci siamo regalati un itinerario che parte dal Château de Goulaine, il primo tra i castelli della Loira che si incontra arrivando dall’Oceano, e si conclude al borgo di Clisson
Il Castello di Goulaine, gemma rinascimentale ancora abitata dalla stessa famiglia da oltre mille anni, ci ha conquistati con l’imponenza della sua struttura, i suoi grandi cortili, le sue sale affrescate e gli antichi arredi, ma soprattutto con le molte attività pensate per rendere la visita dei bambini più divertente e interattiva. Ci hanno stupiti il silenzio sospeso della campagna, la cura dei dettagli e la possibilità di fermarci a giocare a carte nella cantina o di fare un puzzle ai piedi del letto del Re Sole che si dice abbia dormito qui. Ingresso compreso nel Pass Nantes.
… al borgo di Clisson, un tocco di Toscana nella campagna francese
Proseguendo verso sud – in una teoria di vigneti, fattorie e aziende vinicole senza soluzione di continuità – il paesaggio cambia improvvisamente regalandoci un’inaspettata parentesi dal sapore italiano: il borgo di Clisson. Ricostruito all’inizio dell’Ottocento da artisti innamorati del Rinascimento toscano, Clisson ci sorprende per le sue architetture in pietra calda, i pini marittimi, i tetti in terracotta e il romantico parco di Garenne Lemot, autentico omaggio alle architetture dell’Italia centrale. Svettano sul fiume Sèvre le rovine del castello medievale (che segna l’ingresso meridionale al Ducato di Bretagna) mentre le sponde del fiume sono un invito a una passeggiata in famiglia o a una gita in canoa.
Clisson ci ha regalato altre due sorprese. “Les Halles de Clisson “, uno dei mercati coperti in legno più antichi di Francia: quando le bancarelle si ritirano le capriate medievali diventano luogo di ritrovo e convivialità. E la Cave à vin presso l’Ufficio del Turismo: una autentica miniera di informazioni sulla produzione vinicola del territorio. Qui una deliziosa operatrice ci ha accompagnati in un viaggio tra sapori e tecniche produttive mentre le mie figlie si rilassavano nell’immancabile spazio giochi. Degustazioni di vini nei weekend.
Giornata conclusa con l’immancabile baguette (e l’altrettanto immancabile crêpe) passeggiando tra i viottoli del centro storico. Clisson ogni estate ospita Hellfest, un festival metal che accoglie fino a 280.000 visitatori. L’edizione 2014 ha regalato alla cittadina anche una chitarra di oltre 10 metri che ancora si può ammirare ed è diventata parte integrante del panorama: non l’abbiamo potuta vedere per motivi di tempo, ma – assieme alle tante altre installazioni che non siamo riusciti ad ammirare – ci sembra un ottimo motivo per tornare a Nantes.
Ricapitolando, cosa vi consigliamo di vedere a Nantes in tre giorni
Come organizzare tre giorni a Nantes in famiglia? Ecco l’itinerario che vi suggeriamo noi di FamilyGO per sfruttare il Pass Nantes:
– Giorno 1 – Nantes fantastica e creativa: mattina a Les Machines de l’île, tra Galerie des Machines, Carrousel des Mondes Marins e Grand Éléphant; nel pomeriggio seguite la linea verde del Voyage à Nantes fino al Jardin des Plantes, a caccia dell’orso Dormanron e delle installazioni più curiose.
– Giorno 2 – Castello, battello e Nantes insolita: iniziate dal Castello dei Duchi di Bretagna, con museo interattivo e camminamento di ronda; poi scegliete una crociera sull’Erdre e salite sul Navibus per perdervi tra le case colorate di Trentemoult.
– Giorno 2 – Al tramonto: tornate sull’Île de Nantes per raggiungere Hangar à Bananes e aspettare che Les Anneaux di Daniel Buren si illuminino sul lungofiume.
– Giorno 3 – Fuori città tra castelli e vigneti: dedicate l’ultima giornata al Vignoble de Nantes, partendo dallo Château de Goulaine, con giochi e attività anche per i bambini, e proseguendo fino a Clisson, tra castello medievale, Les Halles e passeggiate lungo la Sèvre.
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Copyright: FamilyGO. Foto: E. Fasan




