
Abbiamo uno dei siti archeologici più belli del mondo ed è tutto da scoprire insieme ai bambini. Se poi hanno appena studiato la storia romana, la visita con loro sarà ancora più interessante. Ci prepariamo a esplorare Pompei in loro compagnia. Con una visita guidata ad hoc pensata proprio per catturare l’attenzione dei più piccoli.
Iniziamo a visitare Pompei con i bambini raccontando la storia di questa città devastata nel 79 d.C. da una violenta eruzone del Vesuvio e riemersa solo qualche secolo fa durante gli scavi di costruzione di un canale. Tutto è rimasto com’era allora, una fotografia precisa di com’era la vita all’epoca dei romani. E con l’aiuto di una guida speciale, Lello, scopriamo storie intriganti e dettagli curiosi.
Che forma ha la città di Pompei? Scopriamolo con i bambini

Incontriamo Lello e subito all’ingresso ci invita a soffermarci sulla pianta dell’antica città di Pompei… ma che forma ha? Quella di un pesce! Il mare? Sì perché Pompei sorgeva proprio sul mare. Ecco perché una delle due porte principali della città si chiama Porta Marina. Appena entrati la nostra guida fa notare e toccare ai bambini la pietra lavica e le diverse colorazioni di questa. È ben visibile come l’antica città fosse stata costruita proprio su una precedente eruzione vulcanica. Tra una narrazione di Plinio il giovane e una passeggiata, la nostra guida incalza i bambini con le domande facendo continui raffronti e rimandi a edifici dell’antica Roma.
Giungiamo alla Scuola dei gladiatori. Ebbene sì, i romani a Pompei avevano veramente trovato Disneyland: spettacoli, teatro, divertimento, terme, tutto ciò che desideravano. Con il suo tablet Lello mostra ai bambini un programma con il quale possono scoprire lo stato originario di ogni sito visitato. E per quanto possano sembrare cruente, le narrazioni su come avveniva l’uccisione truculenta di un gladiatore all’urlo di “Jugula! Jugula!” hanno un gran fascino.
Eccoci giunti al teatro. I bimbi si mettono sulla pietra verde e scoprono la magia dell’acustica. L’effetto da Dolby Surround è strabiliante.
Giungiamo su una delle strade principali della città: le pietrone poste al centro della strada, spiega Lello, erano indispensabili per poter attraversare la strada quando pioveva. Impugna il suo telefonino e ci mostra un video che ci fa capire cosa succede durante un acquazzone e come sia fragile e indifesa questa meravigliosa opera d’arte. Sulla strada incontriamo buchi per legare i cavalli e fare spese, bar dell’epoca con vasi di terracotta dove mettevano le zuppe calde, negozi di lusso, botteghe, forni.

È arrivato il momento di entrare in una vera villa romana quella di Cascalongus, uno dei congiurati di Giulio Cesare. Intorno ai bimbi affreschi, decorazioni a stucco e un tavolo a tre piedi in marmo con il nome del proprietario, un deterrente per i ladri dell’epoca. Lello ci racconta usi e costumi della famiglia patrizia romana. Ci soffermiamo a guardare le botteghe e scoviamo un bel forno. Qui vicino sorgevano delle saline. Il sale era prezioso perché con esso si conservava il cibo. Ma cosa mangiavano i romani? Il terribile Garum, pesce in salamoia con erbe, orate e carne di maiale, di scoiattolo e di ghiro. Andavano matti, pare, per il foi gras, il fegato d’oca.
Arriviamo poi alla Via dell’Abbondanza, la via dello shopping dell’antichità, Lello la definisce proprio così paragonandola alla famosa via Condotti a Roma. Qui troviamo un’antica lavanderia e perfino una sorta di fast-food, il Termopolium dove si prendeva cibo da asporto.

Entriamo nelle terme tra stelle, astri e segni zodiacali a rilievo. E poi il calidarium dove si bagnavano con acqua calda per poi passare al frigidarium. All’interno di queste sale scopriamo i primi calchi dei pompeiani. Da questi calchi, opera dell’archeologo Giuseppe Fiorelli, straordinarie testimonianze sono giunte fino a noi e ci hanno permesso di scoprire tante cose tra cui la data esatta dell’eruzione che andrebbe quindi spostata rispetto al testo di Plinio di un paio di mesi, in ottobre.
Più avanti, nei Fori troviamo un deposito con altri calchi interessanti tra cui una donna incinta e un cane che non era potuto scappare a causa della catena. Fa impressione pensare a come questa tragedia abbia però permesso di congelare la quotidianità della popolazione e di farci scoprire come si viveva 2000 anni fa. Dopo aver osservato tanti oggetti di uso comune come culle, stufe, tavoli e bracieri ci incamminiamo verso l’uscita. Alziamo lo sguardo al maestoso Vesuvio che, ci racconta Lello, era ben più alto prima dell’eruzione del 79 d.C.
Visite guidate a Pompei con i bambini e il Pompeii Children’s Museum

A nostro avviso visitare Pompei con i bambini senza una visita guidata pensata apposta per loro è abbastanza inutile. Sono le spiegazioni e i racconti accattivanti il grande valore aggiunto. Inoltre molte cose si comprendono solo dopo una spiegazione.
Siamo stati a Pompei altre volte, con bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni ed è sempre stato un successo.
Per informazioni potete consultare il sito delle visite guidate per famiglie Tours of Pompeii e prenotare con loro anche visite ad Ercolano, a Capri, al Vesuvio o alla Costiera Amalfitana.
In un’altra visita ci siamo rivolti anche a un’altra guida, Wanda, collaboratrice di Sara Prossomariti che potete contattare consultando il sito morosofi.it.
Da qualche anno i bambini hanno a loro disposizione uno spazio pensato proprio per loro, dove scoprire i segreti della città sepolta dalla lava con attività divertenti e allo stesso tempo educative. Il Pompeii Children’s Museum organizza laboratori, visite guidate ad hoc e attività speciali soprattutto nelle vacanze scolastiche.
Dove mangiare a Pompei
Di ritorno dalla nostra visita guidata di Pompei con bambini, ci siamo fermati a pranzare alla Bettola del Gusto a pochi passi dal nostro albergo. Il nome è decisamente invitante. Il proprietario Vincenzo fa parte di quella giovane imprenditoria che attraverso la ricerca e la professionalità cerca di incrementare un turismo qualitativamente alto, attento a scoprire anche i sapori della tradizione locale.
Il menù infatti è molto ricco e sfizioso. Sono disponibli oltre ai piatti alla carta anche menù degustazione a 30-35 euro; ottima la scelta dei vini.
Per uno spuntino consiglio una passeggiata sul corso principale (via Roma) dove potrete assaggiare dolcetti locali di forno e un buon gelato presso la Pasticceria Artigianale De Vivo.
Dove alloggiare a Pompei

Consigliamo vivamente di alloggiare a Pompei per due motivi: la visita a Pompei per i bambini è impegnativa anche se molto stimolante e il fatto di potersi riposare dopo la visita è indispensabile, soprattutto se si viaggia con i piccolissimi. Spesso si arriva a Pompei in giornata, visitando Napoli con i bambini. Ma Pompei ha ottimi ristoranti e pizzerie e permette, per chi può fermarsi un po’ più a lungo, di visitare con facilità altri siti meravigliosi come Ercolano e la poco conosciuta Boscoreale.
Noi abbiamo alloggiato all’Hotel Diana, in zona centrale, che ha camere triple e quadruple. L’area archeologica dista dal centro del paese un paio di chilometri. È preferibile comunque scegliere un hotel in centro città perché l’area archeologica chiude nel pomeriggio e dopo tale ora la zona non ha nulla da offrire.
Info utili
Per preparare la visita potete usare alcuni libri particolarmente adatti per i più piccoli come “Romans Sticker book” della Usborne o “Pompei, libri con adesivi”, sempre Usborne. Bellissimo anche “Una giornata a Pompei. Vita quotidiana in un’antica città romana”.
Pompei può essere raggiunta facilmente in treno da Napoli, nel caso non si voglia soggiornare sul posto. Per tutte le altre informazioni, consultate il sito ufficiale degli scavi di Pompei.
Copyright: Familygo. Foto: E. De Filippis; L.Dorinzi; Parco Archeologico PompeiLuca Moglla, CameliaTWU, Bombman, Chiara Tiberi, Riccardo Cuppini, Strandell T. FIN