Facciamo rotta su Pompei! Alla scoperta della città romana con i bambini

Eleonora De Filippis, autore di Family Go

Autore:

Età bambini:  4-12 anni

Abbiamo uno dei siti archeologici più belli del mondo e ora che i bambini hanno l’età per capire decidiamo che finalmente è arrivato il momento! Sì, certo, i bambini ancora non hanno studiato la storia romana ma questo può essere un vantaggio perché tutto quello che impareranno durante questo viaggio sarà per loro una vera scoperta e lo faranno in un sito archeologico eccezionale: Pompei. La città devastata nel 79 d.C. da una violenta eruzione del Vesuvio e riemersa solo qualche secolo fa durante gli scavi di costruzione di un canale.

Partiamo da Roma in auto per comodità: Pompei dista infatti circa 240 km da Roma, quasi tutti di autostrada. Al nostro arrivo ci attende la nostra guida d’eccezione: Lello. Mi avevano parlato bene di lui ma è stata comunque una piacevolissima sorpresa! Lello è un archeologo, padre di famiglia, che ha con i bambini un’empatia tutta particolare. Fin dai primi minuti tra uno scherzo e una presentazione, Lello stabilisce con loro una sintonia che farà di questa visita un’esperienza unica.

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All’ingresso ci soffermiamo sulla pianta dell’antica città di Pompei… ma che forma ha? Quella di un pesce! Il mare? Sì perché Pompei sorgeva proprio sul mare. Ecco perché una delle due porte principali della città si chiama Porta Marina. Appena entrati Lello fa notare e toccare ai bambini la pietra lavica e le diverse colorazioni di questa. E’ ben visibile come l’antica città fosse stata costruita a loro insaputa proprio su una precedente eruzione vulcanica. Tra una narrazione di Plinio il giovane e una passeggiata, la nostra guida incalza i bambini con le domande facendo continui raffronti e rimandi a edifici che si trovano a Roma. Per fortuna li avevo da poco portati al Colosseo!

pompei-visita-con-i-bambini-familygo3 pompei-visita-con-i-bambini-familygo5Giungiamo alla Scuola dei gladiatori. Ebbene sì, i romani a Pompei avevano veramente trovato Disneyland: spettacoli, teatro, divertimento, terme, tutto ciò che desideravano. Con il suo tablet Lello mostra ai bambini un programma con il quale possono scoprire lo stato originario di ogni sito visitato. Con due maschietti certamente le narrazioni su come avveniva l’uccisione truculenta di un gladiatore all’urlo di “Jugula! Jugula!” hanno un gran fascino. Eccoci giunti al teatro. I bimbi si mettono sulla pietra verde e scoprono la magia dell’acustica. L’effetto da Dolby Surround è strabiliante.

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Giungiamo su una delle strade principali della città: le pietrone poste al centro della strada, spiega Lello, erano indispensabili per poter attraversare la strada quando pioveva. Impugna il suo telefonino e ci mostra un video da lui girato poche settimane fa e ci rendiamo subito conto di cosa succede durante un acquazzone e di come sia fragile e indifesa questa meravigliosa opera d’arte. Per le strade della città scorrono torrenti impressionanti che a lungo andare danno luogo a frane e smottamenti. Rispetto alla mia ultima visita di oltre 10 anni fa mi colpisce ritrovare i cani di Pompei, oramai un’istituzione del luogo, ma rispetto a dieci anni fa ora sono ora curati e grassottelli e benvoluti anche dai guardiani. Sulla strada incontriamo buchi per legare i cavalli e fare spese, bar dell’epoca con vasi di terracotta dove mettevano le zuppe calde, negozi di lusso, botteghe, forni.

E’ arrivato il momento di entrare in una vera villa romana quella di Cascalongus, uno dei congiurati di Giulio Cesare. Intorno ai bimbi affreschi, decorazioni a stucco e un tavolo a tre piedi in marmo con il nome del proprietario, un deterrente per i ladri dell’epoca. Lello ci racconta usi e costumi della famiglia patrizia romana. Ci soffermiamo a guardare le botteghe e scoviamo un bel forno. Qui vicino sorgevano delle saline. Il sale era prezioso perché con esso si conservava il cibo. Ma cosa mangiavano i romani? Il terribile Garum, pesce in salamoia con erbe, orate e carne di maiale, di scoiattolo e di ghiro. Andavano matti, pare, per il foi gras, il fegato d’oca.

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Eccoci arrivati alla via Condotti dell’antichità, dice Lello, la strada pedonale dello shopping. “Ma agli americani cosa dici?” “Ma certo – risponde Lello…. Rodeo Drive!” Entriamo nelle terme tra stelle, astri e segni zodiacali a rilievo. Ecco il calidarium dove si bagnavano con acqua calda per poi passare al frigidarium. All’interno di queste sale scopriamo i primi calchi dei pompeiani. Da questi calchi, opera dell’archeologo Giuseppe Fiorelli, straordinarie testimonianze sono giunte fino a noi e ci hanno permesso di scoprire tante cose tra cui la data esatta dell’eruzione che andrebbe quindi spostata rispetto al testo di Plinio di un paio di mesi, in ottobre. Più avanti, nei Fori troviamo un deposito con altri calchi interessanti tra cui una donna incinta e un cane che non era potuto scappare a causa della catena. Dopo aver osservato tanti oggetti di uso comune come culle, stufe, tavoli e bracieri ci incamminiamo verso l’uscita. Alziamo lo sguardo al maestoso Vesuvio che, ci racconta Lello, era ben più alto prima dell’eruzione del 79 d.C. Con una guida così una visita di tre ore tra gli scavi archeologici è stata “una passeggiata”!

pompei_calchi_ph_riccardo_cuppini Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Po

Nel pomeriggio ci aspetta una visita al Santuario di Pompei. Il Santuario, uno dei più visitati al mondo, è situato proprio al centro della cittadina e fu fondato dal Beato Bartolo Longo alla fine dell’Ottocento. Al suo interno, i numerosissimi ex voto dei fedeli ci raccontano di straordinari miracoli. Il Santuario è molto frequentato durante tutte le ore del giorno e al suo interno vi sono numerosi volontari che forniscono indicazioni e aiuto ai visitatori. Entriamo nella chiesa e in fondo sopra il ricco altare vediamo l’icona simbolo del Santuario, la tela con la Madonna del Rosario di Pompei realizzata dalla scuola del pittore seicentesco napoletano Luca Giordano.
Al piano di sotto troviamo un piccolo museo con oggetti preziosi donati da eminenti personalità in visita al Santuario: Spade, ceramiche, avori, abiti, oggetti preziosi oltre ad un grande presepe napoletano.

Per la visita agli scavi di Pompei:
http://www.pompeiisites.org

Per l’applicazione per Ipad e smartphone:
http://pompeitouch.com

Per le visite guidate per famiglie:
http://toursofpompeii.com
Effettuano visite anche ad Ercolano, Capri, Vesuvio e Costiera Amalfitana. Prenotazione obbligatoria.

Per la visita al Santuario:
http://www.santuario.it

Dove mangiare a Pompei

Di ritorno ci fermiamo alla Bettola del Gusto a pochi passi dal nostro albergo. Il nome è decisamente invitante. Il proprietario Vincenzo ha aperto qualche anno fa e fa parte di quella giovane imprenditoria che attraverso la ricerca e la professionalità cerca di incrementare un turismo qualitativamente alto, attento a scoprire anche i sapori della tradizione locale. Il menù infatti è molto ricco e sfizioso. Un esempio? Alicette fritte con zafferano e calamarata con pecorino prelibate. Sono disponibli oltre ai piatti alla carta anche menù degustazione a 30-35 euro; ottima la scelta dei vini. Sono disponibili seggioloni e la cucina apre a pranzo alle 12 e a cena alle 19,30.
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Info: http://www.labettoladelgusto.it

Per uno spuntino consiglio una passeggiata sul corso principale (via Roma) dove potrete assaggiare dolcetti locali di forno e un buon gelato presso la Gelateria Artigianale De Vivo.
http://www.lapasticceriadevivo.it

Dove alloggiare

Consiglio vivamente di alloggiare a Pompei per due motivi: la visita a Pompei per i bambini è impegnativa anche se molto stimolante e il fatto di potersi riposare dopo la visita è indispensabile. Pompei inoltre ha ottimi ristoranti e pizzerie e permette per chi può fermarsi un po’ più a lungo, di visitare con facilità altri siti meravigliosi come Ercolano e la poco conosciuta Boscoreale a pochi km da Pompei.

Noi abbiamo alloggiato all’Hotel Diana, in zona centrale, che ha camere triple e quadruple. L’area archeologica dista dal centro del paese un paio di chilometri. E’ preferibile comunque scegliere un hotel in centro città perché l’area archeologica chiude nel pomeriggio e dopo tale ora la zona non ha nulla da offrire e non è raccomandabile con i bambini. Il servizio di taxi è attivo solo durante il giorno e di conseguenza vi consiglio di raggiungere gli scavi con la vostra auto dall’hotel. Accanto all’ingresso degli scavi troverete un ampio parcheggio custodito a pagamento.
Info: http://www.hoteldianapompei.com

Libri per preparare la visita:

“Pompei. Libri con adesivi”, ed. Usborne, Euro 8,50
“Romans sticker Book”, ed. Usborne Activities, Euro 8,10
“Una giornata a Pompei. Vita quotidiana in un’antica città romana”, ed. Electa, Euro 9,90
Indicato dai 4 anni.
“Pompei ricostruita”, con video dvd, ed. Archeolibri, Euro 16,00

Copyright: Familygo. Foto: E. De Filippis; Luca Moglla, CameliaTWU, Bombman, Chiara Tiberi, Riccardo Cuppini, Strandell T. FIN

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