Animali nascosti nel bosco, opere di Land Art, viste pazzesche sui Laghi di Albano e Nemi e una baita dove mangiare, riposarsi e provare a tirare con l’arco insieme ai bambini: il Museo diffuso del Bosco a Rocca di Papa è un percorso tematico immerso nella natura che sa di avventura e di poesia, e a noi è piaciuto moltissimo.
Arriva finalmente anche nel Lazio un percorso di Land Art di tutto rispetto. È il Museo diffuso del Bosco, nel cuore del Parco regionale dei Castelli Romani, che porta vicino Roma il fascino delle sculture in abete di Martalar (sì, proprio lui, ricordate il Drago Vaia e le altre opere di Vaia di cui vi abbiamo raccontato?), ma non solo. Noi di FamilyGO siamo andati a curiosare.
Il Museo diffuso del Bosco, l’itinerario da seguire con i bambini
Cosa ci è piaciuto di questo sentiero? Tutto! C’è da dire che lo amavamo già, per gli scorci mozzafiato sui Laghi di Albano e di Nemi, per l’aria frizzante che regala un po’ di refrigerio anche in estate, per i profumi di terra, i colori del sottobosco, insomma per una natura che da sola riempiva occhi e polmoni.
Quindi è stato facile conquistarci. Ma è fuori dubbio che l’aggiunta delle installazioni cattura l’attenzione e la fantasia dei bambini, rendendo la camminata meno faticosa. Perché va detto, un po’ di fatica va messa in conto.
Il percorso tematico è lungo circa 2,5 km ma per arrivarci bisogna percorrere prima una salita di circa 800 metri (inizialmente su strada asfaltata, poi su sterrato nel bosco). Assolutamente fattibile con un minimo di allenamento, ma va considerato prima di partire.
L’inizio del sentiero possiamo collocarlo infatti in corrispondenza della cosiddetta “Roccia del Gorilla”: alzate gli occhi perché potrete già scorgere Flora, la scultura in legno di abete realizzata da Marco Martalar, alta quasi quattro metri e larga circa due. Accanto, un pannello racconta sia l’opera che le specie vegetali (oltre 900) presenti nel Parco.
Si prosegue quindi sul basolato romano – siamo sulla Via Sacra di Monte Cavo, una strada romana percorsa anche dai pellegrini – e qui comincia la caccia agli animali del bosco: riccio, scoiattolo, ghiro, volpe, lupo, gufo, faina, falco pellegrino… riuscirete a scovarli tutti? Non pensate sia così facile perché sono realizzati in metallo Corten che con il suo colore ruggine si mimetizza quasi completamente con la terra.
Superato un belvedere (ve l’avevamo detto, vero, che qui è pieno di scorci mozzafiato?) si rientra sulla strada asfaltata e si prosegue tenendo la destra fino alla Baita di Monte Cavo. Qui si può fare una sosta pranzando o prendendo un caffè o un aperitivo, e ammirando un’altra opera, la Testa tra le piante.
La parte finale: i giardini delle Meraviglie e il Binocolo gigante
Il percorso del Museo diffuso del Bosco non finisce però alla Baita. Poco dopo infatti, sulla sinistra, si rientra nel bosco per ammirare suggestive tele colorate raffiguranti “i giardini paradisiaci del futuro”. Ci è piaciuta questa visione positiva in cui il pianeta si trasforma in un paradiso incantato. Per i bimbi, soprattutto i più piccoli, significa sogno, speranza, luce, scintilla.
Subito dopo il sentiero si fa più ripido. Questa è forse la parte più impegnativa, 500 metri che però si aprono su una vista pazzesca sul Lago di Nemi e su un gigantesco binocolo in legno, dove, dopo la fatica, il selfie è d’obbligo. Ma è d’obbligo anche fermarsi a riempire gli occhi (oltre alla memoria dello smartphone!).
Il Museo diffuso del Bosco di Rocca di Papa, informazioni utili
Le installazioni artistiche del percorso al momento sono temporanee – sarà possibile ammirarle fino al 25 ottobre 2026 – ma chissà che non si pensi a un prolungamento!
Noi abbiamo lasciato la macchina al Parcheggio Campi di Annibale, impiegando circa 1 ora e mezza (piccole soste comprese) per arrivare fino al binocolo, per un totale di quasi 4 chilometri di passeggiata sola andata.
Il sentiero è sempre aperto ma non accessibile con passeggini. La Baita di Monte Cavo è aperta invece solo il venerdì, sabato e domenica e offre sia menù fissi che panini, caffè, aperitivi e anche un menu kids. Ci sono inoltre divani e sdraio per rilassarsi e una zona tiro con l’arco libera che fa la felicità di bambini e ragazzi.
In sintesi: cosa vedere al Museo diffuso del Bosco di Rocca di Papa con i bambini
Ecco il riepilogo delle tappe e delle esperienze che, secondo noi di FamilyGO, rendono speciale questo percorso vicino Roma:
– scoprire Flora, l’opera di Land Art in legno di abete firmata da Marco Martalar, alta quasi quattro metri;
– fare una caccia al tesoro tra gli animali in metallo Corten che si mimetizzano tra terra, foglie e sottobosco: l riccio, scoiattolo, ghiro, volpe, lupo, gufo, faina e falco pellegrino;
– attraversare i Giardini delle Meraviglie, capace di parlare ai più piccoli con immagini di natura, sogno e speranza;
– raggiungere il Binocolo gigante e la vista sul Lago di Nemi: l’ultimo tratto è il più ripido, ma regala una delle sorprese più scenografiche;
– fermarsi a riposare e mangiare alla Baita di Monte Cavo, aperta dal venerdì alla domenica con panini, menu fissi, sdraio e una postazione di tiro con l’arco libera. Anche qui tra l’altro è nascosta un’opera d’arte!
Se cercate altre idee per una gita fuori porta, potete leggere le nostre gite preferite a un’ora circa da Roma, oppure curiosare tra i posti più freschi vicino Roma ideali per una giornata estiva.
Copyright: FamilyGO. Foto di M. Rosellini






