Cosa pensano le famiglie italiane del turismo sostenibile: crescere turisti o viaggiatori?

Esperienze sostenibili in viaggio: Moviment, il mondo delle Api in Alta Badia.
Redazione, autore di Family Go
Autore:

Pubblichiamo i dati del sondaggio sul turismo sostenibile condotto da FamilyGO su più di 500 famiglie italiane per conoscere la loro idea di sostenibilità e il loro modo di tradurla nella scelta di un viaggio o una vacanza, pensando a come vorrebbero crescere i loro figli e al mondo che vorrebbero lasciare loro in eredità.

Le famiglie italiane che viaggiano cercano la sostenibilità, rispettano i luoghi, le tradizioni, cercano esperienze autentiche e luoghi ecologici. Sostenibile è il viaggio del presente e del futuro. E non solo perché lo chiede il pianeta, ma anche perché può essere un’occasione di incontro, un ponte tra culture e uno strumento educativo per crescere figli più consapevoli e rispettosi.

È quanto emerge dal sondaggio di FamilyGO.eu a cui hanno risposto 524 famiglie attive nella programmazione delle vacanze di qualità, sia per i soggiorni di lunga durata che per quelli brevi. Le famiglie, provenienti da tutte le regioni d’Italia, hanno espresso la propria idea di turismo sostenibile valutando su una scala da 1 a 5 l’importanza di alcune definizioni tradizionalmente associate al turismo sostenibile.

A mettere tutti d’accordo è il fatto che il turismo sostenibile “è rispettoso dei paesi ospitanti” (il 52% dei rispondenti è completamente d’accordo con quest’affermazione); “è rispettoso della cultura locale” (con il 51.7% completamente d’accordo); “contribuisce allo sviluppo delle popolazioni locali” (con il 48% completamente d’accordo); “è ecologico” (con il 47% dei rispondenti che assegnano al criterio il massimo accordo).

Significativo che, al di là degli innegabili problemi legati alle risorse limitate e ai cambiamenti climatici, l’attenzione sia verso i paesi ospitanti e le culture locali: il viaggio ritorna a essere un’occasione di incontro, di confronto, uno scambio in cui contano non solo le esigenze del turista, ma anche quelle delle località e delle persone che le vivono.

Quale sostenibilità nella prossima vacanza in famiglia?

È stato chiesto alle famiglie quanto è importante che le categorie utilizzate per definire il turismo sostenibile rientrino anche nella progettazione della prossima vacanza in famiglia. Anche in questo caso è importante che il turismo “sia rispettoso della cultura locale” (il 45.4% dei rispondenti è pienamente d’accordo con questa definizione) e “sia rispettoso dei paesi ospitanti” (massimo accordo per il 44.3% dei rispondenti). Compare, tra i criteri più significativi, anche l’importanza che il turismo “risponda ai bisogni attuali senza compromettere il futuro”. Questi dati rilevano un certo grado di corrispondenza tra l’idea di sostenibilità delle famiglie italiane e la loro intenzione di mettere in atto comportamenti coerenti con questa idea.

Nel pratico come si traduce la sostenibilità?

Per i rispondenti la sostenibilità si traduce principalmente nella scelta “delle esperienze da fare in loco” (sono molto e completamente d’accordo il 73.1% dei rispondenti), “del tipo di struttura ricettiva” (molto e completamente d’accordo il 65.8 % dei rispondenti), “delle mete” (molto e completamente d’accordo il 43.5% dei rispondenti) e “dei mezzi di trasporto” (molto e completamente d’accordo il 41% dei rispondenti).
Per tutta la filiera turistica un segnale incoraggiante: le famiglie italiane si muovono spesso seguendo una propria personale idea di sostenibilità e questo può tradursi in tante proposte diversificate che intercettino le differenti aspirazioni ed esigenze.

Viaggiare sostenibile oggi guardando a domani

Per la maggior parte delle famiglie intervistate la scelta di viaggiare sostenibile non è solo una scelta comportamentale legata alla situazione attuale, ma è un vero investimento per il futuro. Se infatti solo il 7% risponde che il turismo sostenibile è una necessità legata alla limitatezza delle risorse disponibili, oltre il 43% dichiara che è un’opportunità di attuare forme di consumo più consapevoli e rispettose e il 33% parla di vero intervento educativo a lungo termine.

Sono dati significativi non solo perché intercettano la filosofia di FamilyGO di un viaggio o di una vacanza che non esauriscono il loro senso una volta rientrati a casa, ma anche perché premiano l’impegno di tutti gli operatori che vedono nell’esperienza turistica delle famiglie con bambini un’occasione di crescita e un contributo a delineare gli adulti e i cittadini che quei bambini diventeranno.

METODOLOGIA

Campione analizzato: 524 famiglie italiane con bambini iscritte alla newsletter di FamilyGO.
 Il campione di rispondenti è composto prevalentemente di donne (77.5%): il dato è coerente con quanto già rilevato dalla letteratura, e cioè che alla donna/madre sono delegate molte decisioni e l’organizzazione delle varie attività.
Provenienza: Nord 69%, Centro 20%, Sud 10%, Isole 1%.

Le regioni con il maggior numero di rispondenti sono Lombardia (24.2%) e Veneto (17.7%), seguite da Emilia-Romagna (11.8%) e Lazio (9.9%).
Il campione è composto, per quanto riguarda il titolo di studio, dal 5.2% di genitori con titolo di scuola media; dal 44.1% con diploma di scuola superiore, dal 37% di laureati e dal 13.4% con dottorato o altri titoli post-lauream. Il 37.2 % del campione ha un solo figlio, il 49.8% ne ha due, il 9.9% ne ha tre, l’1.6% da 4 a 6.
Periodo del sondaggio: anno 2023
Il sondaggio è stato utilizzato nella tesi di laurea in Psicologia del turismo di Erika Fasan, giornalista e redattrice di FamilyGO. Relatrice la prof.Roberta Maeran (università di Padova), correlatrice esterna Patrizia Bertini, direttore di Familygo.eu.

 

Foto cover: Il Mondo delle Api in Alta Badia Ph. Erika Fasan

 

 

 

Pubblicato in