Una gita scolastica sulla Luna, una piccola astronauta con una scatola di pastelli e un incontro ravvicinato davvero speciale. Crateri lunari e amicizie extraterrestri sono gli elementi di un’avventura che ci porta lontanissimo, ricordandoci che le emozioni parlano una lingua universale.
La mattina del tanto atteso giorno della gita comincia sempre allo stesso modo: bambini in fila, zainetti in spalla, l’insegnante impegnata a controllare che ci siano tutti e un pulmino giallo pronto a partire. Solo che questa volta il pulmino è una navicella spaziale e la destinazione è la Luna!
È così che inizia Gita sulla Luna, l’albo illustrato di John Hare, pubblicato da Babalibri, che ci accompagna in un’avventura spaziale senza utilizzare una singola parola.
Eppure, sfogliando le pagine, riaffiorano quasi spontaneamente i suoni delle nostre gite scolastiche: il vociare dei bambini, il rumore del motore, le esclamazioni di euforia. È la nostra memoria a dare voce a quelle immagini, anche se sulla pagina non compare una sola scritta.
Una gita spaziale e un’inaspettata amicizia extraterrestre
In un futuro non ben definito, raggiungere la Luna è semplice quanto salire su un autobus. I bambini indossano tute e caschi da astronauta e, una volta atterrati, si mettono a camminare tra crateri, rocce e distese di polvere grigia del nostro satellite naturale. Tutt’intorno, il nero sconfinato dello spazio. Ma lassù, sospesa nel cielo, c’è la Terra, con i suoi colori luminosi e il suo aspetto rassicurante, pronta per essere osservata da una prospettiva completamente nuova.
Mentre i compagni proseguono la visita, una dei piccoli astronauti si ferma, tira fuori un blocco da disegno e una scatola di pastelli a cera e comincia a ritrarre il nostro pianeta. Poi, forse cullata dal silenzio lunare, si appisola al riparo di un cratere. Quando si risveglia, la navicella non c’è più. I compagni sono ripartiti e la piccola esploratrice è rimasta indietro, sola, a migliaia di chilometri da casa.
O almeno, così sembra.
Superato un primo momento di comprensibile sconforto, la bambina torna ai suoi disegni. Ma alle sue spalle, tra le rocce lunari, qualcosa comincia a muoversi. Spuntano prima occhi curiosi e poi buffe creature grigie, che sembrano quasi confondersi con il paesaggio. Sono alieni? Abitanti della Luna? Esseri che nessun astronauta ha mai incontrato prima?
Qualunque cosa siano, una cosa è certa: hanno molta più paura loro della piccola terrestre che il contrario!
Basteranno però un po’ di curiosità e qualche pastello per trasformare la diffidenza in un incontro straordinario. Le creature si avvicinano, osservano, sperimentano. E ben presto il grigio della Luna si riempie di disegni, scarabocchi, forme e colori sgargianti.
Non condividono una lingua, inizialmente si guardano con timore, eppure basta un piccolo gesto per accorciare le distanze. Il disegno diventa il loro modo di comunicare: non occorre capirsi a parole per divertirsi insieme.
Con leggerezza John Hare ci racconta la paura di ciò che non conosciamo, ma soprattutto la meraviglia che può nascere quando troviamo il coraggio di avvicinarci.
Fino a quando qualcuno non si accorge che all’appello manca una piccola astronauta…
Quando le immagini raccontano più di mille parole
Gita sulla Luna è un silent book, ovvero un albo illustrato la cui storia è affidata interamente alle immagini. Le illustrazioni si susseguono alternando grandi tavole e piccole vignette, con un ritmo così naturale che sembra quasi di guardare un film d’animazione. Le immagini ci guidano da una scena all’altra, alternando momenti in cui lo sguardo si sofferma sul paesaggio a sequenze rapide, nelle quali bastano pochi dettagli a far avanzare la storia.
Senza una sola battuta di dialogo, riusciamo comunque a immaginare i timidi scambi tra la piccola astronauta e i suoi nuovi amici, le loro reazioni di sorpresa e perfino il tono contrariato dell’insegnante che, tornata a recuperarla, la rimprovera davanti alle rocce lunari ricoperte di disegni.
C’è poi un altro particolare, tutt’altro che secondario: non sappiamo se la piccola protagonista sia una bambina o un bambino. Per buona parte della storia il volto è nascosto dal casco da astronauta, ma anche quando finalmente la vediamo a viso scoperto, i tratti rimangono volutamente indefiniti. Una scelta illustrativa intelligente e delicata, che lascia a ogni piccolo lettore o lettrice la libertà di riconoscersi nella protagonista e vivere quell’avventura come se fosse la propria.
Ed è proprio questa la bellezza di un libro senza parole: possiamo leggerlo insieme anche a chi ancora non conosce le lettere, inventare dialoghi, dare voce ai personaggi, scoprire particolari che ci erano sfuggiti. Ogni volta la storia può prendere una sfumatura diversa, perché ciascuno di noi porta tra quelle pagine il proprio sguardo e la propria immaginazione.
Informazioni sul libro
Titolo: Gita sulla luna
Autore e illustratore: John Hare
Casa editrice: Babalibri
Età di lettura: dai 4 anni
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Se lo spazio e la luna appassionano i vostri bambini e bambine, perché non vivere con loro esperienze a tema? Potete farlo ad esempio alla mostra Moon – Tra terra e spazio a Jesolo, oppure con il nuovo allestimento permanente Lunar Lab al Museo Explora di Roma.
Copyright: FamilyGO. Foto: Babalibri




