Come si spiega il mondo a un bambino che ancora non ne sa nulla? Oliver Jeffers ci prova partendo dalle cose più semplici: il cielo e la terra, la luce e il buio, le persone e gli animali. Ne nasce una lettera a cuore aperto dedicata al figlio appena nato e, insieme, una guida spassosa, colorata e sorprendentemente profonda per imparare ad abitare il nostro pianeta.
Ho incontrato per la prima volta Noi siamo qui a Dublino. Ero incinta e, in una delle ultime sale del Museum of Literature Ireland (MOLI), mi sono imbattuta nel libro di Oliver Jeffers, appoggiato su un tavolino insieme ad altri consigli di lettura.
Forse è stato proprio il peculiare momento in cui l’ho sfogliato a farmelo sentire subito così vicino. Tra quelle pagine c’era un papà che provava a raccontare il mondo al proprio bambino appena nato, scegliendo le cose che riteneva davvero importanti. Io un bambino lo stavo aspettando e ho deciso che sarebbe stato il suo primo regalo da parte mia, che i libri li amo tanto.
Non avrei potuto fare scelta migliore.
Perché Noi siamo qui. Dritte per vivere sul Pianeta Terra, scritto e illustrato da Oliver Jeffers e pubblicato in Italia da Zoolibri, è esattamente questo: un benvenuto al mondo.
Jeffers lo scrive per il figlio appena nato, nel tentativo, tutt’altro che semplice, di spiegargli dove sia capitato. E allora si parte proprio dall’inizio, anzi da un po’ più lontano: dallo spazio, dal nostro sistema solare e da quel pallido puntino azzurro che chiamiamo Terra.
Pagina dopo pagina, Jeffers traccia una sorta di guida per orientarsi nel mondo. Ci sono la terraferma, il mare e il cielo; il caldo e il freddo; il giorno e la notte. Ci sono il corpo umano, gli animali e soprattutto le persone. Concetti basilari, raccontati con frasi brevi, annotazioni ironiche e una semplicità che non diventa mai banalità.
In fondo è quello che succede quando diventiamo genitori. Improvvisamente ci ritroviamo a fare da guida a un essere umano che del mondo non sa ancora nulla. Tocca a noi spiegare ogni piccolo perché e, mentre cerchiamo le parole più semplici per farci comprendere, capita di scoprire che alcune cose non sono poi così chiare nemmeno a noi.
Allora riflettiamo, cerchiamo risposte, approfondiamo. Qualche certezza granitica si incrina, qualche “credo” va in frantumi. Nel tentativo di costruire per nostro figlio una mappa del mondo, finiamo inevitabilmente per ridisegnare anche la nostra.
Un mondo da guardare prima ancora che da leggere
Come dicevo, Jeffers non è soltanto autore del libro, ma anche illustratore. Qui parole e immagini sono inseparabili. Le tavole cambiano continuamente prospettiva: osserviamo la Terra sperduta nello spazio e subito dopo ci ritroviamo tra montagne, città, oceani, corpi umani e animali.
Ci sono pagine da leggere e altre davanti alle quali viene spontaneo fermarsi.
Una, in particolare, è occupata da una moltitudine di persone. Volti, corpi, età, colori, abiti e caratteristiche differenti riempiono lo spazio fino quasi a non lasciare vuoti. Si può trascorrere parecchio tempo semplicemente osservandola, cercando dettagli e riconoscendo differenze.
Ed è proprio mentre l’immagine racconta tutta questa varietà che Jeffers introduce una delle idee più importanti del libro: le persone possono avere forme, dimensioni e colori diversi, apparire, comportarsi e parlare in maniera differente, ma siamo tutti persone.
Nessuna lunga spiegazione. Le cose importanti, viste attraverso gli occhi di un bambino, tornano improvvisamente semplici.
Le cose che contano davvero
È forse qui che il libro rivela la sua natura più profonda. Quella che sembrava una buffa guida illustrata per un nuovo abitante della Terra diventa poco alla volta un piccolo manuale di umanità. Perché se dovessimo spiegare il mondo da zero, che cosa sceglieremmo di raccontare?
Jeffers parte dai pianeti e arriva inevitabilmente a come stare insieme. Alla diversità. Al rispetto degli altri esseri viventi. Al tempo che abbiamo a disposizione e che, ci ricorda, bisogna usare bene perché passerà prima di quanto immaginiamo. E alla gentilezza.
La Terra può sembrare enorme, ma siamo tantissimi ad abitarla. Eppure, ci dice Jeffers, c’è spazio per tutti.
Nell’aprile 2026, durante la missione Artemis II intorno alla Luna, l’astronauta Christina Koch ha osservato la Terra dal finestrino della navicella Orion. Una delle immagini diffuse dalla NASA porta un titolo tanto semplice quanto evocativo: “Spaceship Earth”, la navicella Terra.
Vista da quella distanza, la Terra appare per quello che è: un’unica casa sospesa nell’immensità. Un’immagine sorprendentemente vicina alla prospettiva scelta da Jeffers in Noi siamo qui: siamo miliardi di persone, diverse le une dalle altre, insieme a un numero incalcolabile di altri esseri viventi. Un tempo condiviso e un solo pianeta sul quale trascorrerlo.
Informazioni sul libro

Titolo: Noi siamo qui. Dritte per vivere sul Pianeta Terra
Autore e illustratore: Oliver Jeffers
Casa editrice: Zoolibri
Età di lettura: dai 3 anni
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Copyright: FamilyGO. Foto: Zoolibri




