L’EXPO in un giorno con i bambini: cosa vedere

Letizia Dorinzi, autore di Family Go

Autore:

Tempo necessario: 1 giorno, Weekend

Età bambini:  1-3 anni4-12 anni13-18 anni

Visitare EXPO con i bambini. Un’occasione imperdibile per conoscere nuove culture, per imparare che le risorse alimentari non sono illimitate e che ciascuno di noi ha la responsabilità di compiere piccoli ma indispensabili gesti per salvare il pianeta. Un itinerario tra i padiglioni per la visita di un giorno.

Padiglioni di tantissimi paesi del mondo, spettacoli che animano il decumano, un miscuglio di profumi e spezie, sfilate, laboratori, eventi e una miriade di attività interattive. Expo offre questo a tutti i visitatori, con un’attenzione particolare ai più piccoli che rimangono estasiati dalla visita.

Famiglie benvenute a Expo

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Le famiglie sono le benvenute a Expo, l’organizzazione è sempre stata chiara fin dall’inizio in merito. Passeggini gratuiti a disposizione dei visitatori, bagni con fasciatoi, aree nursery, braccialetti su cui scrivere nome e numero di telefono di mamma e papà in caso di smarrimento, cartine apposite e corsie preferenziali per chi li visita con i passeggini al seguito (leggi qui per saperne di più).

Tantissime nazioni hanno creato percorsi ad hoc e giochi specifici per i più piccoli e il Children park è un vero e proprio paradiso pensato per divertire e stimolare i bambini. Il percorso “ufficiale” per le famiglie si snoda lungo 17 attrazioni, ma in una giornata è impossibile vederle tutte. Inoltre è facile che i bambini si lascino colpire dal fascino di padiglioni che non hanno propriamente una vocazione kid friendly ma riescono comunque a catturare l’attenzione con i colori e i dettagli tecnologici.
Ecco quindi un elenco di quello che si può fare per visitare l’Expo in un giorno con i bambini. Ho tenuto conto dei consigli di Expo per le famiglie, dell’esperienza personale con i miei bimbi, del fattore file – che sono molte – e del clima. Perché il caldo torrido incide molto sulla visita, inducendo a prediligere alcuni padiglioni al posto di altri.
Inoltre ho stilato la lista in base alla posizione delle attrazioni, componendo un itinerario logico che parte dall’ingresso principale. Esiste comunque una navetta gratuita che permette di spostarsi comodamente sul circuito dell’esposizione per raggiungere la zona dei padiglioni desiderati o passare da una parte all’altra del decumano rapidamente.
Per fare in modo che la visita non si trasformi in un tour de force tra mille padiglioni ma sia una giornata memorabile per tutti. Pochi padiglioni ma buoni, insomma.

1- Padiglione Zero

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Dipende da dove si entra a Expo, ma questo è il primo padiglione che si incontra se si accede dagli ingressi Ovest principali (Triulza e Fiorenza) accanto alla stazione ferroviaria e metropolitana di Rho Fiera. Può piacere o meno ma saltarlo è un po’ come cominciare un libro dal secondo capitolo.
Si entra e si rimane incantati da una parete simile a quella delle vecchie biblioteche con mille e più cassettini e subito dopo si assiste a un filmato che ripercorre la storia dell’alimentazione dalle origini a oggi.

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Pareti con semi e legumi da riconoscere, immagini luminose che rappresentano frutta e verdura, animali bianchi a grandezza naturale, alberi che “bucano” il tetto, plastico dell’evoluzione dalla campagna alla città, mulino gigante, cestini appesi in aria e molto altro. Un padiglione che introduce e crea aspettativa per tutto quello che verrà.

2 – Brasile

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L’età incide molto sull’indice di gradimento del padiglione dedicato al Brasile e l’ho potuto testare di persona sui miei figli. Dai 6-7 anni in su risulta il primo padiglione in classifica proprio per il pavimento in rete su cui si può camminare. I bambini sotto i cinque anni possono accedere solo se accompagnati (e in braccio) ed è facile che si spaventino, perciò è importante valutare se la fila vale la candela proprio in base all’età dei propri figli. L’idea di camminare sopra la testa di chi visita il piano sottostante è affascinante, devo ammetterlo. Nello scegliere se mettersi in fila, tenete conto che è una coda che scorre abbastanza velocemente anche se sembra lunga. La prima rete è dove si accalca la maggior parte della gente, poi chi si stufa (gli adulti in genere) sceglie di saltare la seconda rete e di procedere sulla passerella. I bambini invece probabilmente chiederanno di fare un altro giro e la seconda rete può quindi durare all’infinito.

3 – Corea

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Uno dei padiglioni più spettacolari e scenografici, anche se non propriamente pensato per i bambini. Si viene accolti da una parete piena di scritte, dove è possibile lasciare anche la propria firma. E poi si viene catapultati in un mondo pieno di immagini ed effetti davvero magnifici. Non tutti i padiglioni trattano l’argomento sostenibilità e responsabilità mentre credo che per i bambini questo sia uno dei temi più importanti. E la Corea, da questo punto di vista, ha fatto centro. L’immagine del piccolo denutrito che fissa negli occhi rimane forse l’insegnamento più prezioso. Che cosa si può fare perché tutti abbiano da mangiare?

4 – Children Park

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Siamo quasi a metà Decumano, magari la parata di Foody che si svolge ogni giorno in due orari (teoricamente alle 12 e alle 16 ma gli orari possono variare in base alle diverse attività, meglio chiedere sempre all’infopoint all’ingresso) ha entusiasmato i bambini che vogliono quindi continuare a giocare in un ambiente dedicato esclusivamente a loro. Il Children Park è il loro regno, uno spazio bellissimo progettato da Reggio Children.
Il parco si divide in 8 aree, il percorso completo dura circa 45 minuti. All’inizio e alla fine ci sono zone verdi in cui è possibile fare un picnic, compatibilmente con il sole. Nonostante il caldo e la passeggiata per raggiungerlo, interamente sotto il sole, qui si ha davvero una sensazione di benessere. E’ un po’ come staccare la spina e dedicarsi interamente ai propri figli. I bambini possono accedere soltanto se accompagnati. Non è una questione soltanto di sicurezza ma anche di desiderio che bambini e genitori possano passare del tempo di qualità insieme.

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Si parte dalle campane aromatiche per distinguere i vari odori, poi si passa alla bellissima attività “goccia a goccia”. Si procede con il Micro-macrocosmo, che mette in relazione il nostro peso con quello delle creature presenti in natura. Poi c’è la piazza del palco dove vengono trasmessi dei filmati ed è possibile sedersi e rilassarsi. Seguono “Il pulsare della vita” dove i bambini si trasformano in alberi ed “Energia a pedali” dove, in sella a una bici, si azionano delle fontane. “La pesca dei messaggi planetari” ha un significato molto bello. Ogni bambino pesca un messaggio e ne lascia in cambio un altro. Mi sono fermata a leggere alcuni messaggi e li ho trovati straordinariamente profondi nella loro semplicità. Infine l’orto gigante dove ci si può nascondere o arrampicare. E una sosta nei bagni qui è davvero d’obbligo.

5 – Azerbaijan

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Questo è stato un ripiego visto che la coda all’ambitissimo Kazakistan era infinita e i bambini (ma non solo) non erano dell’idea di stare fermi 50 minuti sotto il sole. Invece il padiglione che celebra la biosfera e la cultura di questo paese si è rivelato bellissimo, con un pentagramma animato (perché la tradizione musicale dell’Azerbaijan è patrimonio UNESCO) strumenti a corda da suonare, fiori di tanti colori da toccare e la bellissima sfera che si affaccia sul decumano sovrastata da un albero di melograno interattivo. Qui è possibile conoscere e apprezzare la cultura del Paese. Come nel caso della Corea, non è un padiglione propriamente Kid friendly ma proprio grazie ai suoi colori, alle strutture interattive e alla sua originalità è sicuramente uno di quelli che ha colpito maggiormente i bambini.

6 – Svizzera

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Il padiglione che forse più di tutti aiuta a capire che le risorse sono esauribili e che quindi abbiamo la responsabilità di consumarle in maniera responsabile e intelligente è quello della Svizzera. Ed è sicuramente uno dei padiglioni più interessanti per i bambini. Sulla torre a quattro piani troneggia la scritta “Ce n’è per tutti?”. Ogni piano è stato riempito con scorte di caffè, sale, acqua (sotto forma di bicchieri da riempire) e sacchettini con mele secche.

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Ciascun visitatore può prendere tutto quello che vuole, con la consapevolezza che quando le scorte finiranno, non rimarrà più nulla per i visitatori successivi. Le torri infatti non verranno riempite di nuovo e il quarto piano è già esaurito. Una lezione concreta e tangibile che consente di visualizzare il concetto con un’efficacia immediata che vale più di mille parole. Bella anche l’installazione del Gottardo con le goccioline che cadono dall’alto e davvero coinvolgenti i giochi interattivi. La Svizzera ha adottato un sistema intelligente per smaltire la coda alle Torri. Si può prendere il biglietto con l’orario indicato.

7 – Austria

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L’Austria ha un padiglione piccolo ma davvero carino. Sembra di entrare in una foresta, con i nebulizzatori di acqua che rinfrescano. La sensazione, dopo la calura della giornata, è tra le più gradevoli e rigeneranti che si possano provare. Corona in cartone per i bambini all’ingresso, nella migliore tradizione kid-friendly austriaca e telescopi da puntare sulle diverse piante per imparare a conoscerle meglio. Una lavagna a forma di ruota su cui lasciare le proprie impressioni e pulsanti da schiacciare per vedere l’effetto dell’aria nell’acqua. Un’immersione nella natura che, dopo tanto camminare, è davvero un toccasana.

8 – Qatar

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Quello del Qatar è un altro padiglione esplicitamente per bambini, con un’area gioco a loro dedicata. Qui si impara a conoscere il Paese proprio a partire dai cibi tipici, grazie a una tavola imbandita con piatti principalmente a base di riso, agnello e pesce. Il caffè è la bevanda tipica che viene servita in continuazione, fino a quando il commensale non agita la tazzina facendo capire di non volerne più. Segue poi una specie di labirinto nel buio in cui vengono mostrate le immagini del Paese. Infine è possibile immergersi nella cultura quatariota con riproduzioni di bazar tipici; i bambini possono vestirsi da arabi o, solo le femmine, farsi fare un tatuaggio con l’henné. Un modo bellissimo per viaggiare e conoscere da vicino un’altra cultura senza prendere l’aereo.

INFORMAZIONI UTILI

I padiglioni che possono interessare i bambini sono ovviamente tantissimi, ma in una giornata è davvero impossibile vederli tutti. Noi siamo tornati due volte e alla prima visita siamo riusciti a vedere solamente 4 padiglioni perché l’entusiasmo era molto e i bambini volevano ripetere più volte alcuni percorsi. Sicuramente lo spettacolo serale dell’Albero della vita è magnifico e, compatibilmente con l’età e la stanchezza di tutti, vale la pena dedicare a Expo tutta la giornata fino alla sera per poterlo ammirare.
Tuttavia, da sapere che per una famiglia con bambini sotto i 10 anni, può essere faticoso trascorrere più di 10 ore all’interno dell’esposizione.
A mio avviso la bellezza di Expo non sta solo nei padiglioni ma nell’atmosfera internazionale che si respira ed è anche bello godersela senza voler strafare.
All’interno dell’esposizione ci sono molti erogatori gratuiti dell’acqua, una tappa fondamentale nei giorni estivi.

Raggiungere Expo è molto facile dalle stazioni e dagli aeroporti di Milano.
Per chi volesse arrivare in auto, il parcheggio va prenotato con il numero di targa anche se presentandosi al momento noi abbiamo sempre trovato posto. Da pochi giorni a questa parte, chi presenta il biglietto del parcheggio pagato può ricevere un ingresso serale aperto del valore di 5 euro.
Altre info per raggiungere EXPO le trovate qui

Buona visita a tutti!
www.expo2015.org/it

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