Natura e piccoli mondi autentici: in Friuli Venezia Giulia si rallenta davvero

Friuli Venezia Giulia con bambini natura
Margherita Grotto, autore di Family Go
Tempo necessario: 1 giorno, Weekend
Età bambini:  1-3 anni4-12 anni13-18 anni

I magredi, le Grotte di Pradis e il sito UNESCO del Palù di Livenza, fino al borgo di Polcenigo: un viaggio nel Friuli Venezia Giulia occidentale fatto di natura, esperienze e tradizioni da vivere in famiglia. Qui si rallenta davvero, passeggiando per fattorie, paesaggi insoliti e micromondi che ruotano intorno a piccoli paesi, dove il tempo segue ancora il ritmo dei gesti e delle tradizioni.

Ci sono regioni che si visitano, e altre che si scoprono un po’ alla volta, entrando piano, con rispetto, nelle loro storie.
Il Friuli Venezia Giulia, per noi, sta diventando proprio questo: un luogo in cui tornare con passo delicato, un luogo ogni volta diverso, ogni volta sorprendente. Ce ne stiamo profondamente innamorando.

Dopo il mare, la montagna e le città, questa volta siamo partiti alla ricerca del suo lato più “ancestrale e storico”: quello fatto di natura aperta ed esperienze concrete e artigianali in veri e propri ecosistemi in miniatura, dove le tradizioni si intrecciano, letteralmente.

Tra i Magredi, le distese di prati a nord-est di Pordenone; le Grotte di Pradis, opera millenaria di acque e corrosione carsica; il sito UNESCO di Palù di Livenza e un antico mulino a Polcenigo, ci siamo accorti che qui il tempo cambia ritmo. E anche noi con lui.

Gelindo dei Magredi: vita di fattoria

pony bambine gelindo dei magredi
A Gelindo dei Magredi ci si prende cura degli animali © M. Grotto

Gelindo dei Magredi è una realtà a conduzione familiare a Vivaro, a nord di Pordenone, che è di tutto un po’: un country resort con agriturismo, alloggi, campeggio, maneggio, piscina, attività didattiche in fattoria, nonché struttura aderente al Club di Prodotto Family Friuli Venezia Giulia, “a misura di bambino”.

Appena arrivati, le bambine erano già con le mani nella paglia. Con il tuttofare “e mattatore” Donatello, hanno spazzolato un pony, dato il latte a un vitellino, raccolto le uova ancora tiepide di galline felici, accarezzato i conigli, portato a passeggio le capre per la fattoria. Noi dietro, a osservare quanto tutto fosse così naturale.

uova bambine gelindo dei magredi
Raccolta di uova da Gelindo dei Magredi © M. Grotto

Immancabile il giro in carrozza con il cavallo Rocco. Il paesaggio dei Magredi – biotopo di prati magri che si estendono nell’area in cui si incontrano i greti del Cellina, del Meduna e del Colvera – scorre lento. Dalla carrozza si raccolgono fiori di acacia e ci si ferma accanto alle serre di Gelindo per raccogliere cespi di insalata. Si torna con il piccolo bottino che consegniamo direttamente alla cuoca per ritrovare il tutto, la sera, nel piatto. È una soddisfazione semplice, ma resta.

Accanto a queste esperienze, Gelindo dei Magredi propone anche attività più strutturate, come cacce al tesoro nel podere, laboratori dedicati agli insetti impollinatori o ai cereali, camminate con l’asino: un modo concreto per avvicinare i bambini alla natura.

Ed è proprio qui che nasce un’idea interessante anche per l’estate: la giornata in fattoria. Una pausa diversa durante una vacanza più lunga, al mare o in montagna, per cambiare ritmo, paesaggio e vivere qualcosa di speciale in un ambiente rurale.

Grotte di Pradis: si scende dentro la terra e nella storia

Grotte di Pradis
Grotte di Pradis © M. Grotto

Sulle prime pendici delle Prealpi Carniche, a ovest del Tagliamento, alle Grotte di Pradis si scende davvero (ma poi si risale, eh!), per 207 gradini. Non solo dentro la terra, ma anche nel tempo.

Nelle cavità di Clauzetto (un’ora da Pordenone e da Udine), abbiamo iniziato la visita affacciandoci sulla forra scavata dal torrente Cosa: un taglio profondo nella roccia, modellato lentamente dall’acqua e dal carsismo nel corso di migliaia di anni. È il racconto di trasformazioni lentissime: la roccia che si dissolve impercettibilmente, i massi trasportati dall’acqua, le cavità che si aprono a più livelli.

Il percorso alterna scalinate, passerelle e punti panoramici, fino ad arrivare a un suggestivo anello che attraversa il torrente e permette di osservare questo paesaggio da prospettive diverse. È come avere davanti un libro aperto sulla geologia, ma senza bisogno di spiegazioni complicate: basta guardarsi intorno.

museo grotta pradis orso delle caverne e bambine
La ricostruzione dell’orso delle caverne al Museo della Grotta © M. Grotto

Poco distante, il Museo della Grotta completa e dà senso a quello che si è appena visto. Aperto al pubblico nel 2001, raccoglie reperti e testimonianze che raccontano la frequentazione di queste cavità da parte dell’uomo e degli animali fin dalla preistoria. Siamo in un sito utilizzato già nel Paleolitico medio e superiore, e questa consapevolezza cambia completamente lo sguardo.

Le bambine si sono fermate a lungo davanti alla riproduzione dell’orso delle caverne, di cui si sono ritrovati i resti nelle cavità dell’altopiano. Un momento che le ha colpite davvero, soprattutto alla luce delle pagine di preistoria studiate dalla 9enne nell’anno scolastico in corso. Vedere, riconoscere, collegare: tutto diventa più concreto, più vicino, più curioso.

Palù di Livenza: la preistoria si costruisce con le mani

palafitte mamma papà e bambina
Costruzione di una mini palafitta a Palù di Livenza © M. Grotto

Per continuare a vestire i panni di “esploratori preistorici” ci siamo diretti a Palù di Livenza dove abbiamo trovato acqua, vegetazione, spazi aperti. E sotto, una storia antichissima.

Siamo in un sito palafitticolo patrimonio UNESCO, un’area umida che si estende nel bacino naturale compreso tra l’Altopiano dei Cansiglio e la collina del Longone dove sfociano le sorgenti della Livenza, attraversando i comuni di Caneva e Polcenigo. È uno di quei luoghi in cui la preistoria affiora tra il terreno e l’acqua. Ad accompagnarci in questa esperienza pensata per le famiglie è stata Eupolis, realtà che si occupa di didattica esperienziale e valorizzazione del patrimonio culturale, che dal 2 giugno proporrà ufficialmente questa nuova esplorazione giocosa lungo le risorgive per conoscere il passato, il presente e… dialogare con il futuro.

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Esplorare giocando il sito palafitticolo UNESCO Palù di Livenza © M. Grotto

Con il progetto europeo Learn Out – coordinato da Lis Aganis – Ecomuseo delle Dolomiti Friulane e pensato per imparare attraverso l’esperienza diretta – i piccoli entrano subito in gioco. Si osserva, si tocca, si prova. Le bambine si sono messe all’opera per scoprire, con corda e metro, gli eventi storici più significativi di questo luogo e costruire una piccola palafitta: legno, incastri, tentativi. Niente di perfetto, ma tutto estremamente concreto.

E mentre lavoravano, la storia prendeva forma senza bisogno di spiegazioni lunghe. Un modus operandi che piace.

Il borgo di Polcenigo: un “micromondo” che si lascia scoprire piano

Polcenigo
Polcenigo © D. Solerti

A pochi passi da Palù di Livenza si erge Polcenigo, uno dei Borghi più belli d’Italia.

Qui lo definiscono “scrigno verde”. E il motivo è chiaro: questo territorio racchiude una concentrazione sorprendente di paesaggi e storie. Le sorgenti della Livenza, il Gorgazzo con le sue acque profonde e misteriose, il Palù, per l’appunto, la foresta del Cansiglio poco distante. Tutto è attraversato dall’acqua, dal verde, da una natura che cambia continuamente forma.

Ma Polcenigo si capisce davvero entrando nei suoi dettagli.

Noi lo abbiamo fatto visitando il Molino Sanchini, ora non più in attività. L’edificio, nato già nel Quattrocento come follo da panni – dove la lana veniva lavorata grazie alla forza delle ruote idrauliche – nel tempo è diventato anche segheria e mulino. Una storia lunga, fatta di trasformazioni, sempre guidate dall’energia del Gorgazzetto che scorre accanto.

Dopo anni di abbandono, è stato recuperato e oggi è tornato a vivere ospitando attività, laboratori e l’Associazione Borgo Creativo.

intreccio cestini polcenigo
Intrecciando cestini al Molino Sanchini © M. Grotto

Una curiosità? A Polcenigo c’è un’attività, l’intreccio, che ha radici profonde, legate alla vita contadina, quando cesti e cestini erano strumenti indispensabili per il lavoro nei campi e durante la vendemmia. Una tradizione che è stata recuperata e portata avanti nel tempo, fino a diventare ancora oggi un sapere vivo, insegnato e condiviso.

Noi lo abbiamo scoperto proprio dentro il Molino Sanchini, dove ci siamo messi a intrecciare a nostra volta. Seduti attorno al tavolo, e guidati da Michele, maestro cestaio, abbiamo provato a costruire piccoli cestini, seguendo gesti semplici ma precisi.

Le bambine concentrate, noi accanto, senza fretta. Un intreccio dopo l’altro, fino a portare a casa qualcosa di utile, imperfetto, ma fatto con le nostre mani.

Sia Palù di Livenza sia il Mulino Sanchini fanno parte della rete ecomuseale di Lis Aganis che valorizza il patrimonio storico, ambientale e culturale del territorio.

Dove mangiare nei dintorni con i bambini

cuoco e Gelindo all'agriturismo da gelindo dei magredi
Show cooking a tema “asparagi” da Gelindo dei Magredi © M. Grotto

In queste zone anche a tavola si assapora il Friuli Venezia Giulia più naturale e genuino.

Da Gelindo si mangia quello che arriva dalla terra e dal lavoro quotidiano. In questo periodo gli asparagi sono protagonisti, raccontati e cucinati davanti agli ospiti e accompagnati da vini locali.

Alla Locanda da Nati, ad Arba – a metà strada tra le Grotte di Pradis e Palù di Livenza – l’atmosfera è accogliente e rilassata. Piatti casalinghi ma curati, che funzionano anche con i bambini.

Entrambe le strutture aderiscono alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia e sono inserite tra i Luoghi del gusto a misura di famiglia, la rete regionale che valorizza ristoranti e produttori attenti alle esigenze delle famiglie, con servizi dedicati, menù adatti ai più piccoli e ambienti accoglienti.

In sintesi: cosa vedere nel Friuli Venezia Giulia occidentale con i bambini

Bambine in Friuli Venezia Giulia
Con i bambini in Friuli Venezia Giulia: Palù di Livenza © M. Grotto

Ecco le esperienze che secondo noi di FamilyGO meritano davvero una tappa in questo angolo sorprendente del Friuli Venezia Giulia, dove si rallenta tra fattorie, grotte, borghi e attività da fare insieme in famiglia:

– Vivere la fattoria e gli animali a Gelindo dei Magredi, a Vivaro tra pony da spazzolare, vitellini da accudire, galline, caprette e giri in carrozza nei paesaggi dei Magredi. Bellissime anche le attività pensate ad hoc per bambini, dalle cacce al tesoro ai laboratori sugli insetti impollinatori.

– Entrare nelle Grotte di Pradis e Museo della Grotta, un’esperienza che conquista i bambini, tra passerelle sospese, gradini nella roccia, forre scavate dall’acqua e il suggestivo incontro con la preistoria, grazie anche alla ricostruzione dell’orso delle caverne.

– Partecipare alle attività esperienziali al Palù di Livenza, il sito UNESCO dove la preistoria diventa concreta e si impara facendo, costruendo piccole palafitte, osservando le risorgive.

– Scoprire il borgo di Polcenigo e il Molino Sanchini: acqua, antichi mestieri e tradizioni ancora vive, come il laboratorio di intreccio dei cesti guidato dai maestri cestai.

Maggiori informazioni

Idee per attività, visite, laboratori e molto altro sono consultabili sul sito ufficiale del Friuli Venezia Giulia.

Per dormire potete invece scegliere una delle strutture che fanno parte del circuito Family Friuli Venezia Giulia.

 

Copyright FamilyGO. Foto di Margherita Grotto; Davis Solerti

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