Pino Cremino e l’antica crema fritta di Chioggia: dolce assaggio della città e dei suoi dintorni

Tipico Bragozzo di Chioggia
Germana Cabrelle, autore di Family Go
Tempo necessario: Weekend, 1 giorno
Età bambini:  1-3 anni4-12 anni13-18 anni

Ha un profumo invitante di vaniglia che si sente a distanza e si sparge nell’aria che arriva dal mare. Ha il colore caldo del sole, un bel giallo dorato come i girasoli d’estate. È a forma di rombo, come un aquilone. Ma soprattutto è buona e si mangia volentieri come spezzafame. Stiamo parlando della crema fritta di Chioggia!

La crema fritta è la ghiotta merenda tipica di Chioggia, dall’aspetto croccantino da fuori e il cuore dolce e tenero all’interno. Uno storico indirizzo dove gustarla è il chiosco Cremeria da Roberto, di Marianna Zennaro, presente dal 1948 in Piazzetta XX settembre, a fianco del municipio.

La tradizione della crema fritta a Chioggia     La crema fritta a Chioggia

Qui, proprio sotto l’inconfondibile gigantesca insegna tridimensionale, fino a giugno si possono acquistare i rombi di creme fritte, al costo di € 1,50 al pezzo. Poi, durante l’estate, i fornelli si spengono e si accendono i frigoriferi per il gelato artigianale, preparato come faceva nonna Antonia nel 1947, che ha tramandato segreti e passione e ancora oggi, alla bella età di 100 anni, aiuta in laboratorio a montare la panna.

Pino Cremino, il personaggio che invita a un assaggio

La crema fritta a Chioggia, Pino Cremino     La crema fritta a Chioggia

Per quanto riguarda la crema, ci sono anche dei coni da passeggio riempiti di 6 pezzi di creme mignon – quelle preferite dai bambini – che si chiamano simpaticamente Pino Cremino e il cartoccio costa € 3,50. Squisitezze che si sciolgono in bocca, perché tutti i prodotti sono freschissimi, preparati giorno per giorno e fritti sul momento, proprio davanti agli occhi dei clienti.

Gli ingredienti sono quelli della classica crema pasticceria ossia latte, uova, zucchero e farina 00, aromatizzato con vanillina e limone.

La crema fritta a Chioggia, procedimento

Cominciamo a friggere dal primo pomeriggio alle 14 e finiamo alle 20 di sera” – spiega Marianna, orgogliosa di proseguire questa tradizione di arte bianca insieme alla cugina Romina e il figlio Gabriele.

Il segreto per la preparazione di un’ottima crema fritta è la consistenza. Lo spessore, invece, è dato dallo stampo, placca o teglia, dove viene adagiata ancora bollente e subito passata nell’abbattitore di temperatura. Poi una volta raffreddata e diventata solida, viene tagliata a rombi e fritta.  Il passaggio più importante e delicato è proprio la friggitura, che al chiosco di Chioggia fanno senza panatura: la crosticina sulla superficie è data unicamente dalla temperatura dell’olio. “Utilizziamo la friggitrice a immersione e l’olio di arachide – spiega la titolare – perché siamo molto attenti alla salute del cliente e alla nostra”.

Un assaggio anche di Chioggia, la piccola Venezia

Scorcio di Chioggia     Tipico Bragozzo di Chioggia

L’assaggio delle creme fritte a Chioggia può essere l’occasione per visitare questa pittoresca cittadina che viene chiamata “la piccola Venezia” per le case colorate, le barche ormeggiate e i canali che la attraversano dove è facile scorgere il bragozzo, il tipico peschereccio interamente decorato con figure sacre e dipinti allegorici.

Le palafitte o trabocchi dei pescatori a Chioggia     Bossolà, il pane tipico di Chioggia

Prenotando è possibile fare un’escursione in laguna. Passeggiando per il corso principale del centro è facile riconoscere anche un altro simbolo tipico che associa Chioggia a Venezia: la scultura del gatto sopra la colonna, così come Venezia ha il leone alato di San Marco.

A Chioggia si può anche acquistare il pane tipico che si chiama bossolà fatto a cerchi come dei croccanti braccialetti. Spostandosi di un paio di chilometri, si arriva a Sottomarina, la parte balneabile di Chioggia con la lunga spiaggia di sabbia finissima. Qui si può camminare lungo la diga per respirare l’aria terapeutica del mare fino a raggiungere il faro. Durante il percorso a piedi si ammirano da vicino le palafitte in legno dei pescatori.

Isolaverde, la lavanda e l’Oasi di Porto Caleri

Oasi naturalistica Porto Caleri     Campi di Lavanda Polesana

Appena fuori da Sottomarina si trova la località Isolaverde, così chiamata per l’abbondante presenza di orti dove si coltiva il famoso radicchio di Chioggia, tondo e rosso come un cuore. Percorrendo la strada fiancheggiata da pioppi si raggiunge il camping Villaggio Isamar, che si trova proprio all’interno delle due foci dei Fiumi Brenta e Adige, che si immettono nel Mare Adriatico.

Se invece si vuole proseguire in direzione Rosolina, sconfinando in provincia di Rovigo, nella bella stagione si possono vedere in tutto il loro colore violetto i campi di lavanda dell’azienda agricola Lavanda Polesana in località Ca’ Mello. Dopo alcuni chilometri si giunge alla meravigliosa Oasi naturalistica di Porto Caleri, un orto botanico spontaneo a cielo aperto con piante che crescono tra dune e pineta. Lo spettacolo è dato dal percorso di passerelle in legno sulle quali si cammina sopra il mare ammirando il paesaggio marino tutto intorno. E dove si possono vedere i fenicotteri in volo.

 

Copyright: FamilyGO. Foto di Germana Cabrelle

 

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