Dieci secoli di Fiera di Sant’Orso: ad Aosta vanno in scena la tradizione e le eccellenze del territorio

Erika Fasan, autore di Family Go
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Tempo necessario: 1 giorno, Weekend
Età bambini:  4-12 anni

Venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 il Borgo Medievale di Aosta accoglie la 1026° edizione della Fiera di Sant’Orso, la più antica delle Alpi. Dieci secoli di tradizione, per una festa che celebra l’artigianato e le eccellenze del territorio. Un ricco programma di attività, alcune anche per i bambini.

Dieci secoli di storia sono di per sé una garanzia. Stiamo parlando della Fiera di Sant’Orso di Aosta, la più antica delle Alpi, che quest’anno celebra addirittura la 1026° edizione. Appuntamento venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 con oltre mille artigiani a esporre le proprie opere lungo le vie del Borgo Medievale della città.

È infatti nell’artigianato tipico e nelle sue opere d’arte che si cela l’essenza più pura della Valle d’Aosta e dei suoi abitanti: la capacità dell’arte manuale di trasformare la materia viva che la “gente di montagna” di queste parti possiede da sempre. Sicuramente dall’Anno Mille, in cui la Fiera di Sant’Orso prende vita e da cui trae il nome, appunto, di “Millenaria”.

Un traguardo quest’anno ancora più importante se pensiamo che la città di Aosta ha compiuto nel 2025 ben 2050 anni! Un compleanno celebrato proprio il giorno del Solstizio d’Inverno nel quale, come volle Augusto, il sole sorge perfettamente allineato all’antico Cardo Maximus, corrispondente all’attuale via Croce di Città.

La Fiera di Sant'Orso di Aosta © E. Romanzi
La Fiera di Sant’Orso di Aosta © E. Romanzi

Ma chi è questo Sant’Orso cui la fiera è dedicata? Non certo uno di quei Santi che riconosciamo immediatamente nel calendario: probabilmente un eremita irlandese, vissuto tra IV e V secolo, presbitero della Chiesa di San Pietro (oggi collegiata dei Santi Pietro e Orso) in Aosta. Una tradizione locale vede Orso impegnato, proprio durante i giorni più freddi dell’anno a fine gennaio, nella fabbricazione di sabot in legno da regalare ai poveri che da lui accorrevano per salvarsi dal gelo. Nasce forse proprio da qui, il legame tra il nome del Santo e l’artigianato valdostano.

Il programma 2026

Ricco, come da tradizione, il programma di questa edizione:

La Fiera di Sant'Orso di Aosta © E. Romanzi
La Fiera di Sant’Orso di Aosta © E. Romanzi

mercatini dove apprezzare tutte le eccellenze del territorio
– padiglione dedicato all’enogastronomia in piazza Plouves
– “Atelier des métiers”, mostra-mercato a cielo aperto che accoglie nella centrale piazza Chanoux i migliori artigiani professionisti della regione Valle d’Aosta
– “Veillà” (in dialetto valdostano “veglia”), la notte bianca tra il 30 e il 31 gennaio, una grande festa che anima le vie del centro con cori che improvvisano concerti e gruppi folkoristici che si esibiscono in brevi spettacoli, mentre ci si scalda sorseggiando del vin brulé o del brodo caldo. Possibilità di andare alla scoperta dell’Aosta sotterranea.

La Fiera di Sant'Orso di Aosta: artigianato © E. Romanzi
La Fiera di Sant’Orso di Aosta: artigianato © E. Romanzi

E per i bambini? La possibilità, unica, di partecipare a una tradizione millenaria, di scoprire mestieri spesso dimenticati, di sapere qualcosa di più della propria storia. E sentirsi parte, in una cornice davvero suggestiva, di qualcosa di grande.

Per informazioni turistiche:

www.lasaintours.it/
www.lovevda.it

 

Copyright: FamilyGO. Foto: Valle d’Aosta, Enrico Romanzi.

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