In Puglia tra canyon e maioliche: viaggio con i bambini nella Terra delle Gravine

Gravina di Laterza
Erika Fasan, autore di Family Go
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Tempo necessario: 1 settimana
Età bambini:  0-12 mesi1-3 anni4-12 anni13-18 anni

Viaggio in famiglia a Laterza e dintorni, in Puglia. Nella Terra delle Gravine – quei profondi canyon che solcano il terreno carsico – alla scoperta di storia, tradizioni e ottima cucina. Tra eleganti maioliche e delfini, passeggiate a cavallo e villaggi rupestri, ecco cosa fare e cosa vedere con i bambini.

Di solito si costruisce per essere attrattivi dal punto di vista turistico. Noi tutto quello che possediamo lo abbiamo ricevuto in dono dalla natura“. Inizia così, con le parole del sindaco di Laterza – 15.000 abitanti in provincia di Taranto – il nostro viaggio alla scoperta delle Terre delle Gravine.

E’ una Puglia che non ti aspetti, quella quasi sul confine con la Basilicata: condivide un’anima rupestre con la vicina Matera, ma soprattutto è altro dall’oleografia tradizionale pugliese. Non è, o non è solo, lo scoglio o la spiaggia di sabbia bianca che vuole evocare atmosfere tropicali. Non è stabilimenti balneari alla moda o movida notturna: è riscoperta del territorio e delle sue tradizioni, è bellezza non banale, da cogliere solo con una osservazione più attenta.

Magari fuori stagione, quando il turismo di massa lascia spazio a viaggiatori curiosi e motivati…

Laterza: la città affacciata sul canyon…

Gravina di Laterza     La cittadina di Laterza

Laterza, cuore del nostro viaggio di inizio autunno in terra pugliese, è antico borgo di case imbiancate a calce (non bianche lattee come quelle di Ostuni, ma la luminosità è la stessa) sviluppate su più livelli attorno a luoghi simbolo della secolare civiltà contadina, come la Fontana dei Mascheroni che sorge su un antico acquedotto romano.

A renderla speciale la posizione strategica sul ciglio di una delle più grandi e importanti gravine d’Europa, la Gravina di Laterza appunto, che si spinge fin nel cuore della città. Un vuoto che si fa strada là dove ti aspetteresti ancora strade e case, una natura che si impone su tutto quello che è antropizzato e ci ricorda che alla fine vince sempre lei!

Laterza, foto Gaia Antenucci     

Ma la gravina vera e propria, lunga ben 12 km, si lascia ammirare fuori dal borgo abitato, dove le case bianche cedono il posto a distese di ulivi che si spingono fin sul ciglio del canyon. Spiazzante il senso di vuoto di fronte a crateri così ripidi e profondi (230 metri di altezza!), altrettanto grande la suggestione: il silenzio rotto solo dal vento, la bellezza selvaggia dei panorami e la sensazione di essere solo uno (e nemmeno il più importante!) dei beneficiari di tanta maestosità. La gravina, scrigno di biodiversità dall’inestimabile valore, è infatti anche sede di una Oasi Lipu e si lascia ammirare lungo diversi sentieri, alcuni a portata di famiglie.

…e la città della maiolica

Laterza, foto Gaia Antenucci     Laterza maioliche

La seconda anima di Laterza è quella legata all’arte della ceramica: ne è cuore l’antico Palazzo Marchesale che ospita, oltre all’infopoint, il  Museo della Maiolica di Laterza MUMA. Il museo, che si sviluppa attorno alla donazione dell’imprenditore barese Riccardo Tondolo, è un inno all’eleganza, quella della decorazione tipica delle maioliche laertine: fondo bianco e disegni turchini che raccontano miti, leggende e scene di vita dell’aristocrazia locale.

Il bello di Laterza è che la maiolica esce anche dal contesto museale e si riversa con la sua eleganza colorata praticamente in ogni angolo della città. Sono molte le abitazioni private decorate con le tipiche formelle o con altri decori (dai merletti agli oggetti in legno alle coordinate geografiche in codice morse affisse sulle pareti delle case) regalando al visitatore la sensazione di passeggiare in un luogo d’altri tempi, vezzoso e curatissimo.

La cittadina di Laterza     Museo della Maiolica di Laterza

Merito di tutto ciò va ai privati cittadini, ma anche all’opera infaticabile della Pro Loco impegnata in un progetto di recupero e valorizzazione delle tradizioni e della cultura contadina (si veda anche l’omonimo museo affacciato sulla gravina) e di giovani artisti dediti alla riscoperta e alla reintepretazione del patrimonio figurativo. Tra questi segnaliamo MesoLab Ceramics, laboratorio sperimentale di ceramica immerso nell’incantevole scenario della “vecchia” Laterza, con l’annessa galleria Grottega (che propone oggetti d’arredamento e gioielleria). In programma anche laboratori per bambini.

Se volessimo trovare un’altra chiave di lettura di Laterza, questa potrebbe sicuramente essere quella religiosa. C’è infatti  una sorta di via della fede che attraversa la città congiungendo il Santuario Mater Domini e l’attigua cripta dedicata a Santa Ciriaca, la chiesa di San Lorenzo martire nel cuore del borgo antico e le moltissime chiese rupestri (scavate nella roccia o ricavate in grotte e caverne già esistenti) disseminate nel territorio. Laterza è anche tappa del Cammino Materano della Via Ellenica che porta i pellegrini da Brindisi a Matera.

Ancora gravine: le sacre rappresentazioni di Ginosa

Gravina di Ginosa     Gravina di Ginosa

Più antropizzata, ma altrettanto suggestiva, la Gravina di Ginosa che circonda come un verde abbraccio l’intero antico abitato. Stiamo parlando di quel paesaggio indefinibile, a metà strada tra il lunare e il presepiale, che ha fatto da sfondo, tra gli altri, al Vangelo secondo Matteo di Pasolini e che ancora oggi è teatro di una sentitissima Passione di Cristo.

A differenza della Gravina di Laterza, infatti, quella di Ginosa ospita un antichissimo villaggio rupestre liberamente visitabile e numerose chiese rupestri nelle quali i monaci basiliani trovarono rifugio dopo la caduta dell’Impero Romano d’Oriente. Dopo l’alluvione del 2013 l’antico abitato affacciato sulla gravina è stato abbandonato e questo indubbiamente ha contribuito al fascino un po’ spettrale, ma di sicuro effetto, del luogo.

Tra storia e natura: cosa vedere nei dintorni di Laterza

Dintorni di Laterza, Castello Aragonese     Museo Archeologico MARTA

Sono una cinquantina i km che separano Laterza dal capoluogo, Taranto, bellissima città costiera il cui borgo antico è dominato dal Castello Aragonese. Percorriamo le strade che costeggiano il mare, ci immergiamo nel centro storico e la nostra meta è il Museo Archeologico MARTA, tra i più significativi in Italia.

Il nostro è un viaggio nella Magna Grecia, di cui la città era indubbia capitale, attraverso reperti di vita quotidiana, gioielli (splendida la raccolta gli “Ori di Taranto“), coloratissimi mosaici, tombe e suppellettili funerarie. Uno su tutti, l’omaggio all’Atleta di Taranto (probabilmente un campione olimpico), l’unico sportivo del mondo greco di cui sia stata interamente recuperata la sepoltura. Il viaggio proposto dal MARTA passa anche per la preistoria, il mondo etrusco (con la riproduzione in scala naturale del complesso funerario di Vetulonia) e quello alto medievale.

Avvistamento delfini con Master Wave,     Avvistamento delfini con Master Wave,

E se simbolo di Taranto sono i delfini la nostra tappa successiva non può che essere il mare: Marina di Ginosa, per la precisione, dove saliamo a bordo di una delle imbarcazioni di Master Wave, agenzia specializzata in escursioni per l’avvistamento dei delfini. La giornata è splendida, il mare una tavola increspata qua e là solo da qualche omaggio del vento settembrino e lo spettacolo dei delfini che nuotano sinuosi e saltano davanti ai nostri occhi è qualcosa che le parole non sanno rendere con abbastanza efficacia. Prima di rientrare aperitivo a bordo, con tanto di focaccia tipica.

Asini e cavalli: tutti in sella!

     

Natura, nella Terra delle Gravine, è anche contatto diretto con gli animali: per sport, per un momento di svago o per percorsi terapeutici. Vero laboratorio, in tal senso, è la Valle degli Asini di Laterza, azienda specializzata nell’allevamento degli asini e fucina di progetti in collaborazione con l’Università di Bari. Docili e giocherelloni, gli asini si rivelano ottimi compagni di escursione dei più piccini.

Se invece volete regalarvi una passeggiata a cavallo o, come la sottoscritta, avere il vostro battesimo della sella, Family Horses in Contrada San Vito a Marina di Ginosa è un centro equestre e fattoria didattica in cui tutti possono vivere un’esperienza con ritmi lenti e rispettosi sia dell’animale che del proprio livello di preparazione.

Centro equestre Family Horses     

Un’ora e mezza di passeggiata al piccolo trotto tra la pineta e la spiaggia e la rivelazione – il termine non è iperbolico – che il cavallo ne sa decisamente più di te e che l’unica cosa che puoi fare è fidarti di lui. Una bella lezione, capace di trasformare la paura delle prime volte in qualcosa che vorresti durasse ancora a lungo…

Dove dormire e cosa mangiare a Laterza e dintorni

B&B Iris a Laterza     Cosa mangiare a Laterza, tortelli ripieni di burrata

Nonostante la calda ospitalità, la storia della ricettività a Laterza e dintorni è una storia recente. Una sorta di ricettività “di ritorno”, si potrebbe dire, che si afferma assieme agli emigrati che tornano al paese d’origine una volta l’anno (per le vacanze o per le feste patronali) e che necessitano di un alloggio dove soggiornare.

Nasce così il B&B Iris, il primo di Laterza, che ci ha ospitati durante i nostri giorni in terra di Puglia e successivamente nascono altre strutture ricettive (b&b e case vacanze), molte delle quali all’interno di antiche abitazioni del centro storico. Di Iris, di proprietà della vulcanica guida turistica e naturalistica Liliana Dell’Aquila, ricorderemo soprattutto le golose colazioni sul terrazzino affacciato sui tetti laertini.

Il pane di Laterza     Cosa mangiare a Laterza

E se la ricettività è storia recente, ben diversa la cucina che appartiene a pieno diritto alla tradizione. La cucina locale è una cucina di terra che ben riflette la genuinità del territorio. Tra le specialità:

– il pane di Laterza, emblema della città quanto il canyon o la maiolica
– il panzerotto (recentemente proposto anche in versione vegetariana)
– la carne al fornello proposta dalle numerose macellerie e rosticcerie cittadine (noi abbiamo provato il ristorante attiguo alla macelleria Tamborrino dove, come sviluppo di un’antica tradizione, si può scegliere la carne e mangiarla al tavolo), ma anche polpette e salsicce in sugo
– lo squisito “piatto povero” fave e cicoria spesso servito in crosta di pane (da provare quello del Vecchio Frantoio ricavato in una vecchia masseria)
– i formaggi, dalle burrate alle ricotte, passando per i formaggi più stagionati e gli immancabili nodini di mozzarella

Non manca nemmeno il pesce su queste tavole, perché il mare – in fondo – è poco lontano, ma quello che più ricorderemo è il sapore vivido dei prodotti della terra, serviti appena colti o cotti secondo la tradizione o trasformati in marmellate e conserve. Se siete curiosi di conoscere il processo di trasformazione allora fate una puntatina a Tocchi di Puglia, bioagriturismo nell’agro di Castellaneta Marina dove pranzare a bordo piscina e acquistare sottoli, creme vegetali, sughi e confetture rigorosamente a km 0.

Informazioni turistiche

www.laterzaturismo.com/it

 

Copyright: FamilyGO. Foto di Open Library/ Acidi Colori/ C. Solito; E. Fasan; G. Antenucci; P. Bertini; Master Wave; Family Horses; B&B Iris

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