Camargue con i bambini: viaggio in libertà nella natura selvaggia

Annalisa Porporato e Franco Voglino, autore di Family Go

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Età bambini:  0-12 mesi1-3 anni4-12 anni

Un viaggio in libertà nelle lande selvagge e inebrianti della Camargue con i bambini che porta alla scoperta dei cavalli, bianchi, dei tori, neri, e dei fenicotteri, rosa, immersi nell’ambiente palustre più famoso d’Europa che si estende dai vasti étang dell’entroterra alle coste salate del mare, passando per bacarin e chiese fortificate, gitani in festa e gardians a cavallo armati con i lunghi bastoni a tre punte.

Iniziamo ad inquadrare geograficamente la località. Cartina aperta e dita puntate: la Camargue è appena a sud di Arles, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône. Si estende dalla città fino al mare abbracciata dai fiumi Grand Rhône e Petit Rhône. Un’area che si estende per 37 km da nord a sud, e 75 km da est a ovest, per cui abbastanza ridotta e facilmente visitabile in due-tre giorni.

Tra torri e saline: paesaggi inattesi

Saintes-Maries-de-la-Mer Saintes-Maries-de-la-Mer_chiesa

La città principale della Camargue è Saintes-Maries-de-la-Mer, il cui centro offre vicoletti in cui perdersi, giocando magari a nascondino, ma sempre guidati dalla mole della chiesa. Sembra quasi una fortezza? Si tratta proprio di una chiesa fortificata che poteva ospitare la popolazione in caso di attacco, con tanto di ulteriore minuscola chiesetta issata sul tetto. Trattandosi di uno dei posti più elevati della Camargue, una salita sopra il tetto è d’obbligo! Il nome curioso è dovuto ad una leggenda che vuole due sante, Maria Jacobè e Magia Salomè, giunte su questi lidi portate da una barca senza remi. Il curioso è che la santa più venerata non è una santa. Si tratta di Sara la Nera, serva delle prime due e profondamente venerata dagli zingari che le dedicano una grandiosa festa fine maggio, ricca di colori, musiche e una solenne processione che termina dentro il mare.

Aigues-Mortes_cinta muraria camargue-Aigues-Mortes-battelli

Poi c’è Aigues-Mortes, al cui arrivo sembra di aver effettuato un viaggio nel tempo: l’antica città si presenta con la cinta muraria ancora in perfette condizioni e completamente percorribile a partire dalla massiccia Torre di Costanza, dai possenti muraglioni, le sale immense e le strette scale a chiocciola che portano in cielo. Dalla torre si passa al giro delle mura che porta di torrione in torrione passando per video, opere artistiche e pannelli didattici, mentre negli spazi aperti si apre un colpo d’occhio sulle case cittadine e verso il mare. Ad Aigues-Mortes si trova una delle principali saline della regione, specializzate nella produzione, in special modo, del fleur de sel e facilmente visitabili grazie ad un trenino turistico che da febbraio ad agosto porta i visitatori lungo un percorso didattico che li introduce al mondo del sale. Da Aigues-Mortes, inoltre, partono numerose crociere che portano sui numerosi canali, sul Petit Rhône e sul mare. Assolutamente si deve uscire dalla città attraverso il lato rivolto verso le saline: il colpo d’occhio delle mura dal basso ha un impatto grandioso e fan sentire qualsiasi visitatore un po’cavaliere medioevale (o principessa delle fiabe)!

camargue-Salin-de-Giraud Salin-de-Giraud2

Se le saline vi sono piaciute, si deve andare dal alto opposto della Camargue, a Salin de Giraud, non tanto per il borgo di per sé ma per il punto di vista che si trova in direzione di La Palissade: in mezzo al piattume delle saline, una collinetta fa alzare di quel tanto che basta perché si aprano alla vista gli spazi squadrati delle saline che, in determinate condizioni di luce, si riempiono dei colori più impressionanti e straordinari in una tavolozza naturale degna dei migliori pittori impressionisti. Per informazioni www.saintesmaries.com o www.ot-aiguesmortes.fr.

Le spiagge della Camargue: nel soffio del vento marino

Conchiglie-spiaggia-camarguePont de Gau_fenicotteri

Non c’è niente di meglio che respirare a pieni polmoni l’aria salmastra della Camargue per rimettere in sesto polmoni, gole e nasini. Le spiagge della Camargue sono fantastiche per questo e la noia non arriverà mai grazie al tempo trascorso alla ricerca della conchiglia più bella, oppure della più piccola, o della più strana!

Etang de FangassierDigue a la Mer

A piedi per chi ha buone gambe, oppure con una bicicletta, si può affrontare l’impressionante Digue à la Mer, una lunga diga costruita per mantenere stabile il livello del mare tramite pompe per l’acqua, così da evitare, soprattutto d’inverno, l’erosione e l’eccessiva salinità dei terreni adibiti a coltivazione e allevamento. La diga si snoda per 6 km da Saintes-Maries-de-la-Mer fino al Phare de la Gacholle attraverso un paesaggio aperto, spesso battuto dal vento benefico. Oltre il faro, si trova l’Ètang de Fangassier, un’area a protezione totale per preservare le nidificazioni dei fenicotteri, in cui è possibile inoltrarsi solo accompagnati dalle esperte guide che svelano tutti i segreti di questi buffi uccelli, ma che è possibile sfiorare soffermandosi presso il capanno d’osservazione.

Ali spalancate nel cielo: i fenicotteri rosa

Pont de Gau_fenicotteroEtang du Vaccares

Sono i volatili, i veri protagonisti, come le tenere paperelle che svernano nell’Étang du Vaccares, lo stagno di acqua salmastra più grande della Camargue. Una strada asfaltata ne percorre quasi tutto il perimetro, con alcuni osservatori sopraelevati (tra cui uno adibito a dimora per pipistrelli, utilissimi per la lotta alle zanzare!) ma non mancano i punti in cui è possibile approssimarsi a questa sorta di mare interno che ospita tra settembre e marzo qualcosa come 80.000 anatre e 60.000 folaghe. Sulle sue rive si trova La Capelière, punto d’informazione con un percorso naturalistico di 1,5 km.
Ma i veri protagonisti sono i fenicotteri, che si osservano soprattutto presso le coste del mare ma, per vederli davvero vis à vis, si deve andare al Parc ornithologique di Pont du Gau, uno spazio naturale con un percorso che si snoda di stagno in stagno portando ad osservare ed ammirare questo tanto elegante quanto buffo uccello che è il simbolo del territorio.
www.parcornithologique.com

E se dovesse piovere? Dove portare i bambini

camargue-Seaquarium - Grau-du-Roi Seaquarium-rau-du-Roi

Niente paura, il vento che qui è una costante fa sì che raramente il mal tempo sia duraturo, ma può capitare anche in Camargue, una brutta giornata. In questo caso niente di meglio che andare a visitare i luoghi al chiuso e per ben cominciare ci si può immergere nel mondo fantastico degli squali a Grau le Roi, centro balneare con spiagge e porticciolo che presenta il suo coup de coer nel magnifico Seaquarium, un acquario specializzato in squali dove i piccoli viaggiatori possono sperimentare numerosi punti interattivi e dove si potrà camminare in una galleria in vetro interamente sommersa, circondati dagli squali!

installazione Horizons_Musee de la Camargue Musee de la Camargue

Altra tappa d’obbligo è per chi vuol conoscere a fondo il mondo degli étang, al Musée de la Camargue nei pressi del Pont de Rousty. All’interno di un vecchia stalla sono stati ricavati gli spazi per l’esposizione permanente sulle paludi e la loro storia, umana e naturalistica, con schermi luminosi, oggetti di vita quotidiana, foto 3D di fine secolo e spezzoni di filmati. All’esterno si trovano invece esposizioni temporanee di arte moderna e un sentier de découverte che porta fino ad una cabane dei gardians (3,5 km a/r). Ma quello che sicuramente colpirà maggiormente i bambini è la bellissima installazione Horizons, creata dall’artista giapponese Tadashi Kawamata. Una specie di barcone incagliato su cui è possibile salire, così da sopraelevarsi di quel poco che basta per vedere tutto attorno i canali che segnano il territorio, immersi nei canneti e con i radi boschetti. Senza contare le corse sfrenate che si possono far su e giù per le rampe d’accesso e per gli scalini di legno…

Non è tutto qui…

Camargues-cavallo-biancocamargue-Etang du Vaccares-corsa

Ci sono ancora numerose altre cose da vedere, visitare, sperimentare come una cavalcata sui cavalli bianchi, scorrazzare in bicicletta, visitare menades e mas, prendere il sole sulle numerose spiagge… Ma bisogna sempre tenere qualcosa di non visto così, rimane la voglia di tornarci, un giorno o l’altro…
e le zanzare? Il problema è reale, ma non irrimediabile: basta andare nella stagione invernale ed autunnale, oppure procurarsi dissuasori, repellenti e lenitivi adeguati.

Informazioni Utili

Dove Dormire

Le sistemazioni sono molteplici ma le più caratteristiche sono quelle nel Mas, sorta di fattorie in cui si può venire a contatto con gli altri ospiti, soprattutto cavalli. In alcuni di essi si svolgono anche attività di avvicinamento al cavallo e passeggiate tra le paludi.

Come arrivare

In aereo – L’aeroporto più vicino è quello di Marsiglia, nei pressi si trova la stazione ferroviaria di Vitrolles che lo collega ad Arles mentre bus navetta lo collegano alla stazione ferroviaria di Marsiglia e alla stazione degli autobus di Aix-en-Provence.
In auto – gli accessi per la Francia sono dal Tunnel del Monte Bianco (490 km dal tunnel per Arles), il Tunnel del Frejus (415 km dal tunnel ad Arles), il colle del Monginevro (315 km dal colle per Arles), Ventimiglia (280 km dal confine ad Arles)
In treno – le linee ferroviarie (www.sncf.com) arrivano ad Arles, per muoversi in loco è necessario utilizzare gli autobus
In autobuswww.saintemarielamer.com/default.php/se-deplacer/

Dove mangiare

Spiace per i vegetariani, ma la vera tipicità della Camargue è la carne di toro, in special modo come “Toureau à la gardienne”, una sorta di spezzatino. Poi si trovano le telline, spesso servite con limone e prezzemolo. Ma per tutti immancabile il riso, prodotto localmente nell’entroterra.

Guide turistiche

Itinerari imperdibili in Provenza e Camargue, di Annalisa Porporato e Franco Voglino, edizioni del capricorno, 2016.

Info Turistiche

www.parc-camargue.fr
www.myprovence.fr
www.reserve-camargue.org
www.france.fr

Copyright: FamilyGo. Foto di Franco Voglino e Annalisa Porporato

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