A Cracovia con i bambini, un gioiello tra mura millenarie

Letizia Dorinzi, autore di Family Go

Autore:

Età bambini:  4-12 anni13-18 anni

Una meta ancora poco battuta, la Polonia offre tantissimi spunti interessanti per chi viaggia in famiglia. Ecco il nostro itinerario di tre giorni alla scoperta dell’antica capitale (e dintorni) Cracovia con i bambini al seguito. Tra draghi e miniere di sale.

Cracovia è l’antica capitale della Polonia ed è spesso definita “la Firenze polacca” per la storia che trasuda da ogni muro e da ogni palazzo. Una città che si presta perfettamente a essere girata a piedi o con i passeggini al seguito. Perché è camminando che si riesce davvero ad apprezzare il fascino del suo centro storico, un vero e proprio gioiello racchiuso tra mura millenarie.

Primo giorno: il castello Wavel e la tana del drago

cracovia maggio 2016 112 il castello di wawel - cracoviaIniziamo l’esplorazione di Cracovia con i bambini a partire dal Wavel, il complesso architettonico che sorge sulla sponda destra della Vistola e che costituisce il primo fulcro storico di Cracovia . Da qui si gode una splendida vista sulla città e sulla curva sinuosa del fiume. In pochi metri quadrati si concentrano alcune delle attrazioni più importanti: il castello reale, la cattedrale e la torre con la campana di Sigismondo, la più grande di tutta la Polonia.

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Saliamo le scalinate del castello per visitare l’interno e lasciarci affascinare dalla storia del sovrano che ha fondato questa città. Qui sono vissuti tutti i re di Polonia finché la capitale non fu spostata a Varsavia. Sono soprattutto due le sale che colpiscono l’attenzione dei bambini: quella dei senatori con i preziosi arazzi e quella del trono dove i più piccoli stanno tutto il tempo col naso all’insù per osservare le trenta teste di pietra che ne decorano il soffitto a cassettoni.

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Usciamo dal castello per visitare la cattedrale dei santi Stanislao e Vinceslao caratterizzata dall’esterno dalla cupola d’oro che ricopre la cappella di Sigismondo. In questa cattedrale, la sede dell’Arcidiocesi di Cracovia, sono stati incoronati per tradizione tutti i sovrani polacchi. Una volta terminata la visita della chiesa saliamo sulla torre campanaria per ammirare la campana di Sigismondo dalle dimensioni davvero impressionanti: 11 tonnellate di peso e 2 metri e mezzo di diametro.

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Concludiamo la visita al Wavel addentrandoci nella tana del drago. La leggenda è di quelle che lasciano i bambini a bocca aperta. Viveva un enorme drago sulle pendici del Wavel ed era solito nutrirsi di carne umana. La popolazione era spaventata e re Krak diffuse un proclama. Chiunque avesse sconfitto il drago, avrebbe avuto metà del suo regno e la figlia in sposa. Principi e cavalieri da ogni angolo del paese arrivarono per uccidere il drago ma nessuno ci riuscì. Finché un calzolaio decise di giocare d’astuzia. Prese un montone, lo riempì di esplosivo e lo mise davanti alla tana del drago. La creatura mostruosa, ingolosita, cadde nella trappola. Ingoiò l’animale in un boccone e si sentì subito bruciare le viscere. Cercò di placare l’arsura bevendo l’acqua della Vistola ma ne ingurgitò talmente tanta che alla fine scoppiò. La città acclamò il calzolaio e il re decise di costruire il castello proprio sulla rocca in cui viveva il drago.
Ci addentriamo nella caverna muniti dell’arma più preziosa che ci sia al mondo: la fantasia. Scendiamo i gradini che portano in profondità per poi riemergere ai piedi della collina sulla riva del fiume dove sorge la statua del drago. Foto di rito obbligatoria, in fondo siamo sopravvissuti al drago!

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Conclusa la visita del Wavel ci addentriamo nelle suggestive viuzze che caratterizzano il centro storico di Cracovia, girando a zonzo, ammirando gli artisti di strada e lasciandoci conquistare dal fascino indiscusso di questa bellissima città.

Secondo giorno: le miniere di sale Wieliczka

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Ci prepariamo a vivere un’esperienza a dir poco meravigliosa scendendo nel cuore della miniera di sale Wieliczka, uno dei primissimi monumenti iscritti al patrimonio UNESCO. Sono tanti i visitatori celebri che ci hanno preceduti, da Copernico a Goethe, passando ovviamente da Karol Wojtyla che qui ci è venuto più volte in gita scolastica. Arriviamo al mattino per prendere parte alla visita guidata, obbligatoria per scendere sotto terra. La guida parla un italiano perfetto e inizia subito a coinvolgere i bambini e a prepararli allo spettacolo che stiamo per ammirare. Scenderemo fino a 135 metri di profondità, percorrendo 800 gradini in tutto, di cui 380 subito all’inizio. La fatica maggiore sta nel portarsi dietro il passeggino, fondamentale per percorrere i tre chilometri successivi sottoterra. La temperatura è costante tra i 15 e i 18 gradi, è raccomandato un abbigliamento consono, ma non c’è l’umidità che caratterizza le classiche grotte e fa meno freddo del previsto.

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Il percorso turistico visitabile comprende circa una ventina di gallerie e rappresenta soltanto l’1% dell’intero complesso minerario che ha dimensioni davvero impressionanti: 300 chilometri distribuiti su nove livelli fino ad arrivare a 400 metri di profondità. Rimaniamo incantati dalle sculture tutte interamente in sale realizzate dai minatori, dalle camere scolpite e dai laghi sotterranei.

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La guida racconta la leggenda della principessa Kinga, proclamata santa da Papa Giovanni Paolo II, figlia del re di Ungheria andata in sposa a Boleslao il Timido, principe della provincia di Cracovia. La principessa, partendo dalla sua terra natale e sapendo che nel la regione dove sarebbe vissuta scarseggiava quello che anticamente veniva “oro bianco”, seguendo un’ispirazione divina gettò il suo anello di fidanzamento in un pozzo di sale. Mentre si avvicinava a Cracovia, sempre per intuizione divina, diede ordine di scavare un pozzo a Wieliczka e lì fu trovato subito il sale oltre all’anello di fidanzamento incastonato in un cristallo salino.

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Da allora Santa Kinga è la patrona dei minatori polacchi ed è proprio a lei che è dedicata la sala più spettacolare di tutta la miniera. Una vera e propria cappella con bassorilievi, scavati tutti nel sale, che rappresentano vari episodi del Vangelo. Qualsiasi cosa si osservi è fatta di sale, dalle statue ai lampadari. Il colpo d’occhio è di quelli che difficilmente di dimenticano.

Lasciamo la sala per assistere a uno spettacolo di luci in riva a un lago salino con la musica di Chopin in sottofondo. Infine terminiamo la visita e ci fiondiamo nella sala giochi a tema allestita per i bambini di fianco alla suggestiva trattoria sotterranea.

Terzo giorno: il museo sotterraneo e il centro storico di Cracovia

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Arriviamo nella piazza del mercato di Cracovia, uno spazio immenso con i piccioni che ci sorvolano e per un momento infinitesimale sembra quasi di essere a Venezia. Scopro che non è solo suggestione, alcuni edifici del ‘600 e ‘700 che circondano la piazza sono proprio in stile architettonico veneto.

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Esploriamo in lungo e in largo la piazza medievale più grande d’Europa, ci addentriamo nel mercato dei tessuti sotto le arcate e, dopo le foto di rito all’interno della statua dell’Eros bendato, decidiamo di visitare il museo sotterraneo che ripercorre la storia dell’antica capitale polacca.

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Il museo è nuovissimo ed è perciò molto interattivo e accattivante, soprattutto per i bambini che possono divertirsi a conoscere meglio Cracovia e le sue origini.

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Si ripercorre tutta la storia della città, dalle origini per opera di re Krak fino al periodo medievale degli scambi commerciali.

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Riaffioriamo sulla piazza per visitare la Basilica di Santa Maria, l’imponente chiesa con le due torri. Si narra che due fratelli erano incaricati della costruzione delle torri. Uno geloso dell’altro lo uccise e per questo terminò la costruzione più alta. L’interno è semplicemente spettacolare con la pala dell’altare e le vetrate. Usciamo in tempo per assistere al cambio dell’ora con il trombettiere che si affaccia da una finestra di una delle due torri e delizia con la sua musica.

Informazioni utili

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Cracovia, ovviamente, ha molto di più da offrire per chi ha diversi giorni a disposizione. Il quartiere ebraico è un luogo davvero suggestivo, dove è possibile visitare la fabbrica di Schindler per chi desidera ripercorrere la storia della seconda guerra mondiale. I campi di Auschwitz e Birkenau sono a una sessantina di chilometri di distanza e meritano sicuramente una visita.

DOVE DORMIRE

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Abbiamo soggiornato presso l’appartamento Apartament ul. Bonerowska davvero consigliatissimo perché a soli 5 minuti dal centro. Dispone di una cucina per cui è possibile preparare i pasti in autonomia, un vantaggio non da poco se si viaggia con i bambini al seguito.

Informazioni turistiche

www.polonia.travel/it

www.krakow.pl/

 

 

Copyright: Familygo. Foto di L.Dorinzi; PoloniaTurismo

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