Le escursioni della crociera MSC: l’incanto del Mediterraneo Orientale

Erika Fasan, autore di Family Go

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Tempo necessario: 1 settimana

Età bambini:  0-12 mesi1-3 anni4-12 anni13-18 anni

L’incanto del Mediterraneo orientale si regala ai nostri occhi durante una crociera con MSC Musica. Una vacanza davvero formato family sia a bordo che a terra. E che terra! Tra Puglia, Grecia (classica e ionica) e Montenegro, il nostro racconto di una settimana da ricordare.

Se gli scorsi mesi qualcuno avesse chiesto a mia figlia Ginevra, 30 mesi, “Dove vuoi andare in vacanza?” si sarebbe sentito rispondere “A crociera!”. Sì, ok, sulle preposizioni dobbiamo ancora un po’ lavorarci, ma il messaggio era forte e chiaro. Ci è bastato un solo imbarco per capire che questa è LA vacanza della nostra famiglia. Immaginate quindi la nostra gioia quando abbiamo scoperto l’esistenza di una crociera con le Winx a bordo di MSC Musica. Animazione a tema, tanti servizi per le famiglie e la possibilità di visitare – in una sola vacanza – tante destinazioni diverse. Nelle prossime righe vi racconteremo tutte le tappe della nostra Winx Cruise (questo è l’itinerario di MSC Musica per l’estate 2017, anche per crociere non a tema), se invece volete scoprire qualcosa di più sulla vita a bordo e su come una nave possa trasformarsi nel fataloso mondo di Magix (quello da cui provengono le Winx per intenderci) cercateci nei social con l’hashtag #MSCCrociere e #WinxCruise o leggete qui (link).

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La nostra crociera sulla Nave MSC Musica ci ha regalato il “classico” (e proprio per questo intramontabile) itinerario del Mediterraneo orientale: andata e ritorno a Venezia passando per la Puglia, la Grecia classica, quella ionica e il Montenegro. Il fatto che conoscessimo già questa rotta ci ha permesso di concederci visite più approfondite ed escursioni in destinazioni diverse da quelle tradizionali. Tre cose, in particolare, ci hanno concesso di godere al meglio – oltre che della nave – anche delle bellezze a terra: il fatto che l’animazione, in particolare quella firmata Winx, fosse in programma solo durante le ore di navigazione così da concederci di scendere “a cuor leggero” senza paura di perdere qualche spettacolo o qualche gioco; il fatto che le soste in porto delle navi fossero mediamente più lunghe di quelle di altre crociere e il fatto che la nostra crociera non prevedesse nemmeno un giorno di sola navigazione. Ogni giorno un posto diverso, ogni giorno una avventura diversa.

Giorno 1: imbarco e perlustrazione della nave.

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Non ce ne voglia Venezia, che è sempre un incanto, ma appena saliti a bordo sono troppo gli stimoli per staccare gli occhi dalla nave. Però il campanile di San Marco, le calli e i ponti sono lì, a portata di sguardo e sono lo sfondo più suggestivo che potremmo desiderare per questa nostra prima giornata di crociera. E quando i motori si accendono e MSC Musica si avvia lenta e sinuosa verso il mare aperto la città che sfila davanti ai nostri occhi è talmente bella da commuoverci e noi ci troviamo a salutare i turisti affacciati sul bacino di San Marco dal balcone della nostra cabina.

Giorno 2: Brindisi.

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Mentre la nave sbarca e imbarca i passeggeri che provengono dall’Italia centro-meridionale noi partiamo in pullman verso Ostuni, la città bianca a pochi chilometri dal mare. Il colpo d’occhio – quando arriviamo – è notevole: un borgo di un bianco abbacinante (scopriremo durante la visita guidata che il candore è dovuto alla calce che nei secoli scorsi veniva utilizzata per impedire la diffusione della peste) che si erge su una piana ricoperta di olivi contro un cielo di un azzurro che di più non si può. Un giro del centro storico (con la Basilica, la piazza della Libertà e la colonna di Sant’Oronzo), una sosta golosa in un frantoio ed è già ora di tornare a bordo.

Giorno 3: Katakolon-Olimpia.

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Sbarchiamo in terra greca e già questo – da solo – è un ottimo motivo per aver scelto questa crociera. Katakolon è un pittoresco porto dello Ionio che dista una ventina di km dal sito archeologico di Olimpia. Ed è qui che ci dirigiamo, ad ammirare la sede delle Olimpiadi dell’antichità, quella in cui ancora oggi viene accesa la fiamma olimpica. Ci accoglie una giornata un po’ uggiosa, ma queste rovine sanno parlare, oltre che attraverso i secoli, anche attraverso le nuvole e la pioggia: visitiamo i resti del Ginnasio e della Palestra, ci affacciamo sull’antica piana dello Stadio e concludiamo la nostra visita al Museo.

Giorno 4: Santorini.

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Da lontano l’isola sembra ricoperta di neve, poi ti avvicini e scopri che si tratta delle caratteristiche casette bianche e delle chiese dalle cupole blu. Santorini è un incanto per gli occhi: è la nostra terza volta qui e ce ne innamoriamo come non mai. Visto che già la conosciamo, e soprattutto che ci siamo già immersi più volte nella bellezza luminosa del villaggio di Oia (il più bello di tutta l’isola e imperdibile per chi arriva qui la prima volta), optiamo per il sito archeologico di Akrotiri, antica città portuale risalente all’età del Bronzo e sepolta dall’eruzione vulcanica che ha sconvolto Santorini nel 1628.

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La cenere che l’ha protetta e conservata per secoli le è valsa il nome di Pompei dell’Egeo e qui, protetti da un tetto completamente ecocompatibile costruito all’inizio del Duemila, possiamo ammirare resti di edifici, di affreschi (anche se quasi tutti sono stati trasferiti al Museo Nazionale di Atene) e di oggetti della vita quotidiana delle popolazioni che qui vivevano. Irrinunciabile poi, prima di ripartire, una passeggiata per le vie del capoluogo, Thira, con le sue viette strette e bianche, colme di negozi di souvenir e localini in cui gustare qualche piatto tipico o un caffè greco (attenzione, consultare il listino prezzi prima di ordinare).

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Thira, affacciata sulla baia in cui le grandi navi da crociera attendono in rada (sull’isola si sbarca con un tender), sorge a 300 metri sopra il mare: per scendere si può prendere la teleferica, fare un giro a bordo di un asino (gli animali simbolo di Santorini) o – come abbiamo fatto noi – percorrere tutti i 600 scalini della passeggiata panoramica (consigliata coi bambini solo nelle ore meno calde della giornata e se adeguatamente attrezzati, con scarpe comode e zaini o marsupi porta bebè).

Giorno 5: Atene.

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Attendevo questo giorno da circa 30 anni, dalla prima volta in cui ho letto la parola Acropoli sul mio sussidiario di terza elementare. Eppure Atene ricambia questa mia devozione (e cinque anni di studio del greco antico) con una giornata di pioggia di quelle che qui non si vedono mai: il maltempo rende più lunghi e difficili i trasferimenti (stiamo pur sempre parlando di una metropoli di 4 milioni di abitanti, in cui si concentra quasi la metà della popolazione greca) dal porto del Pireo ai piedi della rocca che domina la città, ma quando siamo finalmente al cospetto del Partenone, con le sue 46 colonne doriche, e delle Caritidi nell’Eretteo riusciamo per un attimo a dimenticare il vento sferzante e la paura di scivolare sui gradoni bagnati e resi lisi dai secoli. La nostra escursione ad Atene ha previsto anche una visita al Museo Nazionale e una passeggiata alla Plaka, il caratteristico quartiere neoclassico ai piedi dell’Acropoli.

Giorno 6: Corfù

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Anche Corfù è uno di quei posti in cui torniamo sempre volentieri e dopo un primo giro in cui abbiamo cercato di vedere tutto il possibile e un secondo in cui ci siamo limitati alla visita dell’Achilleion, il palazzo delle vacanze dell’Imperatrice Sissi a circa 10 chilometri dalla città, questa nostra terza volta sull’isola è stata quella del relax, dei caffè sorseggiati lenti davanti al mare, delle passeggiate per le viuzze strette della Old Town, con i suoi negozi e le sue taverne.

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E’ una strana sensazione, quella che respiri a Corfù: sei ancora in Grecia ma sai bene che la Grecia classica è ormai alle tue spalle: a Corfù sono evidenti piuttosto le tracce del dominio bizantino (soprattutto nelle chiese) e di quello veneziano (c’è addirittura un quartiere che si chiama Campiello) e tu capisci che sei irrimediabilmente sulla strada di casa.

Giorno 7:  Kotor in Montenegro

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Ecco un’altra sorpresa di questa crociera con le Winx, una meta che da qualche anno viene proposta in alternativa alla classica Dubrovnik, nel sud della Croazia. Kotor sorge all’estremità di un lungo e suggestivo fiordo (le navi da crociera impiegano circa due ore e mezza a percorrerlo tutto) e conserva, all’interno delle sue mura, tracce ben conservate (e patrimonio Unesco) della dominazione veneziana.

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Consigliata, se il tempo lo consente, anche una visita al vicino borgo marinaro di Perast con le sue case in pietra, le sue finestre bianchei e i suoi due isolotti (uno naturale e uno artificiale) sulla baia.

Giorno 8: sbarchiamo a Venezia arrivando al Terminal attraverso il Canale della Giudecca. Lo scenario sarebbe di quelli davvero mozzafiato se non fosse per il fatto che la nostra crociera è definitivamente finita e più che la bellezza di Venezia assaporiamo il sapore mesto del ritorno.

Per informazioni

www.msccrociere.it/it-it/Destinazioni-Crociera/Mediterraneo.aspx

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Copyright: Familygo. Foto di A. Pausi

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