Visitare i Musei Vaticani significa entrare nella storia con la “S” maiuscola; si tratta di uno dei musei più antichi e vasti del pianeta che conserva capolavori inestimabili e ineguagliabili e che, proprio per questo motivo, è anche uno dei più frequentati al mondo! La visita con i bambini sarà entusiasmante grazie agli ausili messi a disposizione delle famiglie, e al contempo se si seguono alcuni suggerimenti.
Affrontare i Musei Vaticani con i bambini non è cosa da poco. È un complesso museale molto vasto: i Musei Vaticani sono infatti costituiti da numerosi musei nati durante gli ultimi tre secoli all’interno del Vaticano. Il primo corpo di opere scultoree risale al Cinquecento ed era esposto nel Cortile delle Statue. Nel ‘700, grazie ai Papi Clemente XIV e Pio VI, si arricchisce di altre preziose raccolte che vanno a formare il Museo Pio-Clementino. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento vengono costituiti altri musei tra cui quello Etrusco e l’attuale Museo Etnologico Anima Mundi.

Poiché dovrete fare i conti con orde di visitatori e un’immensa ricchezza di sale consiglio di prepararvi alla visita con i bimbi seguendo alcune regole.
Punto 1, far indossare ai vostri figli una felpa ben riconoscibile perché dovrete tenerli sempre sott’occhio.
Punto 2, scegliete se vi è possibile un giorno infrasettimanale e un mese di bassa stagione.
Punto 3, tenete ben presente che musei di questa portata non si potranno mai visitare interamente e che quindi dovrete scegliere una o due sezioni, non di più.
Infine, se volete visitarli con i vostri bimbi dovrete necessariamente dare la priorità ai loro interessi che non coincidono necessariamente con i vostri. Nel mio caso non potevo prescindere da una visita al Museo Egizio per vedere le mummie! Tuttavia per raggiungere le mummie ho posto come condizione quella di visitare prima la Pinacoteca.
Le famiglie con bambini hanno due validi ausili alla visita: il primo è il sito dei musei, fatto molto bene che permette di visualizzare gli itinerari proposti e di approfondire la conoscenza delle opere più importanti prima di effettuare la visita vera e propria. L’altro è l’audioguida “familytour”, un itinerario specifico per bambini e ragazzi che utilizza musiche, racconti e testi molto semplici e accattivanti; una caccia all’opera d’arte realizzata con il supporto anche di una mappa. I Musei Vaticani permettono l’accesso ai passeggini e all’interno si trovano più punti ristoro. Mappa alla mano e audioguida al collo eccoci quindi pronti per cominciare: si entra nella Pinacoteca vaticana!

La Pinacoteca, inaugurata nell’attuale sede nel 1932, conserva circa 460 dipinti, disposti in diciotto sale, dal Medioevo all’Ottocento, ed è tra gli spazi meno affollati.
In questa visita sicuramente il familytour dell’audioguida ci viene in aiuto. Si parte dalla caccia al meraviglioso Trittico Stefaneschi di Giotto. Un’opera realizzata per il Cardinale Caetani degli Stefaneschi intorno al 1320. L’opera ben si presta a fornire tante importanti spiegazioni circa il significato della parola Trittico, del dipinto su tavola, dell’uso del prezioso e simbolico oro e degli attributi dei Santi. Giungiamo ai meravigliosi angeli musicanti di Melozzo da Forlì che, parte del grande affresco dipinto intorno al 1480 per l’abside della Chiesa dei Santi Apostoli a Roma, poco dopo i lavori di rinnovamento voluti dal cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II.
Sicuramente le tele di Raffaello della sala successiva non passeranno inosservate. In particolare la Trasfigurazione, realizzata tra il 1518 e il 1520, e considerata l’ultima opera di Raffaello. La grande tela commissionata da Giulio de’ Medici, futuro Papa Clemente VII, raffigura due episodi del Vangelo di Matteo: la Trasfigurazione, appunto, e la guarigione del fanciullo da parte di Gesù. Si comincia a far sentire un po’ di stanchezza ma per fortuna la tela del Paradiso terrestre dell’artista tedesco Peter Wenzel viene in nostro aiuto. Nell’opera è infatti possibile riconoscere oltre 200 animali! Un capolavoro per virtuosismo e precisione scientifica che affascinerà grandi e piccini.


Prima però occorre farli scorrazzare qualche minuto e il Cortile della Pigna fa al caso nostro. Il Cortile della Pigna occupa la parte settentrionale del grande complesso del Belvedere e deve il nome alla monumentale pigna in bronzo, una fontana romana del II secolo rinvenuta in Campo Marzio e trasferita in Vaticano nel Seicento. Più che la pigna però è la splendente sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro che li colpisce anche perché si muove! Al di sopra di essa scorgiamo una mamma gabbiano intenta – suo malgrado – a covarla. Curiosità: sempre a Roma potete ammirarne un’altra, la Sfera Grande, che si trova davanti la Farnesina, la sede del Ministero degli Esteri. Un’altra Sfera Grande dello stesso artista noi l’abbiamo ammirata invece con i bambini a Pesaro, in Piazza della Libertà e un’altra ancora si trova presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia.
Ma torniamo a noi. Il percorso obbligato per raggiungere la Cappella permette di attraversare la Galleria delle carte geografiche edificata tra il 1578 e il 1580 e affrescata negli anni immediatamente successivi da un gruppo di artisti italiani e fiamminghi su indicazioni di Ignazio Danti, per volere di Papa Gregorio XIII. Una galleria di oltre 120 metri di lunghezza alle cui pareti sono raffigurati, in 40 grandi rappresentazioni cartografiche, i territori italiani e i possedimenti della Chiesa. Ecco che parte anche qui un divertente gioco attraverso il quale riconoscere luoghi e città a loro conosciuti: la casa dei nonni, il vulcano Stromboli visitato quest’estate o la casa in campagna.

La Cappella Sistina è sempre affollatissima è richiesto il silenzio assoluto e non è consentito fotografare o filmare. Sicuramente però la bellezza e la grandiosità rimangono impresse anche ai più piccini. Per questa prima visita scelgo di mostrargli qualche dettaglio del Giudizio Universale. Il grande affresco, posto sulla parete dell’abside, fu dipinto da Michelangelo tra il 1535 ed il 1541. Nella fascia bassa possono riconoscere spaventosi “mostri”, ovvero Caronte e i dannati spinti dai demoni. La Cappella Sistina così chiamata da Papa Sisto IV della Rovere, che commissionò la decorazione alla fine del Quattrocento, è il luogo dove avviene l’elezione del Papa e, uscendo, spiego ai bimbi come si svolge, indicando loro il punto dove viene posta la famosa stufa in cui si bruciano le schede della votazione che annunciano al mondo intero l’avvenuta elezione di un Pontefice. La prima visita ai Musei Vaticani è terminata e ci guadagniamo l’uscita scendendo dalla monumentale scala elicoidale progettata da Giuseppe Momo.
Tra le proposte dedicate alle famiglie, i Musei Vaticani organizzano periodicamente anche “Cattura la Natura”, una visita interattiva nei Giardini Vaticani pensata per famiglie con bambini dai 6 ai 12 anni. Nel 2026 l’iniziativa si è svolta dal 7 febbraio al 27 giugno: per eventuali nuove edizioni è quindi bene verificare il calendario ufficiale dei Musei Vaticani. Il percorso, ispirato all’Enciclica Laudato si’, unisce natura, giochi educativi e laboratori per sensibilizzare grandi e piccoli alla tutela dell’ambiente.
Oltre ai Musei Vaticani vale la pena ricordare che a Castel Gandolfo è possibile visitare il Palazzo Papale e il Giardino Segreto delle Ville Pontificie, storica residenza estiva dei Papi. Un’altra imperdibile visita!
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Copyright: FamilyGO. Foto: E. De Filippis; Fabrizio Sinopoli; Francisco Antunes; David Simmer










