A Selva di Cadore un’estate sulle orme dei dinosauri: la mostra e tante belle attività correlate

Selva di Cadore, Dinosauri in carne e ossa
Erika Fasan, autore di Family Go
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Tempo necessario: 1 giorno, 1 settimana, Weekend
Età bambini:  1-3 anni4-12 anni13-18 anni

Dal 9 luglio all’11 settembre al Museo Civico Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore (BL) la mostra “Dinosauri in carne e ossa. Val Fiorentina – Dolomiti ‘Le origini’”. Una ventina di modelli di dinosauri e animali preistorici a grandezza naturale come quelli che 200 miliardi di anni fa percorrevano i sentieri delle Dolomiti. E un’occasione per prendere parte alle iniziative collaterali in programma e per scoprire panorami e tradizioni della Val Fiorentina.

Quando pensiamo alle Dolomiti istintivamente pensiamo a vette tra le più belle e inconfondibili del pianeta, a qualcosa di cui – magari inconsapevolmente – reclamiamo l’italianità, l’appartenenza a un patrimonio condiviso. Quello che non sempre ricordiamo, o che proprio non sappiamo, è che le Dolomiti un tempo erano una barriera corallina, con bracci di mare che si protendevano nell’entroterra, lasciando, con la bassa marea, pozze d’acqua poco profonde simili a quelle che ci immaginiamo di vedere durante una vacanza alle Bahamas.

La mostra “Dinosauri in carne e ossa” a Selva di Cadore

Selva di Cadore, Dinosauri in carne e ossa     Selva di Cadore, Dinosauri in carne e ossa

Non solo, le pendici delle attuali montagne erano solcate dai pesanti passi dei rettili preistorici che abitavano questo angolo di Nord Est della Penisola. Dinosauri e altri animali del passato, le cui impronte sono ancora oggi visibili sul Monte Pelmetto e a cui è dedicata la mostra “Dinosauri in carne e ossa. Val Fiorentina – Dolomiti ‘Le origini’ in programma al Museo Civico Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore (BL) dal 9 luglio all’11 settembre 2022.

Cuore della mostra sono una ventina di modelli di dinosauri e animali preistorici riprodotti a grandezza naturale e con l’aspetto che dovevano avere in vita, ricostruiti grazie agli studi scientifici di un team di paleontologi professionisti.

L’esposizione è organizzata in due sezioni, una interna al museo e una all’aperto. Nella sezione interna, allestita negli spazi del Museo, si trovano 12 dinosauri italiani tra cui Tito, il sauropode titanosauro proveniente da Roma, il dinosauro lombardo Saltriovenator e Ciro, il cucciolo di carnivoro famoso in tutto il mondo rinvenuto in provincia di Benevento.

La sezione all’aperto, invece, realizzata nella frazione di Santa Fosca e ad accesso libero, è dedicata ai dinosauri testimoni della grande estinzione che ha segnato la fine dell’Era Mesozoica e ci parla anche delle altre estinzioni di massa, non ultima quella che si sta attualmente verificando per mano dell’uomo. Tra gli esemplari esposti compaiono l’enorme predatore Tyrannosaurus, l’erbivoro con le corna Triceratops e il dinosauro piumato Anzu.

Mostra “Dinosauri in carne e ossa”: le iniziative collegate

Val Fiorentina, Museo Vittorino Cazzetta     Passeggiate per bambini in Val Fiorentina

Per tutta l’estate sono in programma iniziative collegate alla mostra che hanno anche il merito di portarci alla scoperta di storia e panorami di questo angolo di Dolomiti. Ecco le principali:

– escursione guidata al masso sul Monte Pelmetto dove Vittorino Cazzetta scoprì le Orme dei Dinosauri
– escursione guidata all’altopiano di Mondeval de Sora dove un tempo viveva e cacciava Valmo, l’uomo di Mondeval
– visita serale al percorso esterno della mostra
– passeggiata alla scoperta della Val Fiorentina (adatta a bambini e famiglie)
– “Al museo con l’esperto”, visita guidata e attività laboratori sotto la guida di un professionista

Il Val Fiorentina coi bambini: cosa fare e cosa vedere in famiglia

Selva di Cadore, pic-nic in famiglia     Selva di Cadore, gite in bici

Cosa c’è di meglio della mostra sui dinosauri per partire coi bambini alla scoperta della Val Fiorentina? Che si rivela terra di scenari bellissimi, riti e tradizioni. Tutti da ammirare in famiglia, magari in e-bike o mountain-bike grazie a mulattiere e sentieri adatti anche ai principianti.

Ci sono gli alpeggi, ultima frontiera della cultura agro-pastorale, che in estate si popolano di animali al pascolo. Ci sono le malghe che profumano di formaggio e respirano una storia antichissima, sempre uguale ma al contempo sempre nuova, fatta di sudore della fronte e mestieri che si tramandano.

Selva di Cadore, passeggiate     Selva di Cadore, visita ai borghi antichi

E ci sono le feste tradizionali, come la desmontegada che il secondo weekend di settembre fa sfilare i capi di bestiame di ritorno dalle malghe e dai pascoli della Val Fiorentina: gruppi musicali, mercatino dell’artigianato e stand gastronomici sono la giusta cornice per omaggiare i malgari e gli animali addobbati a festa.

Ci sono i borghi dove si ha l’impressione che il tempo si sia fermato, come L’Andria e Toffol : qui la frenesia che caratterizza le nostre giornate non è riuscita a intaccare l’autenticità dei luoghi e delle persone che li abitano. Lungo il percorso tra i villaggi che compongono la Vila di L’Andria sono ancora visibili e ben conservati gli edifici del passato: chiese, fienili, case in stile ladino, strutture per l’essicazione della fava e per ferrare il bestiame, i forni da calce e il Mulin dei Padre, antico molino restaurato e ancora funzionate.

Escursioni all’ombra delle Dolomiti

E ci sono i pianori verdeggianti dell’altopiano di Mondeval de Sora, circondato dalle cime del Sistema Numero 1 Dolomiti Unesco Pelmo-Croda da Lago. Qui la bellezza senza tempo di alcune delle vette più belle del pianeta veglia come un guardiano sul sonno di Valmo, l’uomo di Mondeval, l’uomo del Mesolitico qui rinvenuto.

Basta un’escursione giornaliera di media difficoltà per immergersi in questi luoghi sospesi e ammirare il masso sotto cui è stato ritrovato il corpo di oltre  7000 anni fa: la partenza può avvenire da Santa Fosca, Selva di Cadore o dai passi Giau o Staulanza.

Per Informazioni

www.valfiorentina.it/

 

Copyright: FamilyGO. Foto di LUC; Dinosauri in carne e ossa; Archivio Dolomiti; Franco Voglino

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