Bambini che sprigionano raggi di energia, cani che abbaiano, omini che ballano e figure coloratissime che sembrano prendere vita. Benvenuti nell’universo di Keith Haring! Al Museo di Roma, a Palazzo Braschi, fino all’11 aprile 2027 potete conoscere meglio questo ragazzo che negli anni ’80 del novecento ha portato l’arte oltre le mura di musei e gallerie. Dai disegni realizzati di nascosto con il gessetto nella metropolitana ai giganteschi murales lungo l’autostrada di Manhattan, fino alle creazioni per scuole, ospedali e parchi giochi, sono in mostra oltre 140 opere che affrontano anche temi importanti con una sensibilità semplice e geniale.
L’arte è vita. La vita è arte. Non ha un significato perché ne ha infiniti. È diversa per ogni individuo. Non esistono risposte fisse, solo domande. Questa citazione si trova su uno dei primi pannelli che incontriamo entrando alla mostra di Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Ed è forse quella che più ci è rimasta nel cuore, accompagnandoci per tutta la visita e anche al rientro a casa.
Ma Keith Haring ci aveva già conquistati tanti anni fa, quando avevamo scoperto quasi per caso, a Pisa, il suo murale Tuttomondo: un’esplosione di figure coloratissime, personaggi danzanti che sembravano muoversi davvero sulla superficie, bambini da cui si irradiavano raggi, cani, angeli e altre creature fantastiche. Un universo che ci aveva stupito per ritmo ed energia, oltre che per l’indiscussa originalità.
E allora non potevamo che andare a curiosare tra gli oltre 140 materiali in mostra: disegni, stampe, poster, sculture e celebri lavori realizzati per le strade di New York, concessi eccezionalmente in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection.
Keith Haring, una mostra adatta ai bambini?
Keith Haring riesce a mescolare fanciullezza e irriverenza in un modo così unico da poter affrontare anche i temi più profondi e spinosi del suo tempo- tra cui ad esempio AIDS, apartheid e nucleare – con una semplicità e una delicatezza sorprendenti.
Quindi sì, noi di FamilyGO pensiamo che visitare questa mostra con i bambini sia un’ottima idea. Del resto, lo stesso artista (come Kandinsky, anche lui a Roma in mostra in questi mesi) considerava i più piccoli un pubblico ideale, perché capaci di guardare le cose senza pregiudizi, con spontaneità e curiosità.
Ma vi diciamo di più: pure gli adolescenti che l’arte (apparentemente) snobbano e sminuiscono, potrebbero trovare in Haring un artista davvero TOP. Anche solo dopo aver ascoltato come è cominciata la sua avventura.
Quasi subito dopo il suo arrivo a New York nel 1978, infatti, il giovane Keith resta affascinato dai graffiti che popolano le strade e le stazioni della metropolitana. Proprio quest’ultima diventa il luogo delle sue prime, rivoluzionarie incursioni artistiche e ancora oggi i Subway Drawings, i disegni spontanei a gessetto bianco su pannelli pubblicitari neri, restano tra le opere più celebri. Ne realizza oltre 5.000 in circa 5 anni, tanto da guadagnarsi il soprannome di Chalk Man, l’uomo del gessetto.
Ma come faceva? Cercava nelle stazioni i pannelli pubblicitari rimasti vuoti, scendeva dal vagone, disegnava in pochi istanti e ripartiva prima che il personale della metropolitana o la polizia potessero fermarlo. L’obiettivo? Avvicinare l’arte a un pubblico sempre più vasto, comprese persone che forse non avrebbero mai visitato musei o gallerie.
E nella mostra possiamo immergerci anche in quell’atmosfera: una delle sale ricrea infatti l’ambientazione della metropolitana newyorkese, con tanto di piastrelle bianche e giochi di luci e ombre.
L’arte è per tutti e tutto può diventare una tela!
“L’arte è per tutti, senza distinzione di età, provenienza o condizione sociale”. Eh sì, è questa la convinzione più profonda di Haring. Così, oltre alla metropolitana presto altri spazi pubblici diventano tele: muri, marciapiedi, ma anche mobili abbandonati, tavole di legno, oggetti quotidiani, vestiti, cofani d’auto, gílet da cantiere. Solo per citarne alcuni!
In mostra ci sono, ad esempio, sette dei trenta pannelli del lunghissimo murale (91 metri) realizzato nel 1984 lungo la FDR Drive di New York, la strada a scorrimento veloce che costeggia l’East River, sul lato orientale di Manhattan. Haring dipinse direttamente sulle barriere metalliche già installate lungo la strada, creando un’opera da ammirare in movimento, anziché da contemplare come un quadro.
Come organizzare la visita con i bambini
Se per ogni mostra o museo vi consigliamo di lasciare liberi i bambini di trovare l’opera che più li affascina senza cercare necessariamente un percorso prestabilito, qui ve lo suggeriamo con ancora più convinzione. Ogni lavoro è un piccolo universo di simboli, storie e suggestioni che si presta a infinite interpretazioni per i bambini.
C’è chi si appassionerà a Icons, la serie che raccoglie cinque dei suoi personaggi più celebri: tra questi il Bambino radiante, simbolo di energia e di speranza; il Cane che abbaia, che può rappresentare ora l’oppressione, ora il gioco; o l’Angelo, che richiama la spiritualità e le grandi domande della vita. E chi si fermerà davanti alle originali sculture (sparse nelle varie sale) realizzate con lastre di acciaio e verniciate con colori accesi che rappresentano, ancora una volta, i suoi iconici personaggi.
Ci sono opere in cui si intrecciano simboli dell’antico Egitto e fantascienza (d’altronde, chi non ha mai fantasticato che le piramidi fossero opera di alieni supertecnologici?); altre che rimandano all’arte africana o a quella precolombiana e azteca. Accanto alla suggestione che più spesso gli è stata attribuita, quella delle pitture rupestri.
Ancora, ci sono riferimenti agli idoli della sua infanzia, Walt Disney e Dr. Seuss, a Andy Warhol, maestro della Pop Art e suo amico, che per primo sdoganò TV, fumetti e pubblicità come fonte di ispirazione artistica.
Insomma, c’è veramente un concentrato di spunti per far volare la fantasia dei visitatori di ogni età!
A noi di FamilyGO è piaciuta molto anche la sezione finale della mostra, dedicata al rapporto speciale di Haring con i bambini e alle opere realizzate per loro.
Tra queste un Manifesto commissionato dalla rete delle biblioteche pubbliche di New York in cui campeggia la frase: Riempi la testa di divertimento: leggi un libro, mentre dalla pagina arrivano mondi nuovi da scoprire.
E i modellini della coloratissima giostra (con sedili a forma dei suoi inconfondibili personaggi, ça va sans dire) progettata da Haring per Luna Luna, un incredibile luna park nato nel 1987 grazie alla collaborazione di oltre 30 artisti, chiamati a trasformare le attrazioni in vere e proprie opere d’arte contemporanea.
Mostra Keith Haring a Roma: informazioni pratiche
La mostra Keith Haring è al Museo di Roma, a Palazzo Braschi, in Piazza San Pantaleo 10, a pochi passi da Piazza Navona, dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027. È aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. I prezzi dei biglietti sono di € 17 per gli adulti, ridotto € 15 dai 6 ai 25 anni (i bambini entrano gratis fino a 6 anni). Per le famiglie è prevista una tariffa speciale molto molto conveniente di € 22 per due adulti con figli minorenni, oppure € 11 per un adulto con figli minorenni (prenotabile esclusivamente tramite telefono chiamando lo 060608 oppure di persona presso la Biglietteria).
Compresa nel biglietto c’è l’audioguida da scaricare sullo smartphone con qcode (ricordatevi le auricolari!), sia in versione adulto che bambino.
Non sono previste visite guidate per famiglie, noi vi consigliamo di prenotare con l’Associazione esterna La Mage, Arte per bambini, con la quale ci siamo sempre trovati benissimo.
Per aggiornamenti, prenotazioni e calendario delle attività consultate il sito ufficiale www.museodiroma.it/it/mostra-evento/keith-haring
Copyright: FamilyGO. Foto di M. Rosellini



