Palermo con i bambini: la guida per visitare la città divertendosi

Isabella Colombo, autore di Family Go
Tempo necessario: 1 settimana, Weekend
Età bambini:  4-12 anni13-18 anni

Ci sono l’anima araba e quella normanna, un bel porto e i giardini family friendly, cannoli, panelle e granite che fanno felici tutti i bambini. Ma a Palermo c’è soprattutto tanto divertimento: tra statue giganti e cappelle rivestite d’oro, alberi che sembrano colonnati e “pupi” che prendono vita. Pronti per un viaggio nella Sicilia più autentica?

Palermo è come ogni grande città del sud: caotica e meravigliosa, faticosa e affascinante, contraddittoria e attraente. Come capoluogo della Sicilia, ne rappresenta l’essenza: l’arte disseminata ovunque, il mare sempre sullo sfondo, il calore della gente, il cibo buonissimo. E, soprattutto, le tracce di tutti i popoli che nei secoli hanno attraversato questa meravigliosa isola e ne hanno forgiato storia, architetture e carattere. Se per mamma e papà Palermo si rivelerà uno scrigno di tesori a cielo aperto, per i bambini sarà puro divertimento. I percorsi che si possono scoprire dentro e intorno alla città sono tantissimi ma qui abbiamo selezionato solo le tappe più attraenti per ogni età, quelle cioè che piaceranno ai bambini ed esalteranno i genitori.

Dai Quattro Canti ai quartieri popolari: il tour classico che piace ai piccoli

. Palermo con i bambini: Piazza Pretoria  Palermo con i bambini: il mercato di Ballarò

I Quattro Canti sono il cuore di Palermo e anche il punto d’inizio ideale per cominciarne la visita. È una piazza ottagonale che sembra scavata all’interno dei palazzi circostanti, tutta in stile barocco e marmo bianco. È piena di statue che rappresentano i fiumi della zona, le loro ninfe e leggende e le quattro stagioni: scoprire le allegorie è come una caccia al tesoro. A pochi passi c’è Piazza Pretoria, un altro tripudio di arte barocca con una celebre fontana e statue enormi che i piccoli si divertiranno a “scalare”.

Da qui conviene fare un salto alla vicinissima Chiesa della Martorana, con il suo incredibile alternarsi di mosaici e affreschi e le inconfondibili cupole rosse nello stile arabo-normanno tipicamente palermitano. Oppure e a Palazzo Gangi, un edificio settecentesco che all’interno sembra una piccola Versailles. Siamo nel cuore dei quartieri storici, come Kalsa e Ballarò, dove è bello perdersi tra dedali di viuzze, panni stesi al sole, profumo di salsa e bancarelle di frutta colorata.

Dalla Cappella palatina alla statua dell’Ape: i monumenti stupefacenti

Palermo con i bambini: la Cappella Palatina a Palazzo dei Normanni  Palermo con i bambini: la scultura Ape Bianca in via Filippo Patti

Una passeggiata un po’ più lunga, che attraversa il celebre mercato di Ballarò, porta verso la Cattedrale (vale assolutamente una visita) e, soprattutto, verso il Palazzo dei Normanni con l’incredibile Cappella Palatina, ricoperta da mosaici bizantini costituiti da tessere d’oro. Fu voluta da Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia. La sua storia è simbolica perché qui vi lavorarono insieme arabi, normanni e bizantini grazie alla politica di tolleranza voluta dal re. L’incredibile scintillìo lascerà senza fiato dal più grande al più piccolo membro della famiglia.

Chi ha bambini molto pazienti può spingersi fino al Teatro Massimo, un grande simbolo della città, attraversando via Maqueda, la via dello shopping, con i bei palazzi e gli ottimi caffè. I bambini più irrequieti invece meritano un bella passeggiata sul lungomare: con una puntatina in via Filippo Patti dove c’è una curiosa statua, l’Ape bianca (sì, è un monumento all’Ape Piaggio in “salsa” palermitana).

Dal Parco della Salute all’orto botanico: il verde family friendly

Palermo con i bambini: il ficus gigante di Villa Garibaldi  Palermo con i bambini: l'Orto botanico

Eccoci al mare! Nella zona del foro italico ci sono l’oasi tranquilla della Cala, il porto turistico con la sua selva di “alberi e vele” dove è piacevole passeggiare e il Parco della salute. Comprende un vasto parco giochi super attrezzato e prati verdi per i pic-nic di primavera o le improvvisate partite di pallone sullo sfondo del mare. Per riposarsi dopo tanto gioco, c’è Piazza Marina con Villa Garibaldi, famosa per il suo Ficus Macrophylla. È un enorme albero con rami-radici, rami cioè che giungono fino a terra e si saldano alle radici che fuoriescono dal suolo, creando un curioso colonnato arboreo tutto da attraversare.

Per i più curiosi, a pochi passi c’è Palazzo Steri, un edificio che risale al Quattordicesimo secolo e che ospita tante attività per i bambini: qui è conservata un’opera simbolo della città, il dipinto “La Vucciria” di Renato Guttuso: il titolo è il nome del celebre mercato popolare che è qui vicino e che conviene visitare per fare un “bagno” nella cultura popolare della città. Il verde si ritrova ai Giardini di Villa Giulia e al vicino Orto Botanico che oltre a essere un prezioso monumento alla flora mediterranea (e non solo) è anche considerato il più family friendly d’Italia. Ci sono una nursery con fasciatoio, scalda biberon e persino zanzariere per passeggini e i viali hanno una cartellonistica che racconta le piante e le storie di questo luogo magico con il linguaggio dei bambini.

Dalla chiesa dove crescono gli alberi alla Palazzina cinese: che sorprese!

Palermo con i bambini: la stanza delle meraviglie. Palermo con i bambini: la chiesa dello Spasimo

La prima inaspettata sorpresa di Palermo si chiama Camera delle Meraviglie: è una stanza tutta blu e piena di scritte dorate che risale all’800 ed è stata scoperta per caso durante i lavori di restauro che i proprietari hanno avviato qualche anno fa (è un’abitazione privata e bisogna prenotare). Sembra un misterioso luogo di culto che lega l’anima araba di Palermo alla lontana Mecca. Le pareti blu cobalto e le scritte dorate che riempiono ogni angolo sono uno spettacolo straordinario.

La seconda sorpresa si chiama Stanze al genio, e custodisce un’esposizione di circa 5000 esemplari di maiolica, le mattonelle decorate a mano tra XV al XIX secolo. Provengono da tutta Italia e ricoprono le pareti di otto sale creando un effetto sorprendente. La terza sorpresa è la Chiesa dello Spasimo nel cuore del quartiere Kalsa: è un edificio del Cinquecento il cui degrado, nei secoli, è stato trasformato in bellezza. Senza più soffitto, al centro vi crescono gli alberi che donano alle navate spoglie e scoperte un’atmosfera unica.

Per l’ultima sorpresa bisogna prendere i mezzi e raggiungere i confini della città e il Parco della Favorita: si chiama Palazzina Cinese, è curiosa perché fu fatta costruire dal re Ferdinando III di Borbone alla fine del Settecento, tutta in stile orientale. Qui vicino c’è La città dei ragazzi, un’area del grande parco dedicata allo svago e alla cultura dei piccoli, con un grande castello in mattoni, antiche grotte monumentali, un canale navigabile con l’imbarcadero, una strada ferrata con il trenino, un ponte levatoio e persino una biblioteca all’aperto.

Dai burattini alle maioliche: i musei più divertenti

Palermo con i bambini: lo spettacolo a quinte aperte al Museo internazionale delle marionette  Palermo con i bambini: il Museo geologico Gemellaro

Il museo che piacerà di più in assoluto ai bambini è il Museo Internazionale delle Marionette che ospita più di 3500 tra marionette, ombre e burattini provenienti da tutti i paesi del mondo, persino da Bali, Cina e Vietnam. Naturalmente, il pezzo forte sono i pupi siciliani, queste particolari marionette con le quali si rappresentavano le avventure epico-cavalleresche del ciclo dei paladini di Francia, cioè l”Opera dei Pupi” (nel 2001 è stata dichiarata patrimonio Unesco). Il museo propone anche gli spettacoli e i laboratori in tema. Così, mentre i bambini si divertono ad ammirare le gesta di Orlando e Rinaldo, mamma e papà possono ammirare le storiche scenografie di Renato Guttuso.

Altre atmosfere all’ecomuseo Mare memoria viva: offre uno spazio ludico per bambini da 2 a 5 anni e uno spazio di laboratori e didattica per i più grandi per far comprendere la storia del Mediterraneo e il rispetto per la biodiversità marina. Nella lista dei musei palermitani più amati dai bambini naturalmente non può mancare quello con i dinosauri: il Museo geologico e paleontologico Gemmellaro custodisce pezzi scheletri di elefanti nani e dinosauri. C’è persino una goccia d’acqua vecchia di 6 milioni  di anni imprigionata in un cristallo di gesso. Istallazioni virtuali e laboratori di paleontologia completano l’esperienza.

Da panelle e cannoli alle atmosfere puniche: dove mangiare e dormire a Palermo

Palermo con i bambini: l'Antica Focacceria San Francesco  Palermo con i bambini: i cannoli dell'Antica Focacceria San Francesco

La prima tappa golosa è l’Antica Focacceria San Francesco, locale storico e ideale per assaggiare lo street food tipico della città: “pane e panelle” (golosissime frittatine di ceci), sfincione (la focaccia alta e morbida), gli immancabili arancini e i dolcissimi cannoli. Il locale è attrezzato per ospitare e intrattenere i bambini e ha una vasta scelta di birre siciliane che faranno felici mamma e papà. Per l’altro must siciliano, cioè la granita con la brioche (o brioscia, come la chiamano qui) c’è Il signor Di Carbognano, una vera istituzione che è proprio in centro. Per assaggiare i prodotti locali più buoni e, nello stesso tempo, far felici i bambini, l’alternativa è FUD – Bottega sicula, hamburgheria siciliana che propone panini e altri piatti rigorosamente a chilometro zero.

Stanchi? Si riposa al B&B Atmosfere Puniche che è proprio accanto ai Quattro Canti, quindi comodissimo per cominciare il tour della città. Oltre a camere spaziose e comode offre una scenografia unica perché si trova all’interno dell’elegante Palazzo del Gran Cancelliere, un edificio risalente all’epoca punica della quale rimane ancora traccia. Un altro pezzo della storia di Palermo che vale la pena conoscere.

Per informazioni sui tour e gli orari di apertura di musei e monumenti: turismo.comune.palermo.it

 

 

 

Copyright: Familygo. Foto Comune di Palermo, Antica Focacceria San Francesco, Museo internazionale delle mariorette, Museo geologico Gemellaro.

 

 

 

 

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