Escher a Padova: un viaggio tra arte, matematica e illusione ottica

Mostra Escher Padova, ingresso
Patrizia Bertini, autore di Family Go
Tempo necessario: 1 giorno
Età bambini:  4-12 anni13-18 anni

È ora a Padova, dopo il successo di Milano e Parigi, una grande mostra per scoprire il genio di M.C. Escher, maestro indiscusso del paradosso. Una mostra coinvolgente, pensata anche per bambini e famiglie grazie al format che prevede installazioni multimediali e percorsi didattici.

Fino al 19 luglio 2026 il Centro Culturale San Gaetano di Padova ospita la più grande e completa esposizione dedicata a M.C. Escher, artista olandese capace di fondere arte, matematica e illusione ottica in un universo visionario e immaginifico. La mostra “M.C. Escher. Tutti i Capolavori” ripercorre l’intero percorso creativo del maestro, dagli esordi fino alle opere più celebri, attraverso oltre 150 lavori tra cui Mano con sfera riflettente, Giorno e Notte, La Torre di Babele, Metamorfosi II e Relatività. 

Mostra Escher Padova

Il percorso espositivo accompagna i visitatori dentro mondi apparentemente plausibili ma in realtà inconciliabili con la logica quotidiana, dove prospettive impossibili, superfici riflettenti e paradossi geometrici mettono alla prova lo sguardo. Proprio questa dimensione rende la mostra particolarmente adatta anche ai bambini: le opere di Escher, pur nella loro complessità, stimolano la curiosità e invitano a osservare, ragionare e porsi domande.
Grande attenzione è dedicata agli apparati didattici, che costituiscono uno degli elementi centrali dell’allestimento.

Mostra Escher Padova

Accanto alle opere originali, il percorso propone video, approfondimenti e installazioni interattive che aiutano a comprendere il processo creativo e astratto dell’artista. Le tassellature, ad esempio, permettono di avvicinare i più piccoli ai concetti di simmetria e ripetizione, mentre le celebri costruzioni impossibili introducono in modo intuitivo temi legati alla percezione e alla geometria.

Mostra Escher Padova, tassellature
Tra le installazioni più coinvolgenti spiccano la Relativity Room, che altera il senso di orientamento e scala, e la Mirror Room, dove i riflessi si moltiplicano all’infinito. Non mancano postazioni ispirate alle opere più note, come quella dedicata a Mano con sfera riflettente, che consente ai visitatori di immedesimarsi nell’artista, o l’esperienza legata a Galleria di stampe, per sperimentare l’effetto di ripetizione dell’immagine dentro l’immagine. In questo modo il pubblico, anche il più giovane, non è più semplice spettatore ma parte attiva dell’esperienza.

Mostra Escher Padova
A completare l’offerta, ai Musei Civici Eremitani è proposta un’installazione di realtà virtuale che permette di entrare nelle architetture impossibili di Escher, attraversando spazi che ribaltano ogni certezza e vivendo in prima persona i suoi paradossi visivi.

Attività per famiglie alla mostra Escher a Padova

Mostra Escher Padova, Activity Book

La mostra è arricchita da un programma di attività pensate appositamente per le famiglie, con percorsi guidati e laboratori che rendono l’esperienza ancora più accessibile e coinvolgente. Attraverso il gioco e la sperimentazione, bambini e genitori possono approfondire i temi presenti in mostra, dalle tassellature alle illusioni ottiche, comprendendo in modo semplice e diretto i principi che stanno alla base delle opere di Escher.
Una speciale visita guidata per famiglie è gratuita, solo per alcune date visibili qui e spesso sold out, in quanto regalata (biglietto + attività) da “Generali Valore Cultura”.
Altre tipologie di visita con attività per famiglie sono nei weekend e prenotabili su Ticket.it.
Completa l’offerta per le famiglie l’Activity Book acquistabile al Book Shop.

Dietro le quinte

Mostra Escher Padova, curatore

La mostra è stata curata da un grande collezionista di Escher, Federico Giudiceandrea, oggi presidente della M.C. Escher Foundation. La storia personale che lo lega all’artista è molto curiosa. Studente di ingegneria a Padova negli anni Settanta del secolo scorso, s’imbatté per la prima volta in un’opera di Escher pubblicata nel giornale del dipartimento. Poi ne rivide un’altra sopra la copertina dei Pink Floyd e osservò che questo artista era trasversale perché piaceva sia ai matematici che agli hippies. Alla prima occasione andò a vedere una sua mostra, quando ancora Escher non era ancora molto conosciuto, e vi trovò, per coincidenza, due paesaggi, uno raffigurante il paese natale del papà e un altro il paese della mamma, entrambi in Calabria. Fu infatti durante un viaggio in Italia nel 1930 che Escher rimase colpito da Scilla, il paese che prende il nome dal mostro mitologico di cui parla Omero nell’Odissea, e dal villaggio di Pentedattilo, nella regione montuosa dell’Aspromonte. Una coincidenza tale non poteva che suggellare un legame profondo con l’artista, spingendo il giovane ingegnere a seguirne le orme, acquisirne le opere e diventarne divulgatore. Questi due paesaggi sono ora in mostra a Padova. Li vedete nella sezione “Viaggi e paesaggi”.

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