Croazia. Rab, l’isola dei bambini, vi sveliamo il perché!

Vincent Spaccapeli, autore di Family Go

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Tempo necessario: 1 settimana, 2 settimane

Età bambini:  0-12 mesi1-3 anni4-12 anni

In Croazia, i nostri dirimpettai godono di una terra pressoché incontaminata, di luoghi dall’alto profilo storico culturale che si affacciano su un mare che il solo pensiero che possa essere lo stesso Adriatico della nostra pur bella Jesolo ci lascia basiti. Si perché l’infinito universo di isole, baie e insenatura di una costa lunghissima e frastagliata come quella croata ospita uno scenario marittimo e urbano incantevole. E’ stato così durante il nostro ultimo viaggio sull’isola di Rab un luogo che abbiamo voluto ribattezzare #landofkids e se leggete più sotto capirete perché.

La posizione geografica e il clima

croazia-rab-familygo-ph-vincent-3Rab, o Arbe se volete conoscere la traduzione in italiano, fa parte di un arcipelago di isole che si allungano su per la regione del Quarnero, tra l’Istria e la Dalmazia. Le isole si presentano estremamente discrete e mimetizzate: seppure vicinissime alla costa, la parte rivolta a nord, montuosa e imponente, è spazzata in inverno dai forti venti di bora, pertanto appaiono come paesaggi lunari, completamente spogli. Senza conoscerne i segreti difficilmente ci si avventurerebbe alla ricerca di gioie su terre così desolate. E invece, appena ci si affaccia sulla parte sud occidentale le isole mostrano una vegetazione rigogliosa, sono verdissime e accolgono coltivazioni, attracchi e cittadine dal puro fascino marinaro. In particolare Rab, gode di un clima felice, con una piovosità ridotta a una manciata di giorni durante l’anno.

Il mare è azzurro e sicuro

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La posizione molto all’interno della cintura formata dalle isole si Lussino, Cherso, Veglia e Pago, in un’area del Mediterraneo stretta tra due coste, rendono il mare di Rab calmo e balneabile praticamente ovunque. La sensazione è quella di un grande lago aperto e azzurro. Anche durante le grandi perturbazioni invernali il mare non assume mai una forza significativa e questo lo rende un luogo sicuro per far divertire i bambini. Non basta? Beh, metteteci che l’acqua è calda, e ti consente bagni per ore. La meta è apprezzata anche da turisti un po’ speciali, al porto non mancano mai grandi barche a vela con alberi fino a 40 metri e lussuosissimi yacht che ti fanno strabuzzare gli occhi.

L’ospitalità e la vocazione turistica

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Dal dopo guerra (e non parlo ovviamente della Guerra Mondiale), gli abitanti di Rab hanno compreso il valore di altre fonti di business al di là della pesca e dell’agricoltura e hanno cominciato ad accogliere i primi turisti europei a caccia più di terre esotiche e storicamente impenetrabili che di relax e comfort. In pochi anni è nata la fiorente industria del turismo con una variante molto piacevole: non ci sono grandi catene alberghiere o enormi fast food a creare uno scenario contaminato e super consumistico, esiste una gestione locale molto attenta ai valori della propria terra e della propria cultura e una profonda collaborazione tra la popolazione che si organizza e sostiene l’accoglienza. Essendo una meta prediletta da parte di ormai un numero sempre crescente di famiglie tedesche, italiane, austriache, croate, francesi, olandesi, moltissime abitazioni private si sono rifatte il make-up e sono diventate dei bad and breakfast (se così li possiamo definire) o più semplicemente degli appartamenti in affitto.

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Un’offerta utile, visto il bisogno di strutture d’accoglienza, e un business rigenerante, visto che con i ricavati si avviano continuamente ristrutturazioni e migliorie alle vecchie case di pescatori e contadini. Le persone sono molto accoglienti e si percepisce immediatamente una genuina manifestazione di semplicità con una forte preparazione e attenzione ai clienti, come a dire: siamo arrivati per ultimi ma non per questo ci lasciamo sfuggire l’opportunità di essere anche noi della partita. L’inglese è parlato ovunque, così come il tedesco e l’italiano. I locali, anche quelli come il Konoba Oliva sull’isola di Ilovik, l’Isola dei fiori, ricavato da un antico molino, hanno un’ottima e gratuita copertura wi-fi, un dettaglio che in una piccola isola in mezzo al mare, nell’epoca del web è ormai passato da un servizio a un segno di civiltà.

A Rab con bambini: le spiagge e le attrezzature per i piccoli

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L’isola è lunga appena 22 km e – rarità nel panorama turistico croato – offre numerose spiagge a differenza del resto della costa molto roccioso. Una considerazione personale: l’assenza di spiagge nella parte sud dell’isola non provoca alcun tipo di disagio, la presenza di roccia (per la verità calpestabile e molto arrotondata) ospita eserciti di bambini come se ne vedono raramente. Per chi, come me, è abituato alla sabbia e ai castelli, e trova assurda una concezione di mare che prevede la completa assenza si sabbia, può restare sbigottito nell’osservare che, a una verifica “ad occhio”, il 90% delle presenze sono tutte famiglie con bambini. La spiaggia, quella dorata è sulla parte nord, nella zona di Lopar, dove l’acqua, oltre a bagnare i granelli delle baie, si estende per decine e decine di metri con un’altezza che non supera i 50 cm, una piscina naturale forse tra le più estese che si siano mai viste.

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Le spiagge, i moli, ma anche i lunghi fronte-mare che partono dal porto di Rab per girare tutta la baia sono non solo percorribili in bicicletta ma completamente attrezzati per accogliere i turisti e i bagnanti. In acqua le strutture gonfiabili e gli scivoli non mancano mai.

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Particolarmente suggestiva è l’insenatura al di là della città vecchia: si scende tra un dedalo di piccoli camminamenti tra la pineta dietro le case storiche e i 4 celebri campanili che troneggiano sul promontorio.

Le escursioni in barca

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Potrei ripeterlo allo sfinimento, ma quando si parla delle isole croate non si può che pensare alla barca. Chi ha la fortuna di possederne una abbastanza potente saprà già che salpare dall’Italia fin qui è poco più di una bella passeggiata (ca. 90 miglia nautiche se non ricordo male). Per chi la ama qui ne trova quante ne vuole, al porto ma anche nella miriade di piccoli attracchi che ogni caletta mette a disposizione di piccole imbarcazioni e per chi non sa portarla non perdetevi le affascinanti escursioni. VI racconto la mia: “siedo al tavolo della colazione di fronte al ricchissimo buffet del Grand Imperial di Rab, si siede con me un signore sugli ottanta anni, distinto e molto educato, mi saluta con uno splendido francese e un gesto d’altri tempi … non si può cominciare giornata in maniera migliore. Noto la sua polo con uno stemma storico della città e gli chiedo se anche lui è parte dei festeggiamenti per la grande feria medievale. Boris mi dice che lui è parigino, ha 80 anni, è nato a Rab ed è tornato in patria via mare con la sua grossa barca per godersi la pensione portando in giro le famiglie alla scoperta delle isole.

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Mi invita a seguirlo per l’escursione sulla sua Eufemia, con la quale dopo appena 40 minuti salpo dal porto di Rab verso Lussino. Con noi altre 60 persone, per lo più bambini, tutti affascinati dalla trasparenza del mare che già dal porto lascia tutti a bocca aperta e dal desiderio di vedere i delfini. La traversata è meravigliosa, il mare calmo dell’arcipelago regala una navigazione perfetta, il cielo, in partenza leggermente coperto si apre regalandoci una giornata pazzesca. Approdiamo a Lussino dove scopriamo un paesino coloratissimo, ricco di piccole botteghe e ristorantini e una costa incantevole su cui i bambini mostrano tutto il loro spirito creativo inventando trampolini, scivoli e nuovi modi di conquistare il mare. Dopo il pranzo marinaro con pesce tipico che mi gusto come fossi un bambino che gioca ai pirati (o c’è anche un menù di carne per chi vuole) ci spingiamo verso l’Isola dei Fiori (Ilovik). Mentre il sole ci accompagna e l’atmosfera a bordo si arricchisce di conoscenze e cortesie come si usa nelle migliori brigate, penso a quanto prossimi siamo all’Italia e quanto diverso sia il mare a quella latitudine. Una giornata come questa si dimentica difficilmente, lo scenario è unico e le numerose piccolissime isolette che si incontrano durante la navigazione sono una cornice perfetta per godere di questo intreccio tra terra e mare. Lo tocchi con mano quando nel bel mezzo del mare l’Eufemia si avvicina ad un piccolo lembo di terra davanti al quale l’acqua è così chiara da far pensare ad un mare quasi tropicale. La grossa barca frena, getta l’ancora e poi giù, tutti a fare a fare il bagno con uno spettacolare e quasi “obbligatorio” tuffo dalla barca. Non vi descrivo cosa non hanno combinato i bambini a bordo, letteralmente impazziti per l’avventuroso fuori programma, tutti giù, per 40 minuti, in pieno mare a godere di un’acqua splendida. Il rientro, fissato per le 18.30 è perfetto e puntuale, l’attracco è un rammarico per tutti, ma il sole che comincia a tramontare è una delle conclusioni più belle di una giornata all’insegna della natura. Saluto Boris e il suo equipaggio, una stretta di mano intensa forte di ammirazione e rispetto.
Info pratiche dell’escursione in barca. Consigliato: binocolo per avvistamenti, macchina fotografica, scarpe comode per escursione, scarpa anti tracina per accedere alle baie più rocciose, costume da bagno per tuffo dalla nave, maschera e boccaglio per snorkeling, asciugamano e giacca per eventuale vento al rientro.  (www.eufemija-tours.com)

La natura e il bosco Dundo

Il bosco Dundo è la più estesa riserva naturale dell’isola, un’intera mini penisola coperta di pini marittimi e lecci autoctoni di età anche superiore ai 1000 anni. Pochi lo avranno visto, ma addentrandosi per qualche chilometro nella riserva si incontra un presidio dell’Università di Scienze Forestali della Croazia che cura l’area e preserva le piante. Dico pochi perché per arrivarci dovete recarvi sull’isola di Kalifront, superare la prima sbarra oltre la quale non si può proseguire con la macchina e procedere fino al cancello della riserva, oltre il quale a giudicare dalla segnaletica è impossibile procedere anche con la bicicletta. Da lì procedendo per altri 2 chilometri si incontra il presidio e da lì si scende verso le calette più nascoste dell’isola. La natura è veramente rigogliosa e non manca di incontrare i cervi che vivono numerosi e indisturbati nel bosco Dundo. Anche Lussino offre uno scenario naturalistico incredibile, l’isola è per la maggior parte selvaggia e verde, abitata solamente da grandi gruppi di cinghiali e cervi. Affittare una mountain bike è la cosa migliore per avere accesso rapido ovunque, tuttavia fate bene i conti perché l’isola è montuosa e piena di sali scendi, senza allenamento potrebbe essere non troppo facile, fate riferimento alle mappe che vi consegnano in hotel per individuare subito gli itinerari più semplici.

La cultura e la Feria medievale

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Ogni anno Rab (Arbe) torna ad essere Felix Arba, l’antico nome che nel 1000 la cittadina portava orgogliosamente. Le giornate di ferie si tengono dal 1364 in onore delle spoglie di San Cristoforo che protessero l’isola dalla conquista dei romani. Rab è gemellata con San Marino con cui condivide la forte vocazione religiosa. Da un decennio i gruppi folcloristici del piccolo stato indipendente italiano arrivano a Rab e condividono le celebrazioni. Durante queste giornate è forte il sentimento di appartenenza che si respira e i cittadini vestono i costumi dell’epoca trasformando di fatto il borgo medievale in un grandissimo teatro naturale in cui respirare le atmosfere dell’epoca. Stand gastronomici, artigianato, rappresentazioni fanno da cornice ad una rievocazione che racchiude tutta la storia antica dell’isola e chiama i più importanti rappresentanti politici a tenere a battesimo l’apertura dei festeggiamenti. Abbiamo incontrato il presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipovic, che scortato dal sindaco di Rab (anche lei rigorosamente in costume) e da un drappello di figuranti ha incontrato i celebri balestrieri dell’isola e gli sbandieratori di San Marino in un confronto tra passato e presente che si intrecciavano piacevolmente tra i tamburi, la gente e il tramonto, una celebrazione che mi ha trasmesso accoglienza, semplicità e serenità, Per i dettagli del “come è andata veramente” vi rimando a questo post su facebook.

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Lo scoppio di un mortaio apre ufficialmente le giornate di ferie e i vicoli si animano come per magia di artigiani che modellano vasi, lavorano il legno o vi danno la possibilità di provare qualche tollerabile tortura medievale, le cantine, piccole e con soffitti bassissimi, diventano segreti banchetti tipici con prodotti freschi attorno ai quali i più vecchi intonano i canti popolari di un tempo. Seguendo i cunicoli di queste casette antiche si scopre un vecchio mugnaio intento ad insegnare ai bambini a fare il pane o donne in costume tipico che sulle note di canti pastorali filano e tessono. I loro costumi e le voci così sottili e modulate suonano familiari e rievocano canti e vestigia della tradizione sarda… le tradizioni popolari sono lontane nel tempo e nei luoghi eppure così vicine nella cultura da lasciare sempre qualche domanda irrisolta.

Dove mangiare

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Bar Celestina, in centro a Rab, in uno dei vicoli più piccoli e carini della cittadini, wi-fi gratuito e spremute.
Natura, in centro a Rab, yogurt frozen e condimenti tra i più vari (la sera c’è la fila)
Gozinka, alla fine di una tortuosa stradina sulla punta verde di Rab, ristorante sul mare con micro porticciolo e baia da incanto. Ho mangiato insalata di mare, un piatto molto grande di aringhe fritte con patate e risotto di pesce, devo dire che ho un po’ esagerato ma avevo appetito e il cibo era buono. Conto: 215 kune 30€, non male direi.
Sempre presenti i menù per i bambini. Se non amate troppo la cipolla e il pepe fatelo presente perché la cucina spesso ne prevede un utilizzo abbondante.
Il costo nei bar e ristoranti è ancora conveniente per chi viene dall’Italia, sebbene negli ultimi anni l’ingresso in Europa stia pian piano riallineando i valori.

Dove dormire

Hotel Grand Imperial in posizione leggermente rialzata rispetto al porto ha un suo accesso alla città attraverso il parco, una grande piscina con vasca idromassaggio e un centro estetico. www.imperialrab.com/ita/grand-hotel-imperial
In appartamento: in uno dei mille appartamenti trasformati in alloggi per turisti.

Come arrivare

In aereo dall’Italia per Trieste o Pula, entrambi gli aeroporti sono a qualche ora d’auto, quindi potete affitare una macchina o affittare un bus navetta come quello di Daniel, 9 posti, che con circa 250 euro vi porta direttamente sull’isola, servizio h24 mob. 098 172 1530 mail. Taxi.danijel@yahoo.com molto conveniente specie se si viaggia in gruppo.
L’isola è collegata alla terra ferma dai ferry boat, da un paio d’anni la flotta è stata potenziata e l’attesa è veramente breve, così come la traversata: appena 20 minuti.
In auto vi consiglio di passare dalla costa, la strada è meno veloce ma più breve di circa 40 km, il panorama vale il viaggio poi. Scendete da Trieste passando per la verdissima Slovenia, sulla strada se volete ci sono tanti chioschi con il tipico maialino arrosto cucinato in forni a giorno direttamente in strada. Le frontiere sono diventate fortunatamente delle mere formalità, tuttavia non dimenticate documenti validi perché nel passaggio Slovenia-Croazia e Slovenia-Italia mostrare il passaporto o la carta di identità è obbligatorio.
Se ripartite da Rab di sabato o domenica calcolate che c’è un esercito di persone in movimento, quindi si creano lunghe code al ferry per le quali si aspetta anche 3/4 ore, quindi svegliatevi presto oppure rivolgetevi ad un taxi shuttle che hanno corsia preferenziale e si accede subito alla nave.

Cambio valuta

La Croazia è entrata nella UE ma adotta ancora la sua moneta: le Kune. Potete cambiare il danaro anche negli hotel (ad esempio il Grand Imperial offre questo servizio, con cambi tra 0,72 e lo 0,75), oppure per strada nei piccoli chioschi che sopravvivono ancora prima della vecchia frontiera.

Informazioni turistiche

Turismo del Quarnero
http://www.kvarner.hr/it/turismo

Turismo della città di Rab
http://www.rab-visit.com/it

Ente Croato per il turismo
http://croatia.hr

TUTTE LE FOTO DEL VIAGGIO SU FLICKR

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Copyright: Familygo. Foto di Vincent Spaccapeli.

 

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